Terra d’ombre e di nostalgie…

foto libro andreoli

Ho “trovato” per caso Umbria Touring, questo nuovo, interessante Web magazine. Sfogliandone le pagine e leggendone gli articoli ho avuto la possibilità di riscoprire, con piacere, tutto l’amore e la passione per la mia regione.Passione che risale agli anni (lontani?) della mia giovinezza periodo in cui, complice la magia di una macchina fotografica andavo a caccia di immagini per poter, a modo mio, raccontare e descrivere questa terra.

La magia della macchina fotografica non si esauriva nel momento dello scatto che “catturava” immagini per svelare luoghi, particolari, ma proseguiva nel momento della stampa rigorosamente in bianco e nero, in casa con ingranditore e bacinelle…

Mentre scorrono nella mente quei fotogrammi, affiora il ricordo di un momento particolarmente significativo: quello dedicato all’Umbria Romanica.

Molti i “rullini” dedicati alla chiesa di S. Pietro fuori le mura a Spoleto (nella foto): la facciata con i suoi rilievi marmorei caratterizzati da una ripartizione in riquadri in uno nitido schema geometrico, con scene sacre e allegoriche, San Michele che uccide il drago… E poi ancora: a Bevagna S.Silvestro e S.Michele, il duomo di Foligno, S.Rufino ad Assisi, la cattedrale di Todi, San Pietro in Valle a Ferentillo nel magnifico complesso abbaziale…

Altri aspetti legati alla natura: l’autunno in un lago Trasimeno solitario misterioso e abbandonato, le Fonti del Clitunno avvolte nella nebbia, l’immagine dell’abitato di Castelluccio incastonato tra montagne innevate.

E l’infinita, indescrivibile a parole, meraviglia dei borghi arroccati sulla sommità di un poggio:Trevi, Panicale, Todi, Spello… E poi ancora le piazze, i silenzi, i campanili, i monasteri, i colori…

Sì, per il colore la mia passione era per le diapositive che ancora non si chiamavano “slides”… Forse allora c’era il sogno di dare corpo a queste immagini magari realizzando una pubblicazione un po’ speciale per poter descrivere un’Umbria diversa, un’Umbria a modo mio, fuori dai cliché e dai luoghi comuni. Ed è rimasto un sogno…

Nel tempo mi è capitato di prendere visione di numerose pubblicazioni dedicate all’Umbria, tutte molto apprezzabili, certamente, ma quasi sempre orientate a delinearla come“cuore verde d’Italia”.

Verso la metà degli Anni Novanta la scoperta di un libro particolarissimo, unico: immagini e testi di Vittorino Andreoli, titolo: “Umbria terra d’ombre”, Carlo Grassetti Editore (nella foto la copertina del volume).

Un testo straordinario, non facile da reperire, oggi, nelle librerie, in cui l’autore evita le spiegazioni ma, con un linguaggio sorprendente che si intreccia alle immagini, riesce a suscitare forti emozioni. Umbria, scrive il noto psichiatra, “forse significa soltanto ombra: una terra popolata di alberi, coperta da boschi, terra solitaria, per meditare all’ombra di un faggio, di un abete. Terra d’ombre, luogo della memoria. La propria ombra, quella dei trapassati, della Storia. Quella di Chiara, di Francesco,di Jacopone. L’ombra di Rita da Cascia di Santa Scolastica, di San Benedetto: personaggi fatti di cielo, ombre di paradiso. Ma anche, prosegue l’autore, ”le ombre agitate di Erasmo da Narni detto il Gattamelata, di Braccio da Montone, di Bartolomeo di Alviano, di Malatesta Baglioni: ombre puntute, spavalde e crudeli come quelle di Vitellozzo Vitelli e Niccolò Piccinino: i signori della guerra. I capitani di ventura che vendevano morte al soldo dei Principi. Terra di contrasti, d’antinomie, di paradossi. Terra di miracolo…”.

Questi sono solo dei brevi frammenti tratti dal testo per dare un’idea, di questo particolarissimo libro che, come umbra, perugina “doc” mi sento di consigliare, a tutti coloro che amano questa terra e desiderano magari approfondirne la conoscenza attraverso una “chiave di lettura” decisamente inusuale.

Laura Fratini

 

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