Sassoferrato dal Louvre a San Pietro

Immacolata Concezione, Sassoferrato, particolare

PERUGIA – Dal Louvre a Perugia. Dopo più di due secoli torna in Umbria L’Immacolata Concezione di Giovan Battista Salvi, detto il Sassoferrato (1609-1685), uno dei più grandi pittori del Seicento.
 
Una Vergine, a mani giunte, lo sguardo rapito dal Cielo, circondata dai volti di piccoli angeli che sembrano quasi galleggiare su nuvole sbuffanti: la splendida pala, dai tersi colori, inondata da una luce levigata e ultraterrena, fu prelevata, nel 1812, insieme ad altri tesori, dalla millenaria abbazia benedettina di San Pietro, per ordine diretto di Dominique Vivant-Denon, allora soprintendente generale del Musée Napoleon.
 
Scrittore, archeologo, disegnatore e collezionista e primo direttore del Louvre, Denon era conosciuto dai popoli vinti d’Europa come “l’occhio di Napoleone”.
Dopo la “campagna d’Italia” coordinò in grande stile e con metodo implacabile la spoliazione di centinaia di capolavori d’arte del Bel Paese, requisiti a favore della nascita di un prestigioso e universale museo pubblico che celebrasse nei secoli la gloria della Francia e del suo imperatore.
 
L’Immacolata Concezione torna a casa in senso letterale: oggi è infatti possibile ammirarla proprio nel luogo dove fu dipinta.
 

Giuditta e Oloferne, Sassoferrato

La mostra Sassoferrato dal Louvre a San Pietro: la collezione riunita, curata da Cristina Galassi e Vittorio Sgarbi è allestita infatti fino al 1 ottobre 2017 nella Galleria Tesori d’arte della Fondazione per l’Istruzione Agraria, nel Complesso di San Pietro in Borgo XX Giugno.
 
Il titolo dell’esposizione spiega il senso di tutta l’operazione culturale: con il ritorno della pala d’altare viene ricomposta a Perugia l’intera serie di opere che Giovan Battista Salvi realizzò per i benedettini umbri tra il 1630 e il 1640. Sono ben 17 e di fatto costituiscono la più ampia raccolta al mondo dei dipinti del Sassoferrato.
 
Tra tanta bellezza, spiccano la splendida Giuditta con la testa di Oloferne e la grande Annunciazione della Vergine.
Alla lista, in occasione della mostra perugina si sono aggiunte due opere concesse dalla Fondazione Cavallini Sgarbi: una Madonna con il Bambino e Santa Caterina da Siena.
 
Il percorso espositivo offre una occasione unica: leggere l’opera del Sassoferrato attraverso una quarantina di opere che provengono da raccolte pubbliche e private, per metterla a confronto con quella di altri artisti, attraverso una quarantina di opere che provengono da raccolte pubbliche e private.
 

Deposizione di Cristo, Sassoferrato

Così si può ammirare la versione della Deposizione Borghese di Raffaello che Giovan Battista Salvi dipinse nel 1639, a pochi passi da altre due note copie del capolavoro del maestro di Urbino: quelle realizzate da Orazio Alfani e da Giuseppe Cesari detto il Cavalier d’Arpino, entrambe provenienti dalla Galleria Nazionale dell’Umbria.
 
Un altro prezioso confronto emerge tra la bellissima Maddalena del Tintoretto e la versione di mano che poi ne fece il pittore marchigiano.
Raffaello con il suo inconfondibile tratto e il Perugino, soprattutto per la sua purezza formale furono gli inarrivabili modeli a cui il Sasssoferrato ispirò tutta la sua produzione artistica.
 
La mostra di San Pietro, per l’occasione, ospita alcune tra le opere più importanti di Pietro Vannucci, come le cinque tavolette della predella del grandioso polittico un tempo sistemato sull’altare maggiore della basilica e il bellissimo Cristo in Pietà, straordinaria opera tarda del maestro di Città della Pieve.
 
La rassegna riserva uno spazio particolare anche alla Madonna del Giglio, che assicurò grande notorietà al Sassoferrato, impegnato a riproporre presso i contemporanei un’antica immagine di culto realizzata da Giovanni di Pietro detto lo Spagna. Tre le opere proposte: le prime due provengono da Modena e da Bologna, la terza è di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.
 
L’esposizione, che resterà aperta al pubblico fino al 1 ottobre 2017, è organizzata dalla Fondazione per l’Istruzione Agraria di Perugia, insieme all’Università di Perugia e alla Regione dell’Umbria, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio e della Regione, e il patrocinio del Comune di Perugia.
 
Un catalogo pubblicato dall’editore Aguaplano raccoglie chiare schede delle opere esposte e le confronta con alcuni documenti inediti emersi dalle carte custodite nell’archivio della Basilica Perugina.
 

Maddalena, Sassoferrato

Vittorio Sgarbi, curatore della mostra, ha definito “ripetitiva e insieme sublime” la pittura del grande pittore secentesco: “Come Domenichino, il suo maestro, classico, distaccato, Sassoferrato estrae dai volti delle sue Vergini, dei santi e perfino dei personaggi reali che ritrae, un’essenza misteriosa, un’entelechia, che trasfigura la realtà e la rende consistente, eterna, incorruttibile”.
Un pittore senza tempo. O piuttosto di un tempo inarrivabile e sospeso. Ispirato di continuo dalle opere del Perugino e di Raffaello, delle quali eseguì “preziosissime copie”.
Per lo storico dell’arte Adolfo Venturi, Sassoferrato fu un “quattrocentista smarrito nel Seicento”.
Uomo di una fede profonda (era terziario francescano) fu conosciuto dai contemporanei con l’appellativo di “pictor virginum” per il grande numero di dipinti a soggetto mariano.
 

Annunciazione, Sassoferrato

Maestro indiscusso della pittura devozionale, dalla produzione copiosa: i più grandi musei del mondo sono abbelliti dalle sue opere.
Seguì, in modo infaticabile, i maestri del bello eterno. Ma fu capace, a sua volta, di essere un precursore, grazie all’eleganza formale di un’arte comunque inconfondibile: gli sguardi incantati e puri delle sue pallide Madonne, con i manti accesi da colori luminosi, due secoli dopo la sua morte saranno pregiata e sicura fonte di ispirazione per i Preraffaelliti e anche per i Nazareni, i pittori romantici tedeschi attivi a Roma agli inizi dell’Ottocento.
 

Virginia Valente

 
Web: www.fondazioneagraria.it; www.sanpietroperugia.it
Orari di apertura: mattina dalle 10:00 alle 13:00; pomeriggio dalle 15:00 alle 19:00 (aprile – maggio); dalle 16:00 alle 20:00 (giugno – ottobre). Lunedì chiuso.
Biglietti: interi € 7,00; ridotti € 5,00.
Per informazioni: Serena Maria Lucarelli: serena.lucarelli@fiapg.it; info@fiapg.it. Tel: 368.3796825 – 075 33753 -328 6013446.

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7 aprile 2017 Virginia Valente ,

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