Salus per aquam: le terme

UMBRIA – Oltre a 18 sorgenti di acque minerali imbottigliate, l’Umbria vanta otto fonti termali di antichissime tradizioni curative.
 

 
Già all’epoca dei romani venivano apprezzate per le eccellenti qualità terapeutiche: rappresentavano il fiore all’occhiello di una terra che, pur non essendo lambita dal mare, possedeva risorse idriche e termali davvero miracolose. Anche Plinio il giovane le cita, testimoniando di frequentare i bagni di Fontecchio, vicino a Città di Castello, insieme alla moglie Calpurnia, che le prediligeva per rigenerare la sua leggiadra bellezza.
 
Le numerose sorgenti di acque termali umbre sono ancora oggi particolarmente indicate per rinvigorire il corpo e la mente. Gli stabilimenti e i centri realizzati intorno alle fonti offrono programmi completi di terapie di benessere, trai più apprezzati nel panorama del turismo internazionale del wellness.
 
Insieme a bagni di bellezza, saune, massaggi e sedute estetiche per ogni esigenza, la particolare qualità delle acque termali umbre permette di fornire una ampia panoramica di rimedi più strettamente terapeutici, come la cura delle patologie delle vie respiratorie, delle artropatie e delle malattie dell’apparato genitale e digerente, e sono indicate anche per la riabilitazione ortopedica e pneumologica.
 
In molti impianti è possibile effettuare fanghi, bagni di salute, inalazioni e cure idropiniche, che consistono nella somministrazione delle acque come terapia per numerose disfunzioni organiche, tra le quali le disfunzioni del fegato, dell’intestino e dell’apparato digerente.
 
L’utilizzo dell’acqua come bevanda costituisce una delle forme più importanti – anche se forse meno conosciute – del trattamento termale, perché favorisce e stimola il riequilibrio metabolico e la rigenerazione funzionale dell’organismo. L’efficacia terapeutica delle bevande assunte direttamente alle fonti è più elevata rispetto all’utilizzo dell’acqua imbottigliata, perché esclude qualsiasi tipo di deterioramento, inclusa la dispersione e la volatilizzazione di alcune delle componenti chimiche dell’acqua.
 
Inoltre, le stazioni termali umbre sono ubicate in ambienti climatici particolarmente favorevoli, per cui l’effetto terapeutico delle idroterapie viene enfatizzato dalla qualità del contesto naturale circostante, che predispone l’organismo al favorevole esito dei trattamenti. Le cure idropiniche possono essere associate ad altri trattamenti termali, quali la balneoterapia ed i fanghi, sotto l’assistenza di personale medico specializzato che fornisce ulteriori servizi di sostegno alla terapia termale.
 

In base alle loro differenti caratteristiche chimiche e fisiche, le sorgenti termali umbre possono essere raggruppate in tre diverse tipologie:
 
Acque minerali termali fredde (13–16 °C) – nell’area settentrionale della regione sono di tipo sulfureo-bicarbonato alcaline (Terme di Fontecchio, Città di Castello), mentre nella zona centro-orientale assumono caratteristiche bicarbonato alcalino-terrose (Terme di San Faustino, Massa Martana e Terme di Sangemini, San Gemini) e sulfureo-bicarbonato alcalino-terrose (Terme Francescane, Spello), e nel settore centro meridionale sono di tipo bicarbonato alcalino-terrose (Terme di Amerino, Acquasparta).
 
Acque minerali ipotermali (25-30 °C) – sorgenti di acqua ipotermale sono localizzate nei comuni di Cerreto di Spoleto (Bagni di Triponzo), dove scaturiscono acque salse-sulfureo-bicarbonato alcaline ad una temperatura di circa 30 °C, e di Parrano (Terme di Parrano), con caratteristiche salse-sulfureo-bicarbonato alcaline ed alcalino-terrose, ed una temperatura di 26,5 °C.
 
Acque mesotermali e calde (oltre 35 °C) – Nel comune di Castel Viscardo si trovano le uniche sorgenti mesotermali di acque sulfureo-salso-bromo iodiche dell’Umbria (fonti di Tiberio), che raggiungono temperature di 43,7 °C.
 
Terme di Fontecchio – www.termedifontecchio.com
Terme di San Faustino – www.sanfaustino.it
Terme di San Gemini – www.sangemini.it
Terme Francescane – www.termefrancescane.com
Terme di Parrano – www.bagnodeldiavolo.it

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21 febbraio 2018 Redazione UT

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