Risplende a Montefalco l’arte dal fondo oro di Antoniazzo Romano

San Vincenzo, Santa Caterina di Alessandria e Antonio da Padova di Antoniazzo Romano (particolare)

MONTEFALCO – Riluce a Montefalco l’arte dal fondo oro di Antoniazzo Romano, il più grande pittore romano della seconda metà del Quattrocento.
 
L’eccezionale mostra “Antoniazzo Romano e Montefalco”, visibile fino al 7 maggio 2017, mette a confronto due capolavori dell’artista, partecipe con Michelangelo e Raffaello delle novità artistiche del Rinascimento ma ancora intimamente legato agli splendori dell’arte medievale che riemerge nei colori dorati dei dipinti e nella sacrale bellezza dei personaggi che appaiono nelle sue opere.
 
Due magnifiche pale d’altare, accomunate dalla provenienza romana della chiese d’origine e dalla forma quadrangolare, sono messe a confronto, per la prima volta nelle affascinanti sale del complesso di San Francesco, il museo più visitato in Umbria dopo la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia.
 
Sono il trittico della “Madonna col Bambino tra i Santi Paolo, Benedetto, Giustina e Pietro”, realizzato tra il 1488 e il 1490, giunto a Montefalco dalla Pinacoteca della Basilica di San Paolo Fuori le Mura e l’opera “San Vincenzo, Santa Caterina d’Alessandria e Sant’Antonio da Padova” (1430-1435 ca.-1508), custodita nel museo cittadino.
 
Quest’ultima pala ha una storia singolare. Era stata realizzata nel 1430-35 per la cappella di Santa Caterina nella chiesa capitolina di Santa Maria del Popolo. Frate Anselmo da Montefalco, generale dei frati agostiniani, nel 1491 la volle traferire nella Chiesa di Sant’Illuminata. L’opera fu riadattata per le nuove esigenze: così la ruota del martirio scomparve e Santa Caterina dì Alessandria fu trasformata in Santa Illuminata; Sant’Antonio da Padova, spogliato del saio francescano e rivestito di quello agostiniano, diventò San Nicola da Tolentino. L’unico santo a non cambiare identità fu San Vincenzo da Saragozza, riconoscibile dal vascello.
 
Le pale ricostruiscono il percorso del grande artista. Antonio di Benedetto degli Aquili, detto Antoniazzo Romano, aveva bottega nell’antica piazza della Cerasa, oggi piazza Rondanini, vicino al Pantheon. Famoso per le sue madonne sublimi, lavorò per papa Innocenzo VIII e per Rodrigo Borgia, papa Alessandro VI, che volle ingaggiarlo per i lussuosi festeggiamenti che seguirono alla sua ascesa al soglio di Pietro.
 

Antoniazzo Romano, Madonna con bambino e Santi Pietro e Paolo

Specializzato nelle icone devozionali molto richieste dagli stranieri che giungevano a Roma, organizzò il lavoro di altri importanti artisti. Fu il pittore preferito della élite romana dell’epoca, dei nobili della campagna laziale, delle confraternite e della potente diplomazia spagnola. Realizzò cicli di affreschi per molte cappelle e palazzi gentilizi. Guardò a Melozzo da Forlì, al Beato Angelico, a Benozzo Gozzoli, a Piero della Francesca, al Ghirlandaio e naturalmente al Perugino. Ispirò Pinturicchio e prese parte al cantiere della Cappella Sistina.
 
I fondi oro diventarono il tratto distintivo della sua cifra d’artista. Ma come ricorda Antonio Paolucci, ex direttore dei Musei Vaticani, non avevano un mero scopo decorativo. Piuttosto rimandavano “alla materialità luminosa dell’ultraterreno”, ribadita dalla “intensità liturgica delle figure in primo piano, fragili, palpitanti. Una carnalità enfatizzata dal bagliore divino dello sfondo”.
 
Adele Breda, curatrice della mostra, spiega: “Il trittico della “Madonna col Bambino tra i Santi Paolo, Benedetto, Giustina e Pietro” testimonia il rapporto che il maestro quattrocentesco ebbe con l’arte umbra. Infatti Antoniazzo utilizza un linguaggio più addolcito, umbro e peruginesco, con ombre e luci modulate in passaggi morbidi e in cui i volti dei santi esprimono sentimenti pacati e rassicuranti e una malinconica dolcezza”.
 
La mostra è promossa dal Comune di Montefalco, grazie al sostegno della Regione Umbria e dell’Archidiocesi di Spoleto-Norcia, con il contributo del Consorzio Tutela Vini Montefalco, Sistema Museo, Fabiana Filippi, Lions Club e Rotary Club Spoleto. La produzione è affidata a Sistema Museo.
 

Virginia Valente

 
Informazioni
Dicembre-marzo: dal mercoledì alla domenica 10.30-13/14.30-17. Chiusura il lunedì e il martedì, il 25 dicembre il 1 gennaio 2017.
Nei mesi di aprile e di maggio la mostra rimarrà aperta tutti i giorni dalle ore 10.30 alle ore 18.00.
È possibile prenotare l’apertura straordinaria per visite riservate.

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26 dicembre 2016 Virginia Valente ,

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