Quartetto di Cremona, Jamie Walton, Louis Lortie e Jerusalem: il febbraio degli Amici della Musica di Perugia è tutto d’ascoltare

PERUGIA – Sarà un febbraio da leccarsi i baffi per gli appassionati di classica che avranno l’occasione, nel giro di una dozzina di giorni, di assistere a tre concerti di levatura internazionale, nell’àmbito della stagione degli Amici della Musica di Perugia. Si parte domenica 4 febbraio alle 17.30 quando sul palco della Sala dei Notari saliranno il Quartetto di Cremona e Jamie Walton a dar vita a due tra gli ultimi capolavori cameristici di Franz Schubert, il Quartetto in sol maggiore D.887 e il Quintetto in do maggiore D.956 per due violoncelli, lavori entrambi di vaste proporzioni, l’uno terminato nel giugno 1826 e l’altro nel settembre 1828, a poche settimane dalla morte. Fin dalla fondazione, avvenuta nel 2000, il Quartetto di Cremona si è affermato come una delle realtà più interessanti a livello internazionale. Regolarmente invitato ad esibirsi nei principali festival e rassegne musicali in Europa, Sudamerica, Stati Uniti e in Estremo Oriente, è stato premiato nel 2005 dal Borletti-Buitoni Trust. La stampa specializzata ne ha sottolineato da sempre le alte qualità artistiche ed interpretative all’interno di un repertorio che va da Haydn alla contemporanea. Ai Notari il Quartetto sarà accompagnato dal violoncellista anglo-tedesco Jamie Walton, che si è esibito con le principali orchestre inglesi in tutto il mondo. Walton, che suona un Guarneri del 1712, ha fondato nel 2009 il Festival cameristico delle North Yorks Moors.
 
Il secondo appuntamento – domenica 11 alle 17.30 – sarà all’interno della magnifica Basilica di San Pietro (non più alla Sala dei Notari per via dei concomitanti comizi elettorali del centro storico) col famoso pianista canadese Louis Lortie – alla sua ennesima ma sempre attesa presenza a Perugia – in un programma totalmente chopiniano, con gli Studi op. 10, op.25 e i Trois nouvelles études. Lortie è “rinomato soprattutto per la ricerca di un’originalità interpretativa figlia di un ampio repertorio più che per la specializzazione in un unico stile”. Recentemente ha collaborato con la Sinfonica di Chicago, la Sinfonica di Sydney, la Royal Philharmonic, la Sinfonica di Boston, la Filarmonica di Hong Kong, la Filarmonica di Varsavia ed ha tenuto tournée con la Gewandhaus di Lipsia, la Filarmonica della Scala e la Beethoven Orchester Bonn. Nella sua carriera ha collaborato con direttori quali Chailly, Maazel, Masur, Ozawa, Dutoit, Sanderling, Järvi, Sawallisch ed ha al suo attivo più di quarantacinque registrazioni, con un repertorio che spazia da Mozart fino a Stravinsky, compresa l’integrale delle Sonate di Beethoven. Nel 2012 un suo cd con musiche di Chopin è stato nominato tra le migliori registrazioni dell’anno dal New York Times, mentre un altro con opere di Schumann e Brahms è stato nominato come uno dei migliori cd dell’anno dal BBC Music Magazine. Da poco più di un anno Lortie è in residenza alla Queen Elisabeth Music Chapel di Bruxelles.
 
Infine alle 20.30 di venerdì 16 febbraio, sempre a San Pietro, sarà la volta dell’atteso ritorno del Quartetto Jerusalem, che si è conquistato negli ultimi dieci anni il favore del pubblico perugino, grazie a esecuzioni esaltanti e freschissime. Il New York Times ha scritto: “Passione, precisione, calore, una miscela dorata: questi sono i segni distintivi di questo eccellente quartetto d’archi”. Nato nel 1993, il Quartetto Jerusalem porta avanti le tradizioni dei quartetti d’archi in un modo unico, “avendo trovato il suo cuore espressivo in un suono caldo, pieno, umano e nel bilanciamento tra toni alti e bassi.” Il Quartetto ha ricevuto accoglienza speciale in Nord America e in Europa (Tonhalle di Zurigo, Herkulessaal di Monaco, Wigmore Hall di Londra, Théâtre des Champs-Elysées di Parigi). Gli album con i Quartetti di Haydn e “La Morte e la Fanciulla” di Schubert sono stati premiati con un Diapason d’or, un BBC Music Magazine Award e un ECHO Klassik. A San Pietro il Jerusalem proporrà un robusto programma che si aprirà e chiuderà con Beethoven (Quartetto n. 11 in fa minore, op. 95 «Serioso» e Quartetto n. 16 in fa maggiore op. 135) ed avrà al centro il primo Quartetto op.7 di un Bartòk ventisettenne, opera che realizza una sintesi dell’eredità beethoveniana e allo stesso tempo si proietta arditamente verso il futuro.
 
Info: perugiamusicaclassica.com

Roberto Vitali

Tag: , , , ,
3 febbraio 2018 Roberto Vitali

Articoli Recenti