Perugia, tre preziosi appuntamenti a marzo per gli Amici della Musica

PERUGIA – Un marzo tutto da gustare per gli appassionati di musica classica, o colta che dir si voglia, con ben tre importanti appuntamenti incastonati nel sontuoso cartellone 2018 degli Amici della Musica di Perugia.
 
A partire da domenica 11 quando alle 17.30 salirà sul palco della Sala dei Notari un vecchio amico di Perugia – il celebre pianista ungherese András Schiff – e la sua consorte Yuuko Shiokawa al violino. I due tornano a Perugia per onorare la memoria del compianto Presidente degli Amici Franco Buitoni, il cui compleanno cadeva proprio in marzo, offrendo generosamente un programma con alcune note pagine di Bach, Mozart e Beethoven, l’essenza stessa della civiltà musicale mitteleuropea.
 
Schiff – da alcuni anni cittadino britannico oltre che baronetto – non ha bisogno di particolari presentazioni: è unanimemente considerato uno dei maggiori interpreti bachiani e d’altronde le sue integrali dei grandi maestri tedeschi che impreziosiscono le discoteche di ogni bravo appassionato di classica, parlano per lui. Ricorderemo soltanto che da oltre tre decenni insegna all’International Musicians Seminar fondato dal leggendario compatriota Sandor Végh, che ebbe come allieva proprio quella Shiokawa destinata a diventare sua moglie e a suonare ancora giovanissima con i Berliner sotto la direzione di Karajan…
 
Il programma si aprirà con il Concerto Italiano in fa maggiore BWV 971 di Bach [https://www.youtube.com/watch?v=ghTitIMtTCM] – pezzo particolarmente amato da Franco Buitoni – seguito dall’ultima sonata mozartiana, quella in la maggiore K. 526 e quindi dalla brillante Sonata in fa maggiore op. 24 «La Primavera» di Beethoven.
 
Domenica 18 marzo si varcherà il Reno per approdare in Francia in un concerto che vedrà la Junge Deutsche Philharmonie – diretta dal giovane astro David Afkham – impegnata in un programma di rarissimo ascolto (almeno per la prima parte) che prevede «Les offrandes oubliées» di Olivier Messiaen [https://www.youtube.com/watch?v=UPsfNMTHxXs] ed il Concerto per violoncello e orchestra di Henri Dutilleux, «Tout un monde lointain».
 
L’opera giovanile (1930) di Messiaen costituisce il “primo esempio orchestrale della sua profonda devozione cattolica”, mentre completamente laico si presenta il concerto di Dutilleux, musicista nato ad Angers nel 1916 e scomparso a Parigi a 97 anni compiuti [in questo video compare il compositore 90enne tra il pubblico: https://www.youtube.com/watch?v=KtKII43x4l4].
All’età di 89 anni Dutilleux ricevette il prestigiosissimo Premio Ernst von Siemens a ricompensa – nelle parole della giuria – del lavoro di “uno dei grandi artisti della musica contemporanea francese, la cui produzione si distingue per la sua chiarezza poetica”. Sul palco del Morlacchi David Afkham – rivelazione della Sagra Musicale Umbra 2010 con la Gustav Mahler Jugendorchester ed attualmente a capo dell’Orchestra Nazionale di Spagna – dirigerà per l’occasione anche il violoncello di Steven Isserlis. A chiusura del programma la spettacolare e visionaria Symphonie fantastique op. 14 di Hector Berlioz, assente da oltre quarant’anni dai cartelloni perugini.
 
E finalmente sabato 24 marzo si potrà assaporare tutta la magia racchiusa in uno dei massimi capolavori dell’800, quella Petite Messe Solennelle che Gioachino Rossini compose nel 1863 e che qualche anno dopo si risolse ad orchestrare, nel timore che altrimenti lo avrebbe fatto qualcun altro: «Buon Dio, eccola terminata questa umile piccola Messa. È musica benedetta [sacra] quella che ho appena fatto, o è solo della benedetta musica? Ero nato per l’opera buffa, lo sai bene! Poca scienza, un poco di cuore, tutto qua. Sii dunque benedetto e concedimi il Paradiso».
 
Queste le celebri parole poste dal pesarese a chiusura della sua Messa che si potrà apprezzare nella versione originale, intima e toccante, per piccolo coro, quattro solisti, piano e harmonium, così come fu rappresentata nel 1864 presso la villa di una nobildonna parigina, alla presenza di Rossini e di un limitatissimo numero di amici e conoscenti, tra cui i più grandi musicisti operanti all’epoca nella capitale francese.
 
A curare il tappeto vocale del concerto alla basilica di San Pietro saranno i cantori della Stagione Armonica di Padova diretti da Sergio Balestracci. Il musicologo Carlo Steno Rossi suonerà l’harmonium, mentre al piano, un Pleyel del 1849 identico a quello posseduto da Rossini, siederà una beniamina del pubblico umbro quale Jin Ju. Infine i solisti, tutti di comprovata esperienza rossiniana, saranno Elisaveta Martirosyan (Soprano), Marina Comparato (Mezzosoprano) [https://www.youtube.com/watch?v=CBq3QvzFmoM], Emanuele D’Aguanno (Tenore) e Mauro Borgioni (Basso).
 

Roberto Vitali

 
Info: perugiamusicaclassica.com

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9 marzo 2018 Roberto Vitali

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