Peglia e Selva di Meana, il lato selvaggio

Il Sistema Territoriale di Interesse Naturalistico Ambientale (S.T.I.N.A.) occupa una vasta area (44.270 ettari) nella zona centro-occidentale dell’Umbria a confine con la Toscana e il Lazio.
 
All’interno del parco si trovano tre distinte aree naturali protette: Allerona-Selva di Meana, Melonta-Bosco dell’Elmo e San Venanzo. L’area di Allerona-Selva di Meana è la più estesa (3.255 ettari): è delimitata a sud dal corso del torrente Paglia e confina ad ovest con la riserva naturale del monte Rufeno, nel Lazio.
 
Si caratterizza per la grande biodiversità vegetazionale: dalle estese formazioni boschive con lecceti e cerreti, alla macchia mediterranea. Al suo interno si trova il Parco di Villalba: area boschiva di circa 20 ettari, ricca di specie floristiche. Il Melonta-Bosco dell’Elmo (1.268 ettari), sul fianco occidentale del monte Peglia, è delimitato ad ovest dal torrente Chiani e si presenta come un sistema collinare dominato dal monte Melonta (623 m s.l.m.). La lecceta secolare del Bosco dell’Elmo contraddistingue una vasta area rappresentando un’eccellenza ambientale unica. L’area di San Venanzo (126ettari) si distingue dalle altre in quanto vi permangono tracce evidenti di vulcanesimo attivo fino a 265.000 anni fa. A documentare il fenomeno, in rapporto alla storia geologica della regione, è il Parco e Museo Vulcanologico di San Venanzo.
 
In prossimità di quest’area è il monte Peglia (837 m s.l.m.), considerato il “polmone dell’Umbria” in virtù del suo ricco patrimonio forestale, costituito in prevalenza da cerri e da pini. Lungo la valle del Paglia e del Chiani è presente il fenomeno dei calanchi: creste, guglie e piccole valli profonde che delineano forme assai suggestive e dalle quali affiorano grandi quantità di conchiglie del Pliocene.
 
L’intera area compresa nello S.T.I.N.A. è stata abitata fin dalla preistoria, come testimoniano le “Tane del Diavolo” nei pressi di Parrano, 20 cavità visitabili e di grande interesse, oltre che geologico anche archeologico e storico, per il rinvenimento di reperti risalenti al paleolitico superiore e all’età del bronzo. Innumerevoli sono poi le testimonianze della civiltà etrusca, sopratutto quelle in territorio orvietano, che, associate ai piccoli castelli e ai borghi fortificati, ancora intatti nel loro assetto medievale, rendono particolarmente affascinante questa zona dell’Umbria.
 
Grazie alle favorevoli condizioni ambientali e ai differenti habitat, la fauna è ricca e articolata. Tra le specie di maggior pregio il gambero di fiume, indicatore di acque limpide e pure, la salamandra pezzata, anfibio presente in prossimità dei corsi d’acqua,e il cavedano etrusco, specie ittica documentata in Toscana e Umbria.
 
Oltre alla martora, agile carnivoro che predilige boschi ad alto fusto, vi sono il lupo, il gatto selvatico, il falco pellegrino e il gufo reale.
 
Importante anche il patrimonio entomologico: sono state segnalate due interessanti specie di farfalle diurne, la Zerynthia Polyxena Cassandra e Charaxes Jasius.
 

Roberto Moraldi

 
Itinerari

Escursionistici

* Anello della Selva di Meana: Km 12,8 – Ore 5 – Dislivello

in salita 390 m – Dislivello in discesa 390 m

* Anello di Villalba: Km 13,4 – Ore 5 – Dislivello in salita 395 m – Dislivello in discesa 395 m

* Anello dell’Elmo: Km 17,6 – Ore 7,5 – Dislivello in salita 574 m – Dislivello in discesa 574 m

* Grande Anello del’Orvietano: Km 168,2 – Giorni 6,5 – Dislivello in salita 4754 m – Dislivello in discesa 4754 m

Escursionistici esperti con attrezzature

*Anello delle Tane del Diavolo: Km 9 – Ore 4,5 – Dislivello in salita 230 m – Dislivello in discesa 230 m

Cicloturistici

* Itinerario 25: Poca pianura tra la Valle del Nestore e il monte Peglia (Marsciano, Mercatello, Spina, Tavernelle, Piegaro, Montegabbione, Montegiove,

San Venazo, Marsciano): Km 94 – Dislivello 1600 m. Difficoltà: elevata

* Itinerario 29: Foreste e tufo tra Città della Pieve e Orvieto (Città della Pieve, Fabro, Allerona, Orvieto, Ficulle, Fabro, Città della Pieve): Km 103 – Dislivello 1600 m – Difficoltà: elevata

Per ulteriori informazioni www.bikeinumbria.it
 
Come arrivare

IN AUTO

Da Firenze: Autostrada del Sole (A1), uscite Fabro e Orvieto

Da Roma: Autostrada del Sole (A1), uscite Orvieto e Fabro

Da Perugia e Terni: E45 SS n. 3 bis, bivio Todi-Orvieto
 
IN TRENO

Linea FS Firenze-Roma: stazioni di Fabro-Ficulle, Allerona-Castel Viscardo e Orvieto.

Linea Ferrovia Centrale Umbra.

Umbria tpl e mobilità spa

Telefono 075 50 67 81

Fax 075 500 45 30

NUMERO VERDE  800 51 21 41

mail: info@umbriamobilita.it
 
IN AUTOBUS

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IN AEREO

Aeroporto Internazionale San Francesco d’Assisi (Perugia – S. Egidio)

Tel. 075 5921400 – www.airport.umbria.it
 
Infoline

Comunità Montana O.N.A.T.

Via Principe Umberto  17 05010 San Venanzo (TR)

Tel 075 879091

Fax 075 875120

www.parchi.regione.umbria.it

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18 agosto 2015 Roberto Moraldi

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