Parco Geologico della Valnerina, il paesaggio della costruzione del mondo

VALNERINA – Con quasi 1000 chilometri quadrati di estensione, 18 punti di interesse naturalistico e un centro attrezzato per la divulgazione e la didattica, il Parco Geologico della Valnerina è uno dei luoghi più adatti d’Italia per leggere il racconto della costruzione del mondo.
 
Tra gole, cascate e torrenti, balze rocciose e anfiteatri di pietra che si innalzano ai bordi di inaspettati altopiani, lungo la valle del fiume Nera la Terra descrive se stessa con un fascino che sorprende.
 
E lo scopo del Parco è proprio questo: spiegare il paesaggio e la sua evoluzione, grazie a percorsi che toccano punti di osservazione particolarmente significativi. Un approccio alla natura diverso da quello delle consuete aree protette, che completa le tradizionali informazioni biologiche sul mondo vegetale, animale e antropico con quelle geologiche, cioè relative alle dinamiche del pianeta.
 
Potreste chiedervi come può un parco di una piccola regione, senza coste né mari, raccontare la storia di un mondo che è fatto per più del 70% di oceani. Tanto per cominciare, i sentieri su cui camminerete sono disseminati di pietre che una volta erano sabbie di fondali marini. Così come le panoramiche rupi, balconi naturali da cui osservare l’articolato paesaggio emerso da antichissimi ambienti oceanici.
 
Fiumi, vallate e catene montuose, guardate da un nuovo punto di vista, diventano pagine aperte del grande libro della geologia, disciplina che, oltre a fornire il metodo scientifico per osservare il territorio, è forse quella che stimola la fantasia più di qualsiasi altra nel campo delle scienze naturali. Amplifica l’immaginazione e rende possibile trasformare una escursione in campagna in un fantastico viaggio nel tempo, tra sconfinati paesaggi e ambienti esotici, per capire come e con quali ritmi procede l’evoluzione della Terra.
 
E allora, ecco che da alcuni luoghi (i geositi tettonici di Valcasana, Fonte di colle di mezzo, Rocchetta, Stretta di Biselli e Serravalle) si può risalire ai processi di costruzione dei rilievi, che trasformano il fondo dell’oceano in catene montuose. Passeggiando con la guida lungo i sentieri del Parco si impara a riconoscere le faglie, dove avvengono i movimenti della Terra che formano montagne, colline e pianure.
 
Altre zone, classificate come punti di interesse stratigrafico (geosito di Roccaporena) e sedimentologico (geositi di Triponzo) sono utili per sapere come erano gli antichi paesaggi del mondo e nel corso di quanto tempo sono cambiati. Qui si distinguono i tipi diversi di rocce, che sono il ricordo di ambienti profondamente differenti da quelli di oggi e l’archivio cronologico dei loro cambiamenti. Una escursione geologica è anche un modo per allargare il proprio concetto del tempo e comprendere come la scala umana del divenire sia solo una parte infinitesima di quella del pianeta.
 
Per capire in che modo gli agenti atmosferici modellino le forme del territorio ci sono i siti geomorfologici come quelli dei Piani di Castelluccio, la Balza Tagliata di Cerreto di Spoleto e le Cascate di Preci e Sellano, dove si trovano splendidi esempi della potenza con cui gli elementi plasmano, oggi come nel passato, l’aspetto della superficie della Terra.
 
Nel Parco si trovano anche borghi e paesi di 10 Comuni della Valnerina. L’uomo e il suo rapporto con il territorio sono l’ultima parte, in ordine cronologico, della storia del mondo. E anche la più breve. Ma l’unica di cui siamo protagonisti e per questo riveste una grande importanza anche in un’area naturale riservata alle osservazioni geologiche.
 
Se il collegamento con le scienze della Terra è diretto dove lo sfruttamento delle risorse del pianeta ha contribuito allo sviluppo economico della comunità (geosito minerario di Terargo e Ferriera Ruscio, a Monteleone di Spoleto), negli altri casi basta guardare gli antichi monasteri, le rocche e le fortificazioni, che spesso sembrano la naturale estensione dei profili montuosi su cui sono edificati, per capire quanto la storia dell’uomo sia intimamente connessa a quella della Terra.
 
Il Parco geologico della Valnerina è sempre visitabile: non ha orari né giorni di apertura. I percorsi e i punti di interesse sono consultabili sul sito web www.parcogeologicovalnerina.it, dove ci sono anche mappe, indicazioni logistiche e descrizioni dettagliate dei geositi.
 
Chi preferisce una visita guidata, può contattare il Centro di esperienza e Educazione Ambientale “Il Sentiero di Poggiodomo”, dove c’è anche un laboratorio geologico attrezzato con microscopi, foto e carte geologiche.
Il Centro ha anche una sala conferenze, una biblioteca geoscientifica e una serie di attrezzature utili per il rilievo geologico sul campo.
 

Daniela Querci

Centro di esperienza e Educazione Ambientale “Il Sentiero di Poggiodomo”
Via del Colle 1 – Poggiodomo (PG)
Tel: 338-7171906 oppure 347-6362760
ilsentierodipoggiodomo@gmail.com
www.ilsentierodipoggiodomo.org
 
Foto © www.parcogeologicovalnerina.it
 
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12 agosto 2017 Daniela Querci ,

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