Palio della Balestra, emozione eugubina

GUBBIO – Nella città dei Ceri si rinnova un emozionante appuntamento. Gubbio il 28 maggio ospita il Palio della Balestra, una gara di tiro a segno con la balestra medievale da postazione, di cui si trovano già tracce in un documento del 1410. Da più di 600 anni Gubbio e Sansepolcro si sfidano: l’ultima domenica di maggio a Gubbio e la seconda domenica di settembre a Sansepolcro. La manifestazione storica è organizzata dalla Società Balestrieri di Gubbio nel quadro delle feste in onore del patrono Sant’Ubaldo.
 
La gara consiste nel centrare il bersaglio, detto corniolo o tasso, con una freccia scagliata da una balestra a una distanza di 36 metri.
I balestrieri eugubini indossano l’antico costume storico. Assistono alla competizione il console, il connestabile e le autorità cittadine. Gli Sbandieratori di Gubbio si cimentano in giochi di abilità. Al balestriere vincitore viene assegnato in premio il palio realizzato ogni anno da un noto artista.
 
Fa da cornice al Palio il corteo storico con oltre quattrocento figuranti che vestono costumi medioevali (Gubbio) e rinascimentali (Sansepolcro), questi ultimi realizzati in base agli affreschi del biturgense Piero della Francesca.
 
Il più antico documento dove si fa parola del Palio della Balestra di Gubbio risale al 1461. È un brano della Cronaca di Ser Silvestri Angelelli Manni de Campionibus che recita: “In quisto anno fo la festa dè santo Ubaldo, de sabato. Foro facte le compagnie, che foro cinque quelle che levaro capo: Corona, santa Croce, Sole, Fonte de Fosso, et santo Pietro. Foro stimati fossero gioveni VJ° et più. Foro facte grandissime feste, benché cie fossero gare. La domenica se balestrò el palio, et la compagnia de sancta Crocie andò con molte donne a fare compagnia a madonna Batista Sforza la quale andò vedere balestrare. Stecte in Santa Crocie. Da poi andò con tucti li soi a cena a casa de mastro Pietro e fratelli di Pamphilii. Fo grande et bello convito…“.
 
I Balestrieri o “Ballistari” a Gubbio, come in tutti i grandi Comuni e nelle Repubbliche del Medio Evo, nacquero allo scopo di avere, in caso di bisogno, uomini pronti e adatti a servire la patria. Le “Compagnie del popolo” o “Società d’Armi” che si mantennero sino all’epoca delle Signorie.
 
Come bene spiega il sito on line della Società dei Balestrieri (www.balestrierigubbio.com) ogni balestriere doveva essere munito di balestra con corda e crocco appartenere a classe agiata o popolana, non stare a servizio di chicchessia per essere libero di esercitarsi al tiro nei festivi.
 
Nei libri delle riforme, che rappresentano una esatta e minuta cronistoria della vita politica ed amministrativa di Gubbio, per circa sette secoli, si può osservare come i vari gradi della Magistratura cittadina avessero gran cura dell’istituzione dei Balestrieri. Nel 1537 la Comunità concesse loro un vero e proprio poligono di tiro che poi ebbe la sua sede definitiva presso l’antica Porta del Marmorio (ora Porta Trasimeno). Si stabilì anche di creare una “domuncula”, piccolo edificio per conservare le balestre. Il campo di tiro, secondo antichi documenti, doveva essere tenuto sgombro da alberi, onde permettere ai balestrieri di compiere le loro esercitazioni.
 
La sede della Società Balestrieri della Città di Gubbio è nello splendido palazzo gotico del Bargello, costruito nei primi anni del Trecento, che domina la piazzetta antistante, chiamata Largo del Bargello, in mezzo alla quale si trova la famosa Fontana dei Matti. Il palazzo ospita anche il Museo della Balestra con manufatti, oggetti ed armi che ruotano intorno all’affascinante mondo della balestra.
 
Per saperne di più: www.balestrierigubbio.com

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1 maggio 2017 Redazione UT

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