Orvieto, alla scoperta di Ippolito Scalza

La Pietà scolpita da Ippolito Scalza nel duomo di Orvieto

ORVIETO – Alla scoperta di Ippolito Scalza (1532-1617), il grande architetto e scultore orvietano, cresciuto nel solco di Michelangelo, che per oltre cinquant’anni, fino alla sua morte, fu a capo del secolare cantiere del Duomo di Orvieto.
E che nella splendida cattedrale curò le decorazioni per le cappelle laterali e scolpì una strabiliante “Pietà”.
 
L’occasione arriva da una mostra, “La città di Ippolito Scalza. Arte e devozione a Orvieto: opere inedite e percorsi da riscoprire”, visibile fino al prossimo 25 febbraio e allestita presso la chiesa dei Santi Apostoli, sede distaccata del Museo dell’Opera del Duomo.
 
Clou dell’esposizione sono alcuni dipinti provenienti dal monastero domenicano femminile di San Paolo, tra i quali spicca una magnifica Croce dipinta del Maestro di Varlungo (ultimo quarto XIII secolo).
 
Ma si possono ammirare anche molte altre opere che arrivano dalla chiesa di S. Francesco, la chiesa di S. Lorenzo in Vineis e i depositi dell’Opera del Duomo.
Produzioni alimentate dall’influenza di Scalza, frutto di una ricca produzione artistica che arriva al XVII e al XVIII secolo e legate anche ad altri protagonisti della storia dell’arte umbra.
 
Scalza non si allontanò quasi mai dalla sua città. Lo fece solo in brevi viaggi nei territori vicini, quando progettò il Duomo di Montepulciano, la Chiesa del Crocifisso di Todi e la Chiesa di Ficulle. E’ suo anche portale in travertino della Cattedrale di San Lorenzo a Perugia, su disegno di Galeazzo Alessi e l’ideazione del bel sepolcro Farratini nella basilica di Santa Firmina ad Amelia.
 
Ricoprì anche alcune cariche pubbliche. Fu pure un apprezzato cartografo: è sua una veduta topografica della città che risale al 1564.
Scolpì la “Pietà” da un unico blocco di marmo nel 1578. Si autoritrasse anche nel volto della statua del San Tommaso che si può ancora ammirare nella chiesa di S.Agostino.
 
Info: Opera del Duomo: segreteria@operadelduomo.it Tel. 0763.342477
 
www.opsm.it

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16 gennaio 2018 Redazione UT

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