Omaggio alla “Dolce Umbria” nella mostra “Conoscere e amare l’Italia”

Bazzoni - Immagine della campagna umbra.

PERUGIA – Dagli scorci di Venezia, splendida e fragilissima, fino alle Saline di Trapani. Passando per la “Dolce Umbria”, della quale si racconta, con le immagini coinvolgenti di piccoli borghi, la perduta civiltà contadina.
 
E’ il ritratto di un Paese difficile da tutelare ma facile da amare, di una terra agricola ormai diventata industriale quello che, scatto dopo scatto, si delinea visitando la mostra fotografica “Conoscere e amare l’Italia”. Le trasformazioni del Paese vengono raccontate attraverso le fotografie, mai banali, di Renato Bazzoni, padre del FAI, il Fondo Ambiente Italiano.
 
La piccola e bella rassegna, organizzata da Cariperugia Arte con il fondamentale sostegno degli Amici del FAI, si potrà ammirare fino al 25 aprile 2016 a Palazzo Baldeschi, lo splendido immobile di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.
 
L’esposizione itinerante, fa sosta nel capoluogo regionale dopo le precedenti tappe alla Cavallerizza di Milano, al Teatrino di Vetriano a Vetriano di Pescaglia, Lucca, al Teatro Ariston di Sanremo e al Palazzo Coelli di Orvieto.
 
Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario al ministero dei Beni Culturali, ha inaugurato la rassegna spiegando il senso dell’operazione culturale: “Questa mostra vuole essere uno straordinario atto d’amore verso la bellezza del paesaggio italiano e, devo dirlo, anche a quanto si è fatto per rovinarlo già da allora. Quindi è un archivio enorme di grande utilità per tutti coloro che amano il paesaggio ma anche per coloro che debbono incidere sulle politiche paesaggistiche, a partire da me stessa. Il paesaggio è qualche cosa di vivo, soprattutto in Italia dove è così antropizzato: la scommessa è salvarne i linguaggi culturali, per fare in modo che chi viene in questa regione possa guardarsi intorno e dire: “Sono in Umbria”, proprio perché raccoglie l’identità culturale di questo territorio”.
 
Carlo Colaiacovo, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, l’ente che ha collaborato in modo determinante alla mostra ha ricordato la figura di Renato Bazzoni: “Il nostro Paese non sarà mai abbastanza grato ad una personalità che ha avuto il grande merito di aver svegliato la coscienza di una nazione che, nell’euforia collettiva indotta dal boom economico, rischiava di perdere il senso delle proprie radici e di mettere a rischio il proprio paesaggio, le sue bellezze naturalistiche e il suo patrimonio storico-artistico”.

I visitatori si trovano infatti di fronte ad una sorta di fotoracconto in 300 immagini che, a partire dagli anni Cinquanta, attraversa tutte le regioni d’Italia: un viaggio struggente alla scoperta delle bellezze paesaggistiche tipiche di ciascun territorio, che purtroppo testimonia, con la forza dirompente delle immagini, anche tanti scempi edilizi perpetrati soprattutto negli anno del “boom economico” e del turismo di massa.
 
Nella sezione “Dolce Umbria”, si possono ammirare suggestive fotografie degli anni Settanta che ritraggono una regione in bilico tra passato rurale e segnali di modernità.
Come ha voluto sottolineare Nives Tei, presidente regionale del FAI Umbria, la rassegna, curata con grande perizia da Alberto Saibene, comprende solo una piccola parte delle oltre 30.000 fotografie che Carla Bazzoni, moglie dell’architetto scomparso nel 1996, ha voluto donare al FAI.
 
“Tutte le immagini – ha spiegato Nives Tei – sono accomunate dallo spirito critico ed appassionato di un uomo che grazie all’obiettivo fotografico è riuscito a raccogliere una ricca testimonianza del patrimonio ambientale che l’Italia possiede e, nel contempo, ha messo in guardia un intero paese affinché non lo si maltratti facendolo sprofondare sotto l’eccesso di un consumismo che ha portato all’abbandono di tante piccole realtà contadine e ad un preoccupante logoramento delle città, come nel caso-simbolo di Venezia”.
 

Renato Bazzoni nel 1975, con Giulia Maria Mozzoni Crespi, Alberto Predieri e Franco Russoli firmò l'atto costitutivo del FAI.

Ma c’è di più. La mostra vuole offrire un ulteriore stimolo a combattere il degrado ambientale attraverso “Tu, come la vedi?”, una iniziativa che permette di inviare attraverso il sito www.mostrabazzoni.it gli scatti che raccontano l’Italia che emoziona e che piace, oppure quella dimenticata e umiliata, che rattrista il viaggiatore.
 
Per partecipare, occorre inviare le fotografie segnalate attraverso la scritta “L’Italia che amo” per gli scatti che emozionano positivamente oppure con la frase “L’Italia che non vorrei vedere” per tutte le immagini di denuncia: il FAI pubblicherà le foto nella “gallery” del sito della mostra.
 
Info
La mostra è aperta dal 27 febbraio al 25 aprile 2016, dal martedì al giovedì dalle 15 alle 19 e dal venerdì alla domenica dalle 11 alle 19.
Per ulteriori informazioni: tel. 075/5734760; palazzobaldeschi@fondazionecariperugiaarte.it
tel. 075/5724563; info@fondazionecariperugiaarte.it; www.fondazionecariperugiaarte.it

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27 febbraio 2016 Redazione UT

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