Margherita, la prima donna che si avventurò nelle Grotte del Cucco

SIGILLO – Un calice di vino nel cuore della terra e la sala prende il nome di “Margherita”. Se oggi l’escursionismo in grotta piace molto ed è patrimonio comune ai due sessi, non doveva esserlo nel 1892 quando il fabrianese Giambattista Miliani, magnate della carta, condusse l’affascinante ebrea berlinese Margarita Traube Mengarini nelle cavità del Monte Cucco, a nord-est dell’Umbria, la più vasta della regione. In una giornata minacciosa e piena di nuvole, la scienziata divenne la prima donna a scendere nella grotta carsica e tra le pochissime speleologhe dell’epoca.
 
Lo storico locale Euro Puletti ha rintracciato la memoria di questo evento sensazionale e romantico in un bollettino del Cai datato 1891- 1892: “in una giornata tutt’altro che favorevole per una escursione in montagna, ebbi l’onore di far da guida ed accompagnarvi la coltissima e gentile signora Margherita Mengarini, la prima signora che sia discesa ad aggirarsi fra il silenzio e le ombre di questa meravigliosa regione sotterranea. E però in memoria del fatto, ed in suo onore stappando una bottiglia di vino generoso, battezzammo dal suo nome la grande sala centrale che è la più ampia e bella di tutta la caverna”.
 
A raccontare è proprio Miliani, grande conoscitore della zona, coprotagonista d’eccezione di questo brindisi a bassa quota, rigorosamente a lume di lampada, con la ex collega d’università Margharethe: una vera e propria donna dei record, fu anche la prima “italiana” a laurearsi in Scienze naturali alla “Sapienza” di Roma nel 1883 e tra le iniziali attiviste dei diritti di genere, con l’amica Sibilla Aleramo.
In Italia (e anche in Germania) l’emancipazione era ancora lontana, ma la giovane Margherita rapita dalla bellezza sconvolgente dell’Italia e dalle rovine della città eterna, che aveva visitato appena diciottenne, si spinge oltre: sposa nel 1884 l’ingegnere italiano Guglielmo Mengarini, appassionato scalatore e speleologo, col quale condivide queste passioni avventurose per l’epoca. Tanto da arrivare per prima nelle viscere del Monte Cucco.
 

Visitatori nella Sala Margherita

Un’avventura vergata sulla pietra con l’iscrizione “Mengarini 1892”, «presente sia vicino la sala Margherita, passo del Cannone – come conferma la guida escursionistica e ambientale Mirko Berardi, scopritore della scritta in una nicchia della grotta – sia nella Sala Simonetti», a memoria del suo passaggio.
 
Ancora oggi è possibile ripercorrere quel viaggio e visitare la “sala Margherita”, tra le più grandi e suggestive del percorso escursionistico della Grotta del Monte Cucco, con ingresso dal territorio di Sigillo e uscita a Costacciaro. Un tracciato di meno di un km, dotato di passerelle e corrimano, che permette di scoprire questo affascinante mondo carsico, da primavera ad autunno, grazie alle visite guidate adatte ad un pubblico di appassionati e anche ai bambini. In verità l’universo sotterraneo del Monte Cucco è ben più vasto, 30 km di gallerie e cavità, con una profondità massima di più di 900 metri, che ne fanno uno degli ambienti carsici più interessanti e studiati d’Europa.
 

Beatrice Vergari

Foto: Mirko Berardi

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7 marzo 2016 Beatrice Vergari

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