
PERUGIA – Dal 21 aprile al 26 agosto l’Umbria ospita la più grande mostra monografica dedicata a Luca Signorelli(Cortona 1450 circa-1523), uno dei più importanti pittori del Rinascimento che Giovanni Santi, padre del grande Raffaello, definì un artista “de ingegno et spirto pelegrino”. Da quando aveva 20 anni e fino alla sua morte fu infatti “pelegrino” tra botteghe, chiese e palazzi di tutta l’Italia centrale. La mostra presenta più di 100 opere provenienti da tutti i musei del mondo in tre sedi espositive: a Perugianella Galleria nazionale dell’Umbria; ad Orvieto nelDuomo, nel Museo dell’Opera e nella Chiesa dei Santi Apostoli; a Città di Castello nella Pinacoteca comunale. Curata da Fabio De Chirico, Vittoria Garibaldi, Tom Henry e Francesco Federico Mancini, è la quarta tappa del progetto per valorizzare i maestri più rappresentativi del Rinascimento in Umbria. Un percorso cominciato nel 2004 con la mostra dedicata al Perugino (con circa 350 mila visitatori), proseguito nel 2008 con quella sulPintoricchio e nel 2009-10 con Piermatteo d’Amelia.A Perugia, da Piero della Francesca alla piena maturita’ -Nella Galleria Nazionale dell’ Umbria di Perugia e’ illustrata l’intera carriera artistica di Luca Signorelli. Il primo quadro che incontra il visitatore è la splendida Madonna di Senigallia di Piero della Francesca, proveniente dalla Galleria nazionale delle Marche ad Urbino. Capolavoro della maturità del pittore di Sansepolcro è stata esposta all’inizio del percorso per sottolineare l’influenza da lui avuta sul giovane Signorelli. Per la prima volta si possono ammirare tutte insieme tre Madonne attribuite con qualche dubbio al pittore di Cortona, provenienti da musei di Venezia, Boston ed Oxford. Sono state messe vicino ai resti di un affresco staccato di Città di Castello, opera sicura dei pennelli del giovane Signorelli, per consentire a studiosi e critici un confronto diretto e non solo su foto e cataloghi. Altre opere documentano poi la sua maturazione artistica avvenuta a Firenze con l’incontro con il Verrocchio, del quale si può ammirare una inquietante Testa di San Girolamo proveniente dalla Galleria Palatina della città toscana. Punto di snodo del percorso espositivo e la Pala di Sant’Onofrio, dipinta nel 1484 a Perugia per il duomo cittadino, con la quale Signorelli, dopo la breve ma esaltante esperienza sui ponteggi della Cappella Sistina a Roma, raggiunge l’ apice della sua potenza espressiva. La mostra prosegue con tanti altri dipinti oggi sparsi in musei di tutto il mondo. Chiude la rassegna della sede perugina una selezione di disegni provenienti dal Louvre, dagli Uffizi e dal British Museum che aiutano a comprendere l’ importanza della progettazione grafica nell’opera di Signorelli.
Orvieto, gli affreschi del Duomo ed il cantiere di restauro - Nel Duomo di Orvieto Luca Signorelli ha affrescato il grandioso ciclo del Giudizio Universale nella Cappella Nova o di San Brizio (1499-1504), culmine della pittura rinascimentale, con le famosissime immagini del Finimondo, dell’Inferno e del Paradiso. La decorazione, avviata nel 1447 da Beato Angelico, fu portata avanti e compiuta da Signorelli. Ispirò anche Michelangelo per il suo Giudizio Universale nella cappella Sistina. Nel Museo dell’Opera del Duomo, dove si conserva la tavola raffigurante Santa Maria Maddalena, è stato allestito anche un cantiere didattico aperto al pubblico nel quale i visitatori potranno seguire i lavori per il restauro della cosiddetta Pala di Paciano, opera di Signorelli e collaboratori. Per la prima volta dopo il restauro si può visitare la Libreria Albèri, un suggestivo ambiente edificato nel 1499 e decorato con soggetti profani dove vengono esposti una selezione di volumi incunaboli ed i registri originali dell’Archivio di Stato e dell’Archivio dell’Opera del Duomo che documentano gli incarichi e l’attività orvietana di Signorelli. Viene qui esposto anche il raro dipinto su terracotta che ritrae Luca Signorelli e Niccolò Franchi, camerlengo della Fabbrica, probabile opera autografa dello stesso Signorelli. Infine nella chiesa dei Santi Apostoli è allestita una significativa rassegna di dipinti di Fabrizio Clerici (1913-1993) e di Livio Orazio Valentini (1920-2008) che illustrano la ricerca portata avanti in contesti diversi nel segno profondo di Signorelli.
Citta’ di Castello, la committenza dei Vitelli e gli ultimi anni - Il monumentale palazzo Vitelli alla Cannoniera, a Città di Castello, è la terza sede della rassegna. Al tempo della signoria dei Vitelli Città di Castello offrì al pittore molte importanti occasioni di lavoro. Oltre ai ritratti di alcuni esponenti della famiglia Vitelli, l’artista vi eseguì infatti vari dipinti per le principali chiese cittadine, a cui guardò con attenzione Raffaello. Nel corso dei secoli sono quasi tutte finite all’estero ma vi restano un bellissimo Martirio di San Sebastiano, l’appena restaurato gonfalone di San Giovanni Battista e la gigantesca pala di Santa Cecilia, opera tarda (1517 circa), ma di estremo interesse per comprendere il funzionamento della bottega signorelliana. Infatti dopo il 1510 Signorelli concesse ampio spazio ai suoi collaboratori, pur non mancando di fornire disegni, spunti e idee compositive. Accanto alle opere della Pinacoteca vengono esposti una decina di dipinti, tra i quali un interessante tondo della Galleria Comunale di Prato alla cui esecuzione potrebbe aver concorso Francesco Signorelli, nipote dell’artista e suo principale collaboratore.
Anima “green” e nuove tecnologie - La grande mostra ha anche un’anima “green”: l’allestimento infatti è stato progettato secondo i dettami degli studi di eco-sostenibilità. Sono stati utilizzati per sostituire la plastica materiali riciclabili e biodegradabili e teli ottenuti da componenti vegetali (come l’amido di mais), prodotti da aziende umbre rinomate per la ricerca nel campo della chimica verde. Per quanto riguarda il risparmio energetico sono state utilizzate esclusivamente lampade a led, mentre nel retro di pannelli espositivi orientati verso il sole sono stati installati teli fotovoltaici in grado di produrre una consistente parte dell’energia necessaria allo svolgimento dell’evento. L’uso di vernici biodegradabili e materiali eco-compatibili completa l’allestimento. Grande attenzione anche alle nuove tecnologie con due nuove applicazioni, compatibili sia con i sistemi Apple e Android che con smartphone e tablet. Si potranno così attingere informazioni di carattere scientifico, turistico e organizzativo e sarà possibile una visita virtuale della Cappella di San Brizio nel Duomo di Orvieto.
Itinerari alla scoperta di Signorelli - Sono stati organizzati anche itinerari nei luoghi che conservano opere dell’artista, soprattutto nella Valtiberina. Tra questi gli affreschi delle Storie della Passione nell’Oratorio di San Crescentino a Morra e la chiesa-museo di santa Croce di Umbertide con la sua Deposizione dalla Croce. Itinerari che proseguono nella vicina Toscana: a Sansepolcro, dove è conservato lo Stendardo di Sant’Antonio, ed a Cortona, la sua città natale, dove nel Museo diocesano si possono ammirare grandi capolavori come la Comunione degli apostoli ed il Compianto su Cristo morto.
Sconti per chi viaggia su mezzi pubblici, incontri ed eventi - I biglietti di viaggio per chi usufruisce di mezzi pubblici (autobus, treni e minimetrò) una volta timbrati consentiranno di visitare la mostra a prezzi scontati. La rassegna sarà accompagnata a Perugia da tante altre iniziative per fare conoscere aspetti insoliti ed originali della vita e dell’opera del pittore. Tra questi uno spettacolo di musica, danza e teatro realizzato da UmbriaEnsemble (www.umbriaensemble.it), un ciclo di incontri al museo di Palazzo della Penna (per informazioni tel. 075.5772416 o info.cultura@comune.perugia.it), visite guidate con tariffe agevolate per i cittadini di Perugia con prenotazione obbligatoria (075.5716233), eventi destinati ai bambini e “cena rinascimentale” al Centro della scienza Post (075.5736501 oppureeventi@perugiapost.it), collezioni di antichi e preziosi volumi dedicati a Signorelli nella Casa museo di Palazzo Sorbello (www.casamuseosorbello.org) e la mostra Dies Irae, il giorno del giudizio con dipinti e sculture di 27 artisti italiani e stranieri contemporanei alla Galleria dei Gerosolimitani (www.legalleriedeigerosolimitani.org)
Chi è Luca Signorelli
L’artista, uno degli indiscussi maestri del Rinascimento, nasce a Cortona forse intorno al 1450 e secondo Vasari apprende a dipingere ad Arezzo da Piero della Francesca. Le sue opere giovanili successive al 1470 mostrano una certa consonanza con il pittore di Sansepolcro. L’esperienza decisiva per la sua maturazione artistica è a Firenze dove nella la bottega di Andrea del Verrocchio conosce anche il Perugino, con il quale instaura uno stretto rapporto di collaborazione. Con lui lavora alla decorazione della Cappella Sistina, soprattutto per gli affreschi del Testamento di Mosè. Una volta tornato in patria riceve interessanti commissioni come l’Annunciazione di Volterra. Seguono due importanti cicli di affreschi, fondamentali nella storia della pittura italiana: gli Episodi della vita di San Benedetto nel monastero di San Oliveto Maggiore (Siena) e tra il 1499 e il 1501 la sua opera più importante nella Cappella di San Brizio del Duomo di Orvieto. Riceve altre importanti commissioni anche in Umbria, Marche e Toscana. La sua bottega diventa sempre più prospera con l’impiego di numerosi aiutanti, tra i quali il nipote Francesco, suo principale collaboratore. Nel 1508 viene chiamato nuovamente a Roma per dipingere nelle stanze Vaticane ma del suo lavoro non resta niente. Muore nella sua Cortona nel 1523.
Enzo Ferrini
(21 aprile 2012)
Info: www.mostrasignorelli.it
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