Le lettere di Vittoria Aganoor

L’amore di Vittoria Aganoor per l’Umbria e per il Trasimeno è ormai noto, come noti sono i carteggi della poetessa, i quali ci consegnano, a distanza di tempo, un meraviglioso ritratto della regione, fatto di natura, bellezza, pace e loquace silenzio. Un amore, quello della Aganoor, subito ricambiato dalla città di Perugia, se si pensa che il 30 novembre 1901 la rivista d’arte e letteratura “L’Umbria” fu dedicata interamente a lei e alle sue nozze con Guido Pompilj, mentre qualche mese dopo, nel gennaio 1902, i conti Conestabile della Staffa organizzarono un ricevimento per presentare la poetessa all’alta società perugina (nel libro “Aganoor la brezza e il vento” di Lucia Ciani si legge come, secondo le testimonianze dell’epoca,Vittoria, per l’occasione, fosse vestita di damasco giallo, affascinante e bella come sempre).

In realtà la poetessa, che pur partecipava da protagonista alla vita culturale della città, amava la campagna che circonda il lago Trasimeno, come si legge da questa lettera all’amica Jolanda, scritta dalla tenuta di Monte del Lago: “Cara, ti scrivo da un posto incantevole. La nostra casa è dinanzi al Trasimeno, tutta circondata da colline folte, e sul lago tre isolette di sogno, verdi verdi, sdraiate come in un abbandono d’estasi sul loro lago. Facciamo lunghe passeggiate nella freschezza della sera, sotto la prima luna bianca, e torniamo a casa in barca, tacendo, tenuti dall’incanto della bellezza attorniante e dell’ora. Ieri visitammo un podere di mio marito, che io amo molto per un grande fantasma di vecchio maniero che vi è incluso”. Il riferimento è al Castello di Zocco, un rudere vicino a Monte del Lago, ancora ben visibile dalla strada principale, al quale Vittoria, nel 1904, dedicò una poesia pubblicata nella Nuova Antologia.

Molti altri passi, tratti dalle sue lettere, testimoniano l’amore della poetessa per il Trasimeno. Ecco cosa scrive da Monte del Lago la sera del primo novembre 1903 a Marina Sprea Baroni Semitecolo, amica di famiglia e sua intima confidente: “Stiamo appunto per lasciare il Lago, che, veramente fino a ieri fu luminoso e giocondo come di maggio […] Tu avessi veduti i tramonti dei giorni scorsi! veri manti d’ostro e di foco gettati sulle onde e infondo al cielo, dietro ai monti, neri a quel violento sfondo di fiamme. Ma ora si fa fagotto e si torna in città”.

Ma anche tra le mura cittadine il pensiero di Vittoria Aganoor era indirizzato sempre al lago e alle dolci colline umbre, come si legge dalle lettere ai suoi corrispondenti, tra cui quella ad Almerigo da Schio, scritta da Perugia il 13 luglio 1903: “Che scellerato! Venite a Perugia senza scrivermene una parola […] Del disturbo sareste stato ripagato dalla vista deliziosa dei tramonti sul Lago, delle colline selvose, del dolce solitario aspetto di quella regione deliziosa. Anche la temperatura era magnifica di freschezza”. E ancora, così scrisse da Napoli alla Contessa Baroni il 14 maggio del 1901, dimostrando una sensibilità per le bellezze dell’arte locale, oltre che per la natura e il paesaggio: “Marina cara! Io sono qui dopo un delizioso giretto per la dolce Umbria, e ancora ho gli occhi e l’anima pieni di quegli orizzonti meravigliosi, sui quali passano, divini fantasmi, le madonne e gli arcangeli del Perugino e del Signorelli”.

Che il periodo perugino di Vittoria Aganoor Pompilj sia stato felice e pieno di stimoli ce lo testimoniano anche, oltre alla raccolta poetica “Le Nuove liriche”, composta in Umbria e dedicata all’amato marito, queste parole indirizzate a Marina Sprea Baroni Semitecolo, scritte il giorno di Natale del 1901 da Perugia, con riferimento alla malattia che aveva colpito Guido in quel freddo inverno: “Ma era naturale che questa nube si alzasse sul mio cielo, altrimenti sarei stata troppo felice. Una casa deliziosa, un marito intelligente, buono, innamorato, pieno di premure finissime, di attenzioni squisite; e tutto questo alla mia età!”.

Un amore, quello tra il deputato e la “poetessa del lago”, tanto pieno di premure e attenzioni quanto sfortunato  e tragico nell’epilogo, ma che riecheggia ancora oggi, bello e positivo, nel piccolo borgo lacustre di Monte del Lago, che ogni anno ospita il premio letterario dedicato a Vittoria Aganoor Pompilj: “Guido caro – Ti mando un saluto affettuoso dalla terrazzetta cara. Temperatura freschissima. Tutto bello e la campagna stupenda. Ti scriverò domani da Perugia

Tua Nini”.

 

Barbara Bracci

19 maggio 2013 Barbara Bracci

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