L’antica brezza di Perugia tra storia e leggende

Via Maestà delle volte, una delle più caratteristiche del centro storico

PERUGIA – Perugia ha una storia antichissima. Anche Curzio Malaparte ne parlava: “Le pietre dei palazzi dell’acropoli sono vetuste di secoli”. Nel suo libro “Maledetti toscani”, noto a molti, includeva la città di Perugia per la sua origine etrusca. Lo scrittore pratese, che aveva svolto il servizio militare nel capoluogo umbro nel 1906, scriveva “che tante storie e tante leggende, più o meno antiche, circondano come una brezza, quelle annose pietre”. Vediamo di farle rivivere in queste righe.
 
Se si passeggia verso la parte alta di Perugia ci si imbatte in via Bruschi. La strada prende il nome dall’omonimo Palazzo Bruschi dove abitavano i due pittori, padre e figlio. Un palazzo facilmente identificabile dal bassorilievo con le effigi dei due personaggi che sovrasta il portale di ingresso. Il padre divenne il grande pittore “dell’Italia unita”: affrescando le volte e le pareti di alcuni palazzi perugini, compreso quello della Provincia, ha lasciato grande testimonianza della sua arte. In breve tempo la sua fama giunse a Roma già capitale d’Italia, per cui fu chiamato ad affrescare gli antichi palazzi principeschi romani.
 

Via Bruschi, una traversa di via Caporali, in pieno centro storico

E proprio in quel periodo, i nobili proprietari invitarono Domenico Bruschi a partecipare alle feste per ringraziarlo del bel lavoro svolto. Tra gli invitati c’era Gabriele D’Annunzio che all’epoca, prima di diventare “il vate” era un giovane giornalista della “Tribuna”, che si occupava di cronaca… rosa. D’Annunzio lascia traccia della bravura e della simpatia del Bruschi e della sua consorte, definita “donna di grande eleganza e bellezza”.
 
Salendo ancor più verso l’Acropoli, si entra  in via Cesare Caporali. Caporali nacque alla fine del 1500 e fu poeta e agiografo dei principi della Corgna. Passando per questa strada si giunge all’incrocio con via Luigi Bonazzi. I perugini gli intitolarono  la strada  perché scrisse una ponderosa e molto interessante Storia di Perugia.  Luigi Bonazzi era nato nel 1811 e nella sua vita fondò anche una compagnia teatrale.
 
Come si diceva, Perugia vanta origini Etrusche. Al contrario degli antichi greci e romani che collocavano gli dei sui monti altissimi (vedi l’Olimpo), gli Etruschi davano una grandissima importanza al sottosuolo. La zona identificante la vita dell’oltretomba, era considerata sotto terra. Gli dei apparivano fuoriuscendo da buche o zolle scavate nel terreno, e perciò i Tusci ci tenevano molto a costruire grandi tombe ed ipogei perché, per loro, erano più vicini alle divinità.
 
Sempre da via Caporali si sale sulla destra davanti all’hotel Eden. In quel posto c’era l’antico cinema Eden. Nei primi del 900 la  mia nonna materna mi diceva che da giovinetta si recava lì con la madre o le amiche a vedere il cinema muto. In quella bellissima via del centro storico di Perugia, ci sono dei palazzi medioevali. Unitamente al vecchio ospedale Fatebenefratelli, sulla zona di via del Circo, vi erano gli alloggi per gli studenti universitari dell’antica Università di Perugia, che era stata fondata proprio intorno al 1300. Alla prestigiosa Università venivano a studiare molti figli o parenti di personaggi importanti. Fra questi pure il figlio del poeta Gioacchino Belli che veniva a trascorrere dei lunghi periodi a Perugia. Molti dei suoi sonetti, infatti, sono datati col nome della città di Perugia. Anche il padre di Carlo Goldoni, che studiò medicina a Padova, acquisì una specializzazione medica all’Università perugina.
 

Il prestigioso Hotel Brufani, in piazza Italia

Salendo ancora di pochi gradini si arriva a Piazza Italia. Degno di nota l’hotel Brufani. Fu creato nel 1860 e prese il nome dall’omonimo chef il quale aveva lavorato per molto tempo all’hotel Savoy di Londra. Poi si era ritirato con la moglie inglese nella sua Perugia donando un carattere tipicamente inglese all’hotel. Inizialmente l’albergo lavorava anche come centro termale con le acque calde e calcaree provenienti dalle terme di San Galigano. Sulle terme vi sono stampe ottocentesche che ritraggono i passanti con il ruscello vicino e carrozze e coppie che passeggiano con gli  ombrellini parasole e con le pagliette o i cappelli a cilindro in testa. Le terme erano conosciute internazionalmente, ma furono chiuse definitivamente durante la prima guerra mondiale.
 

Il mezzo busto di Giosuè Carducci nei giardini dedicati al poeta, di fronte all

All’hotel Brufani alloggiava anche il poeta Giosuè Carducci che veniva spesso nella nostra città. Dai giardini che poi furono dedicati a lui, il poeta, guardando verso il sottostante hotel Iris dove era scesa la sua amata, e per non creare tanto scandalo (il poeta era sposato), compose lì il celeberrimo Canto dell’amore.
 
Sempre nei giardini Carducci, vi è anche la stele dedicata a Guglielmo Calderini, importante architetto perugino dell’800, che progettò oltre a numerosi palazzi in Perugia uno che porta il suo nome è che è in Piazza Italia. L’architetto progettò anche il cosiddetto Palazzaccio, cioè il palazzo di Giustizia di Roma. Purtroppo fu accusato di appropriazioni indebite e di mazzette prese sul costo dei materiali nella costruzione del suddetto palazzo romano. All’inaugurazione non venne neanche invitato, ma ci andò comunque nascosto tra la folla.
 
A poca distanza dal palazzo Calderini c’è il Palazzo Cesaroni, attuale sede del Consiglio Regionale che anticamente era stato l’hotel Palace nei primi anni del 900. L’hotel lo fece edificare il senatore e banchiere cortonese che una vecchia leggenda dice che doveva la sua cospicua ricchezza al fatto di aver messo in azione una linea di posta personale con cavalli velocissimi, per cui i numeri del Lotto sorteggiati a Roma la sera del venerdì, potevano essere giocati a Perugia fino al sabato mattina. Quindi Ferdinando Cesaroni faceva partire un pony express a cavallo  il venerdì sera da Roma con i numeri estratti, ed il fantino, cambiando i cavalli veloci alle varie poste del Cesaroni, giungeva a Perugia con i numeri estratti ancora in tempo per essere giocati a Perugia.
 
Il senatore Ferdinando Cesaroni, in spregio alla nobiltà perugina che non lo aveva accettato nei suoi palazzi, essendo egli di umili origini, sulla facciata del proprio palazzo fece scolpire delle facce di donne che fanno la linguaccia. Il bassorilievo si nota ancora oggi. Come a dire che lui aveva costruito un palazzo molto più maestoso e bello dei palazzi dei nobili perugini a dispetto loro.
 

Salvatore Lopez

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5 aprile 2016 Salvatore Lopez

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