L’Annunciazione di Alvaro Pires da Evora

Alvaro Pires da Evora, Annunciazione, particolare

PERUGIA – Un nuovo capolavoro arricchisce le straordinarie collezioni d’arte della Galleria Nazionale dell’Umbria.
 
È una splendida Annunciazione di Alvaro Pires da Evora (1411-1434) grande e, per molti versi, ancora misterioso pittore. Portoghese di nascita ma italiano come formazione artistica, tanto che Vasari nelle sue Vite lo chiama Alvaro di Piero di Portogallo.
 
L’opera è un dono inaspettato e straordinario che un perugino illustre, Franco Buitoni, imprenditore e mecenate, scomparso nel 2016, ha voluto fare alla sua città. Un atto d’amore certificato da precise disposizioni testamentarie. Particolarmente significativo per l’importanza che la doppia tavola, realizzata nel secondo decennio del Quattrocento, aveva per il raffinato collezionista perugino. Tanto da essere rimasta esposta, per anni, in mezzo alle memorie più care, nello suo studio privato.
 
L’Annunciazione, realizzata intorno al 1420, si può ora ammirare a poca distanza dai capolavori di Gentile da Fabriano, nella sala che la Galleria Nazionale dell’Umbria ha dedicato alla pittura in età tardogotica tra Umbria e Marche. Dipinta su tavole di pioppo opportunamente lavorate, è con ogni probabilità la parte terminale di un polittico conservato nella pinacoteca di Volterra, città nella quale Alvaro Pires lavorò a più riprese.
 

Le tavole della Vergine e dell'arcangelo Gabriele

L’arcangelo Gabriele, quasi consapevole del turbamento che il suo annuncio ha provocato in Maria, ha un atteggiamento timido e composto. Le lunghe ali, dalle piume rosso arancio, appena raccolte dopo il volo, sono piegate sul dorso. Gabriele si genuflette con grazia infinita. Indossa una tunica sobria, color verde marcio ornata d’oro ai polsi, al collo e ai piedi con motivi che si ispirano vagamente ai caratteri cufici. La mano sinistra tocca il panno con un pudico atteggiamento. La destra è aperta, in un gesto che sembra preludere a una conferma attesa. Un ampio manto color rosa antico è appeso alla sua spalla e cade, fino a terra in pieghe larghe e morbide.
 
Gli sguardi della Vergine e del messaggero celeste si sfuggono. Il timido arcangelo ha gli occhi rivolti verso il basso. Maria è avvolta in un manto azzurro scuro ma la fodera del suo abito mostra lo stesso colore della tunica di Gabriele. La Vergine, con le braccia incrociate sul petto, fissa con dolce intensità il piccolo libro di orazioni appoggiato sulle sue ginocchia. Nella pagina aperta, c’è la risposta all’annuncio che le ha portato l’arcangelo: “Ecce ancilla domini”.
 
I primi documenti ufficiali nei quali si parla di Alvaro Pires risalgono al 1411, anno in cui, insieme ad altri quattro artisti fiorentini, il pittore venne incaricato di decorare la facciata del palazzo del mercante e banchiere Francesco di Marco Datini, che intratteneva diversi rapporti d’affari con il Portogallo.
 
Ordini religiosi e ricchi borghesi furono i principali committenti dell’autore della Annunciazione, capace di rielaborare con maestria e sapienza cromatica, influenze artistiche fiorentine, senesi e iberiche. Giorgio Vasari lo definì allievo di Taddeo di Bartolo, personalità dominante nella pittura senese della fine del Trecento. Ma Alvaro si ispirò anche a Gherardo Starnina, uno dei pittori più valenti della corrente tardogotica in Italia e a Lorenzo Monaco, l’ultimo importante esponente dello stile giottesco prima della rivoluzione rinascimentale che arrivò con Beato Angelico e Masaccio.

Il percorso museografico della Galleria Nazionale dell’Umbria, disposto su due livelli, occupa una superficie complessiva di 4.000 mq disposta su due livelli.
La prestigiosa raccolta d’arte, ordinata in sequenza cronologica, comprende una grande varietà di opere, tra il XIII e XIX secolo .che spaziano da dipinti su tavola, tela e murali, alle sculture in legno e pietra, fino alle oreficerie a ai tessuti.
 

Virginia Valente

 
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19 marzo 2017 Virginia Valente

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