La Terni nascosta di San Valentino

TERNI – L’Interamna di epoca imperiale fu una città in armonia con gli ordinamenti di Roma, la cui floridezza si doveva alla sua posizione geografica che la poneva sulla Flaminia, una grande via consolare. In quel periodo era una popolosa città con ricchi edifici pubblici e privati: terme, templi, basiliche, teatro, foro e anfiteatro.
 
Per avere un’idea di questo antico splendore, vale la pena di fare quattro passi in centro, dall’anfiteatro fino al Museo archeologico presso il Caos (Centro Arti Opificio Siri).
 
Lo stesso cammino che il giornalista e scrittore Arnaldo Casali fa fare a San Valentino nel suo libro “Valentino. Il segreto del Santo innamorato”: “Gli sembrò che Mercurio gli avesse restituito le piume, perché in un battito d’ali attraversò il ponte sul Nera e si ritrovò di fronte alle alte e solide mura della città. Ne seguì il perimetro per qualche passo, poi varcò finalmente la porta. E fu a casa. Valentino s’inoltrò in uno stretto vicolo e incrociò tre giovani daci, che discutevano nella loro lingua, passò a fianco al tempietto di Cerere e dopo meno di quaranta passi si trovò di fronte, in tutta la sua maestà, l’anfiteatro Fausto: il piccolo Colosseo, capace di ospitare diecimila spettatori: praticamente l’intera città, con l’aggiunta di qualche forestiero”.
 
L’antico anfiteatro è al centro della città. La costruzione fu in parte distrutta, ma se ne sono salvate le parti inglobate in edifici posteriori. Il materiale di costruzione è la pietra sponga delle Marmore. All’esterno sono ancora visibili i semipilastri; le zone di muro tra i pilastri sono rivestite di opus reticulatum, con un’alternanza di pietra scura e filari di calcare bianco. Le sue caratteristiche stilistiche rispondono a quelle delle costruzioni tipiche del I secolo d.C. (per visitare internamente l’anfiteatro è possibile prenotarsi attraverso il sito del Caos: www.caos.museum).
 
Uscendo dai giardini, percorriamo il tratto delle mura romane rimasto in via delle Mura. Costruite in opus quadratum, sono simili a quelle di altre città umbre (Spoleto, Perugia, Assisi). La datazione si fa risalire comunemente al III secolo a.C. Le mura proseguono all’interno del parco Ciaurro con il tratto di epoca medievale che si distingue da quello romano perché costruito con blocchi di pietra molto più piccoli. Attraversando il parco arriviamo a porta Sant’Angelo, struttura ricostruita nel XIV sec. che sorge su quello che doveva essere l’accesso occidentale alla città romana (e di cui sono visibili alcune tracce).
 

Il Centro Arti Opificio Siri CAOS, sede del museo archeologico di Terni

Nelle immediate vicinanze, si trova la chiesetta di chiesa di Sant’Alò, costruita nel XII secolo con materiali di spoglio di epoca romana. Da monumenti funerari provengono ad esempio i leoni scolpiti a tutto tondo che ornano la facciata.
Percorrendo poi via Cavour (strada che ricalca l’antico decumano) raggiungiamo piazza della Repubblica, l’antico foro all’intersezione del cardo e del decumano. Continuiamo a piedi per via Garibaldi (ancora sul decumano), attraversiamo il fiume e arriviamo al Centro Arti Opificio Siri, interessante polo museale che ospita, tra l’altro, il bellissimo museo archeologico cittadino. La visita alla ricca collezione di epigrafi, frammenti scultorei e altri reperti renderà la vostra passeggiata per la “Terni romana” assolutamente da consigliare. Nascoste in città emergono altre testimonianze di epoca romana che disegnano altri percorsi.
 
Lasciamo alla curiosità dei lettori il compito di scoprirli. Magari grazie alla lettura delle pagine del romanzo storico “Valentino. Il segreto del santo innamorato”, l’affettuoso e puntuale omaggio di Arnaldo Casali a una città ricchissima di storia.
 

E.R.

 

Info

Valentino. Il segreto del santo innamorato di Arnaldo Casali
è edito da:
Dalia Edizioni S.r.l.s.
Via XX Settembre 39
05100 Terni
e-mail: info@daliaedizioni.it
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twitter: Dalia Edizioni
 
 
 
 
 
 
Leggi anche: San Valentino: Terni dedica tutto il mese al suo patrono

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7 febbraio 2016 E.R.

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