Il turista che percorre Corso Vannucci per poi soffermarsi in Piazza IV novembre ad ammirare la Fontana Maggiore, le architetture di Palazzo dei Priori e la folla cosmopolita di giovani che gremiscono le gradinate della Cattedrale di San Lorenzo non sa che sotto quelle pietre che sta calpestando ci sono tante testimonianze della storia di Perugia. A fianco di quella fontana simbolo della città c’è un pozzo di epoca etrusco-romana, profondo 47 metri, accessibile soltanto ad esperti “sub”.
Ma basta spostarsi di pochi metri ed entrare nel chiostro della Cattedrale per ritrovarsi tra cunicoli e gallerie che si snodano per più di un chilometro, mostrando resti della Perugia etrusca, di quella romana e bizantino-romanica che s’intrecciano tra loro. Un percorso archeologico, inaugurato il 29 gennaio scorso, venuto alla luce nel corso dei lavori di scavo e consolidamento fatti nel sottosuolo della cattedrale e in quello dei locali attigui. Proprio sotto l’altare, ad una profondità di una quindicina di metri, ci sono i resti di un tempio etrusco a testimonianza della continuità della storia tra la Perugia etrusca e quella cristiana. Un viaggio a ritroso nel tempo che comincia con reperti di 2600 anni fa. Le tracce delle diverse epoche s’intrecciano tra loro, quelle romane si intersecano con le murature medioevali e proto-rinascimentali. (Per informazioni e prenotazioni: tel. 075 5724853 www.chiesaumbria.it).
Il viaggio alla scoperta della Perugia del passato ed in particolare in quella etrusco-romana continua spostandosi nella adiacente Piazza Danti, sempre a fianco della Cattedrale, dove c’è il Pozzo Etrusco, detto anche Pozzo Sorbello, dal nome della nobile famiglia proprietaria del palazzo sovrastante. Il monumento è un’eccezionale opera di ingegneria idraulica, databile alla seconda metà del III.IV secolo a. C., che testimonia l’elevato grado di civiltà raggiunto dalla comunità perugina in quell’epoca. Doveva essere la principale fonte di approvvigionamento della città, sopratutto in caso di assedio. Percorrendo un cunicolo d’età medioevale è possibile entrare nel pozzo e visitarlo grazie ad una moderna passerella da cui si osserva l’imponente monumento. Sulla base del rivestimento sono leggibili segni alfabetici, analoghi a quelli che si trovano incisi in alcuni blocchi inseriti nelle mura della città. Per informazioni: www.sistemamuseo.it; www.archeopg.arti.beniculturali.it.

Scendendo dall’acropoli, con una bella passeggiata tra le stradine della Perugia medievale, si raggiunge il monumento simbolo della città etrusca, l’Arco Etrusco. Era la porta principale a settentrione della città e faceva parte della possente cinta di mura etrusche per le quali è stato presentato un progetto di restauro che prevede anche la realizzazione di un percorso turistico di circa tre chilometri e mezzo. Oggi la cinta appare frammentata per lo sviluppo urbanistico della città nel corso dei secoli ma sopravvivono ampi tratti delle secolari mura, costruite a secco con enormi blocchi di travertino, ed alcune delle porte etrusche.
Tra queste la Porta Marzia risalente alla seconda metà del terzo secolo a.C. che venne inglobata nel 1540 nella muratura esterna della Rocca Paolina, un’ altra delle principali attrattive turistiche della città e che custodisce tra i suoi bastioni le vie, le piazze, le chiese ed i palazzi della Perugia del Cinquecento. Il progettista della nuova fortezza voluta da papa Paolo III, Antonio da Sangallo il Giovane, la fece smontare e la ricollocò a quattro metri di distanza dalla sua postazione originaria. Sono ancora ben visibili le divinità protettrici della città, Giove tra i Dioscuri Castore e Polluce, fiancheggiati dai rispettivi cavalli alle due estremità.
Il viaggio nella Perugia etrusca può continuare con una visita al Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria che si trova nel complesso conventuale domenicano, con ingresso a sinistra della chiesa di S. Domenico in Piazza Giordano Bruno. All’interno del museo sono sistemate da circa cinquant’anni importanti collezioni archeologiche della città, organizzate in due sezioni: etrusco-romana e preistorica. Nella prima vi è la grande iscrizione etrusca del “cippo perugino”, una delle più lunghe iscrizioni. Sotto al bellissimo chiostro del convento, in un ambiente sotterraneo, vi è una delle principali attrazioni del museo. Si tratta della ricostruita la tomba dei Cai Cutu (III-I secolo a.C.), con la collocazione dei corredi funerari (www.archeopg.arti.beniculturali.it).

Nei secoli Perugia è gradualmente “discesa” dall’acropoli per estendersi nelle campagne circostanti dove restano importanti testimonianze degli etruschi con varie necropoli. La più importante di queste è l’Ipogeo dei Volumni, a pochi chilometri, lungo la strada che conduce ad Assisi. Scoperta nel 1840, la tomba, uno dei più importanti monumenti dell’Etruria, fa parte della più vasta necropoli detta del Palazzone con circa 200 tombe ed ora parco archeologico. Nel suo ambito è collocato l’antiquarium. L’Ipogeo dei Volumni, scavato in profondità nel terreno e al quale si accede da una ripida scalinata, ripropone la struttura architettonica di una casa romana. Custodisce magnifiche urne cinerarie con teste di Medusa; quella di Arunte, notevolissima, consiste in un letto adorno di drappi, sul quale riposa il defunto. Ai lati del basamento due demoni alati, dall’aspetto giovanile, vigilano la porta di accesso all’Ade raffigurata in pittura. L’Ipogeo è aperto al pubblico (per informazioni tel. 075 393329)
Poco distante dalla città, ma dalla parte opposta in direzione del Lago Trasimeno, a Ferro di Cavallo, si trova l’Ipogeo di San Manno all’interno della casa medievale dei Cavalieri di Malta. Nei pressi è visibile un tratto di strada romana. L’ipogeo etrusco, databile al III secolo a.C., è costituito da un ampio vano rettangolare con copertura a volta, rivestito da blocchi di travertino, perfettamente allineati e commessi a secco. Visite su prenotazione presso la comunità Magnificat (tel. 3405185423).
Sempre procedendo verso il lago Trasimeno, pochi chilometri più avanti al confine con il comune di Corciano, si arriva alla Necropoli di Strozzacapponi, dove sorgeva uno dei maggiori insediamenti di carattere produttivo e artigianale che circondavano la città nel tardo ellenismo. La zona, infatti, era ed è tuttora ricca di giacimenti di travertino, ampiamente coltivati fino da epoca antica sia per l’edilizia che per la produzione artigianale. Studi recenti hanno appurato che la stessa cinta muraria etrusca di Perugia è stata costruita utilizzando materiale proveniente dalle cave di Santa Sabina. Fu così che attorno alla zona delle cave sorse un ampio agglomerato abitato dalle genti che qui svolgevano la propria attività lavorativa. Del nucleo urbano non restano tracce archeologiche, soprattutto per le caratteristiche delle abitazioni che si presume fossero di livello modesto o costruite in materiali in gran parte deperibili. Resta invece un’ampia necropoli, nella quale erano deposti i nuclei familiari di quegli operai ed artigiani: le tombe, a camera con dromos di accesso e scalinata, sono state scavate nel banco di travertino, secondo un piano “urbanistico” regolare, evidentemente preordinato. Le urne, modeste e di solito non decorate, sono spesso personalizzate con il nome del defunto scolpito o dipinto sul coperchio. Il nucleo maggiore della necropoli, scoperta casualmente durante lavori edilizi, è stato conservato all’interno di un complesso abitativo e commerciale, reso fruibile grazie ad un’accorta opera di sistemazione e valorizzazione.
Per la visita: tel. 075 5140148/49 o chiedere al personale del supermarket, l’ingresso è libero.
Ai margini della città c’è anche l’interessante Necropoli dello Sperandio all’interno di una proprietà privata: è visitabile gratuitamente con prenotazione all’Ufficio del Turismo 075-5736458.
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