La magica luce dell’Albero di Natale di Gubbio

GUBBIO – Sarà l’astronauta Paolo Nespoli, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, ad accendere le luci dell’Albero di Natale di Gubbio, il più grande del mondo, il prossimo 7 dicembre. La grande struttura, realizzata ogni anno dal 1981, dagli “Alberaioli” rimarrà illuminata sul Monte Ingino fino al prossimo 10 gennaio 2018.
 
La Stazione Spaziale Internazionale (International Space Station, in sigla ISS) da dove partirà il comando per l’accensione è un avamposto dedicato alla ricerca scientifica in orbita attorno alla Terra dal 2000. Gestito da un progetto congiunto che coinvolge cinque diverse agenzie spaziali, la statunitense NASA, la russa RKA, l’europea ASE (con tutte le agenzie spaziali correlate, come l’italiana ASI), la giapponese JAXA e la canadese CSA-ASC, viene mantenuta tra i 330 km e i 435 km di altitudine e viaggia a una velocità media di 27 600 km/h, in modo da completare 15,5 orbite al giorno. È abitata continuativamente dal 2 novembre 2000; l’equipaggio, da allora, è stato sostituito più volte, variando da due a sei astronauti.
 
Sarà quindi dal cielo che Paolo Nespoli, a bordo della ISS per la terza volta dallo scorso luglio, darà il via allo spettacolo dell’accensione dell’Albero di Natale più grande del mondo. Sulla via che porta da Perugia a Gubbio, l’Albero appare all’improvviso. Dopo l’ultima curva in salita, la strada spiana per un breve tratto prima di scendere verso la valle eugubina. E di notte, dal belvedere il colpo d’occhio è straordinario. Le luci disegnano la forma di un abete enorme, che occupa tutto il versante del monte ai cui piedi è accoccolata Gubbio. Quello che si ammira è in pratica un presepio grande come tutta la vallata, completamente buia a parte il profilo dell’Albero e gli agglomerati di luci che indicano Gubbio e i piccoli centri abitati vicini.

L’Albero di Gubbio è alto 750 metri ed ha una base di 450 metri, per una superficie che occupa uno spazio equivalente a circa 30 campi di calcio.
(foto: www.alberodigubbio.com)

 
I NUMERI DELL’ALBERO In effetti, i numeri del grande abete parlano da soli: più di 700 luci di vario tipo e colore, che rendono un effetto cromatico unico e particolare. La base è di 450 metri, e l’altezza sale per oltre 750 metri sulle pendici del monte Ingino, dalle mura della città medioevale fino alla basilica di Sant’Ubaldo. Copre una superficie di circa 130mila metri quadrati e 300 punti luminosi di colore verde ne delineano la sagoma. Il corpo centrale è disseminato di oltre 400 luci multicolore, mentre alla sommità è installata una stella cometa della superficie di circa 1.000 metri quadri, disegnata da 250 punti luminosi. Sono necessari circa 7.500 metri di cavi elettrici per realizzare i collegamenti e ogni anno si spendono 1.300 ore di lavoro per montare tutti i punti luce, stendere i cavi e provvedere ai collegamenti. Altre 900 ore sono poi necessarie per la rimozione, la manutenzione e la rimessa in magazzino.
 

Monte Ingino ripara Gubbio dagli Appennini e ospita
il santuario del patrono della città, raggiungibile
anche con una panoramica funivia
(foto: www.alberodigubbio.com)

IL SUO MONTE Il Monte Ingino, che tiene sulle sue falde questo gigante del Natale, è da sempre una presenza speciale per tutta la piana. Dante Alighieri, nell’XI canto del Paradiso, lo chiamò il “colle eletto del Beato Ubaldo” e ancora oggi ospita la basilica dedicata al santo, in cui sono conservate le spoglie del vescovo che salvò Gubbio dall’assedio della coalizione di 11 città nemiche ed evitò la sua distruzione durante la calata dei barbari di Federico Barbarossa. Gli eugubini hanno un legame intenso con il loro patrono, al quale ogni anno dedicano l’emozionante Corsa del Ceri. E il Monte Ingino è protagonista anche in questa occasione. Tre grandi e pesanti ceri di legno vengono alzati a mano sulla scenografica piazza dei Consoli, al centro della città, e portati a spalla, e di corsa, per la ripida via che sale sulla cima del monte, fino alla basilica di Sant’Ubaldo. Ma questo è compito, e sommo onore, degli eugubini. I comuni mortali possono godersi lo spettacolo utilizzando la funivia, che permette una più comoda salita fino alla basilica. La grande festa è così spettacolare e sentita da essere diventata l’emblema di tutta la regione, nella rappresentazione iconografica che simboleggia l’Umbria.
 

Dal 1981 è stato acceso ogni anno, nel contesto
di una grande manifestazione con cortei storici
e sbandieratori

L’ACCENSIONE L’Albero è stato acceso per la prima volta nel 1981. Dal 1991 è inserito nel Guiness dei primati, e la cerimonia dell’accensione, quest’anno alle 18.00 in piazza 40 Martiri, è un evento in cui sono coinvolti gli Sbandieratori, i figuranti del Corteo Storico e i musici della città, che mantiene in vita molte tradizioni medievali nelle corporazioni dei mestieri e delle arti. Dell’Albero si prende cura il Comitato degli Alberaioli, che ogni anno si occupa anche di inoltrare la richiesta di accensione ad un personaggio pubblico o a un esponente di rilievo della Chiesa Cattolica. Nel 2014 lo ha fatto papa Francesco e il papa emerito, Benedetto XVI, lo ha acceso nel 2011, mentre nel 2012 la domanda è stata accettata da Giorgio Napolitano.
 

La chiesa di san Francesco fu progettata dall’architetto Fra Bevignate che, con i Pisano, collaborò anche alla costruzione
della Fontana Maggiore di Perugia

IL LEGAME CON FRANCESCO Gubbio è la città che vide la piena conversione di Francesco. Ancora ragazzo, ci passò l’inverno del 1206, prima ospite in casa dell’amico Federico Spadalonga, dove fu rivestito della tunica di tela grezza che ancora oggi è l’abito che contraddistingue l’Ordine francescano, e poi al lebbrosario, dove si trasferì per servire e prendersi cura dei malati. Di questi avvenimenti, restano in città la chiesa di San Francesco, magnifico esempio di architettura romanico-gotica edificata nella seconda metà del XIII secolo sul fondaco della famiglia Spadalonga e attribuita al benedettino Fra Bevignate, e la piccola chiesa della Vittorina, antichissima, che faceva parte del lebbrosario.
Ma l’episodio più celebre che lega Francesco a Gubbio è quello del grande lupo, che dai boschi del Monte Ingino scendeva in città e terrorizzava gli abitanti. L’edificio che ricorda l’incontro con il lupo è la chiesa di San Francesco della Pace, costruita sulla grotta dove sarebbe vissuto l’animale. All’interno, c’è la pietra su cui San Francesco e il lupo suggellarono il loro patto di pace e il coperchio del sarcofago che avrebbe conservato le spoglie del lupo, rimpianto da tutti gli eugubini che se ne presero amorevolmente cura rispettando la loro parte dell’accordo.
 
Oggi, il viaggio di Francesco da Assisi a Gubbio è interamente percorribile. È un tratto del mistico Cammino di Francesco, la serie di itinerari che tocca i luoghi visitati dal santo e che attraversa da nord a sud tutta l’Umbria. Seguire il sentiero durante il periodo in cui è acceso l’Albero, dal 7 dicembre al 10 gennaio, è una occasione per partecipare a questa grande e gioiosa espressione dello spirito natalizio.

Giulia Cardini

Info:
Sito dell’Albero di Natale di Gubbio
Comune di Gubbio
Servizio Turistico Associato – Gubbio – Via della Repubblica 15
tel. 075 9220693
info@iat.gubbio.pg.it

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20 novembre 2017 Giulia Cardini

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