La fontana portafortuna

La Fontana del Bargello si trova nel centro storico di Gubbio, in Largo Bargello

GUBBIO – Che la Fontana del Bargello sia un lasciapassare per il mondo dei matti è cosa nota. Ma che fosse anche uno dei nove luoghi più fortunati d’Italia, non si sapeva. Eppure la classifica stilata qualche tempo fa da Radio Deejay lo dice chiaro: chi è in cerca di buona sorte dovrebbe farsi un giro a Gubbio. Anzi, tre.
 
Sì, perché il rito è sempre quello. Sia che si cerchi una patente da matto o un po’ di fortuna, la ricetta da osservare è la stessa: tre giri di corsa intorno alla fontana seguiti dal “battesimo” con uno spruzzo d’acqua della sua vasca, che però è valido solo se somministrato da un eugubino “DOC”.
 
Descritta nelle migliori guide turistiche e stop immancabile per viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo, la “Fontana dei Matti” (ora anche dei fortunati) deve averne viste di scene esilaranti, con bizzarre rincorse del suo periplo e circumnavigazioni “al galoppo” da parte di turisti di ogni foggia ed età, che una volta ottemperato il protocollo ricevono la patente su pergamena, con il proprio nome e la cittadinanza onoraria che ne certifica l’appartenenza tra i “matti di Gubbio ad honorem”.
 
Adesso, se il passaggio al digitale funziona a dovere, è lecito supporre che una analoga patente da “fortunato di Gubbio” potrà essere rilasciata in formato elettronico, valida per l’espatrio e conforme alle normative europee.
 
E se le corrispondenze valgono anche sul piano concettuale, come esiste una spiegazione per la tradizionale patente da matto deve essercene una anche per quella da fortunato. Nel primo caso, l’origine è il carattere solare e decisamente eccentrico degli eugubini, che conferisce agli abitanti della città alle falde del Monte Ingino una vena di simpatia irresistibile. È almeno dal 1880 che nella piazza su cui si affacciano le eleganti linee gotiche del palazzo che fu la residenza del capo della polizia locale, il Bargello da cui prendono il nome l’edificio, lo slargo e la fontana, si svolge la bizzarra procedura. Che sembra si rifaccia alle “birate”, i giri che, durante la celeberrima Corsa del 15 maggio, gli eugubini fanno fare a forza di gambe ai loro amati Ceri, tre grandi (e pesantissimi) simulacri di legno talmente rinomati da rappresentare l’intera Umbria nello stemma regionale.
 
Nella classifica, Radio Deejay non fornisce un motivo per la fortuna che dovrebbe arridere a chi si cimenti sul perimetro della fontana. Ma potrebbe ugualmente derivare da una peculiarità degli eugubini: quella di vivere in una delle città più affascinanti del vecchio continente. Un centro medievale perfettamente conservato dove ogni via, chiesa o palazzo racconta vicende che emergono da secoli e secoli di storia. Un luogo in cui la natura ha costruito splendidi balconi panoramici per osservare l’evoluzione del pianeta da punti di vista privilegiati e dove la cultura contemporanea coesiste in un amalgama perfettamente riuscito con le tradizioni della terra che ha visto nascere un popolo molto più antico di etruschi e romani.
 

Giulia Cardini

 
Fonte: Deejay.it

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7 marzo 2017 Giulia Cardini

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