La Festa delle Erbe Dimenticate per scoprire Sellano

Una splendida veduta di Sellano, immerso nel verde

SELLANO – Un giorno intero all’aria aperta, sulle sponde del lago Vigi. La Festa delle Erbe Dimenticate di Sellano si rinnova, come la Primavera. E offre ai visitatori un 1 maggio particolare.
 
Alle 10.00 il primo appuntamento (ore 8.00 nel parcheggio adiacente gli impianti sportivi di Sellano per chi vorrà raggiungere nella navetta messa a disposizione dal Comune il Centro studi Montesanto), insieme alla dottoressa Elisabetta Pepponi. Si parlerà del loro uso, dal Medioevo ai nostri giorni, tra storia, scienza e leggenda con aneddoti e consigli per l’uso.
Piante aromatiche, terapeutiche e profumate da riscoprire, insieme ai ritmi della natura. Poi, l’attesa passeggiata per riconoscere le erbe spontanee attraverso la vista ma anche grazie all’olfatto.
 
La degustazione dei piatti tipici della tradizione popolare sellanese chiuderà il programma della mattinata sulle rive del lago Vigi a partire dalle 12.30.
 
Nel pomeriggio, dalle ore 14.30, giochi popolari e intrattenimento all’aria aperta.
 
Dalle ore 10 alle ore 16 sarà disponibile il servizio gratuito di navetta dal parcheggio alla zona della festa.

La rarissima Platanthera chlorantha è una dei sette tipi di orchidee selvatiche che crescono a Sellano

RASPE E ORCHIDEE Sellano ha poco più di 1000 abitanti. Perugia è lontana 66 chilometri, Terni 64 e la stazione di Foligno poco più di 30. Il paese, cresciuto su un poggio a 640 metri sul livello del mare, offre un paesaggio di monti e di boschi, addolcito dalle vallate del Vigi e del Menotre. Il territorio è ricco di sorgenti ed acque minerali curative. Tradizione vuole che il nome venga da Silla. Alcuni seguaci del politico e generale romano nell’84 a.C. trovarono infatti rifugio in questo luogo dopo aver combattuto contro Spoleto.
 
La strategica posizione geografica espose il paese a tumultuose vicende storiche: nel Medioevo fu prima assoggettato dai Longobardi e poi compreso nel Ducato di Spoleto, dopo essere stato a lungo sotto il dominio di Norcia. Ma dopo il Duecento passò insieme alle terre circostanti sotto l’autorità della Chiesa e nel XIV secolo diventò feudo dei Calligola, signori di Montesanto.
 
Il paese è conosciuto sin dal Medioevo per la produzione artigianale di lime e raspe di cui conserva i segreti della costruzione che si tramandano da padre in figlio da generazioni. Ma anche per ben sette tipi di orchidee selvatiche tra cui spicca la rarissima “Platanthera chlorantha”, dai delicati fiori verdastri.
 
I villaggi che punteggiano il paesaggio, tutto intorno al paese, conservano memorie di epoche antiche e interessanti testimonianze artistiche dello stile architettonico “romanico campestre” e dell’arte gotica e rinascimentale umbra minore.
 
A Montesanto, un antico castello cinto da mura, merita una visita la chiesa duecentesca di Santa Maria che conserva belle tele secentesche, un pulpito in noce intagliato e un trittico su fondo oro che risale al Quattrocento. Postignano offre allo sguardo lo splendido castello medioevale. A Cammoro, nel tempio di Santa Maria Novella, si può ammirare un raro esempio di chiesa pensile, sovrapposta ad un’antica via coperta. A Pupaggi la chiesa di San Sebastiano, che risale al XIII secolo, conserva pregevoli affreschi cinquecenteschi. E la Madonna delle Grazie di Sterpare custodisce una “Madonna con Bambino”, affascinante scultura lignea del XIII secolo.
 

Virginia Valente

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27 aprile 2018 Virginia Valente

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