I borghi che rendono speciale l’Umbria

Se penso ai borghi della Toscana, ritengo di averli visti più o meno tutti. Ma della vicina Umbria ne conosco davvero pochi. Ho visitato Perugia, Assisi e Gubbio, ma non ho mai trascorso un periodo così lungo nella “regione verde” da potermi fare un’idea di ciò che rende speciale questa zona. Avendo a disposizione un lungo weekend con i miei genitori e non troppo tempo per organizzare, ho contattato Rob di Special Umbria, una società immobiliare che ha fatto di un tranquillo angolo dell’Umbria la propria casa. Ho già scritto in precedenza dell’eleganza decorativa di Rob Landeweerd e Jeroen Macco, due olandesi che si sono innamorati di Città della Pieve e hanno acquistato una casa nei pressi di una cittadina a pochi chilometri di distanza (vicino a una piccolissima città chiamata Piegaro), trasformata in una serie di ville ristrutturate da affittare. Ricordando la bellezza di quelle ville, ho pensato “quale posto migliore per cominciare a esplorare alcuni dei borghi dell’Umbria!”.
 
Alla fine, i consigli di Rob mi hanno anche aiutato a scoprire perché chi viene a visitare l’Umbria non vuole più andare via.
 
L’Umbria confina con la Toscana, il Lazio e le Marche. L’autostrada A1 la costeggia sul lato occidentale, mentre la superstrada da Bettolle a Perugia ne attraversa la parte superiore. Il resto è una rete di strade sinuose che collegano piccoli Comuni. Forse l’angolo più inesplorato dell’Umbria è la zona a sud del Lago Trasimeno; la nostra base era nei pressi della cittadina di Piegaro, famosa per la sua vetreria (antica e nuova), a circa un’ora di auto da qualunque destinazione. Arrivati alla villa, non volevamo più andare via. Se non avessi avuto il compito di scrivere un articolo su quello che avrei visto,avrei rischiato di gironzolare per la tenuta e bearmi della vista per tutti e tre i giorni. Invece, ho trascinato la famiglia a esplorare alcune mete a un’ora di strada da lì.
 
I borghi dell’Umbria sono la destinazione perfetta per i veri amanti dell’Italia, che hanno visto e amato le grandi città e ora vogliono rilassarsi e apprezzare il buon vivere: una bottiglia di vino, salsicce e tramonto su una distesa di verdi colline.
 
Bevagna Ho sentito parlare di Bevagna perché la cittadina ha ricevuto il marchio “bandiera arancione”, un premio riconosciuto dal Touring Club Italiano ai piccoli Comuni belli e virtuosi. La cittadina medievale di Bevagna (5.000 abitanti), circondata da mura, risponde a tali caratteristiche. È conosciuta per la graziosa Piazza Silvestri, che ha non una (come di consueto) ma due chiese che vi si affacciano, oltre al municipio e a un teatro del XIX secolo. Bevagna è stata effettivamente fondata dai romani nel 90 a.C., col nome di Mevania, e infatti ci sono ancora i resti di un tempio romano e del foro.
Oltre la piazza, un altro punto di interesse è il fiume Clitunno che scorre lungo un lato della cittadina e che è stato oggetto di un intervento urbanistico successivo per la costruzione di un ponte e di una piazza sopra una piccola diga. C’è un belvedere sul fiume e una pista ciclabile che collega Bevagna a una serie di altre cittadine umbre. Inoltre, nel centro pedonale ci sono una serie di stradine assolutamente incantevoli.
 
Montefalco A soli 12 minuti da Bevagna (la cosa migliore è vedere le due cittadine nello stesso giorno), si trova Montefalco, che dà il suo nome alla regione vinicola che produce il Sagrantino di Montefalco, un buon vino rosso corposo. Che ci crediate o no, ho sentito parlare per la prima volta di Montefalco grazie a un progetto risalente a qualche anno fa in cui Arnaldo Caprai, produttore di vini nonché produttore tessile, finanziava l’acquisizione di un documento che era il contratto originale stipulato tra una chiesa di Montefalco e l’artista Benozzo Gozzoli per affrescare l’edificio.
Era il 2013. Poi, il gruppo tessile ha anche finanziato la ristrutturazione della cappella affrescata da questo sublime artista, che ora è parte del complesso museale di San Francesco e quindi visitabile: un vero e proprio gioiello interamente affrescato su tre livelli, con scene della vita di San Francesco. Gli affreschi furono commissionati nel 1452, 7 anni prima che Benozzo affrescasse per i Medici la Cappella dei Magi, a Firenze.
Nella stessa chiesa c’è anche un affresco di Perugino, che rappresenta la sacra famiglia in adorazione. Questa parete curva si presta splendidamente ai selfie, ma non vi mostrerò il selfie blasfemo che ho scattato :-) . Completa la visita di questo complesso una piccola pinacoteca e una mostra di strumenti vinicoli in quella che un tempo era la cantina dei monaci.
Montefalco è soprannominata “il balcone dell’Umbria” per un buon motivo: la cittadina vanta un panorama a 360° da dove potrete facilmente vedere Perugia, Assisi, Spello, Foligno, Trevi, Spoleto e Bevagna, nonché gli Appennini e il Monte Subasio (dove San Francesco ha fondato un eremo). Cosa ancora più interessante, la cittadina era precedentemente chiamata Coccorone, forse per le mura medievali circolari o per la corona attorno alla torre principale; il nome attuale deriva probabilmente dalla visita nel 1240 dell’Imperatore Federico II di Svevia, amante della falconeria.
Come nella maggior parte dell’Umbria, dovreste decisamente fermarvi a Montefalco per gustare un buon pasto. Noi abbiamo apprezzato la Locanda del Teatro, gestita da veri amanti del cibo e con piatti di ottimo livello e un’eccellente selezione di vini. In estate potrete pranzare in un grazioso balcone sul retro dal quale ammirare la splendida vista.
 
Torgiano Torgiano è una cittadina che ho sempre associato al vino per la presenza del museo dedicato, fondato dall’importante azienda vinicola Lungarotti. Il MUVIT è stato creato dalla famiglia Lungarotti nel 1974 e presenta 5000 anni di storia organizzata attraverso vari temi, dagli oggetti e le rappresentazioni del vino nel mondo antico, alle moderne ceramiche utilizzate per il gioco fino alle immagini dionisiache nel corso delle varie epoche. E ci sono anche interessanti ceramiche e creazioni contemporanee.
 
Brufa Nella campagna appena fuori Torgiano, tenete gli occhi bene aperti: potrete scorgere alcune sculture sparse in giro. Queste opere fanno parte di un progetto chiamato Scultori a Brufa, che ha previsto l’installazione nel paesaggio di una scultura ogni anno dal 1987 al 2011 (o forse anche successivamente; non sono sicura se il progetto sia stato abbandonato o se semplicemente il sito internet non sia più stato aggiornato).
 
Deruta Procedendo verso sud da Torgiano si arriva a Deruta, un piccolo Comune da sempre associato alla ceramica. Pertanto, la cosa principale da fare una volta arrivati qui è visitare il Museo della ceramica o acquistare un oggetto in ceramica per la vostra casa (producono dei meravigliosi tavoli che potrete farvi spedire a casa). Mi sono sempre piaciute le ceramiche: ho apprezzato la piccola stanza dedicata alla ceramica nel Palazzo del Bargello e ho visitato i musei della ceramica di Montelupo Fiorentino e Faenza (quest’ultimo è davvero sorprendente).
 
Il Museo della ceramica di Deruta è uno dei più completi, con l’intera storia italiana della decorazione su ceramica attraverso i secoli e un incredibile archivio su quattro piani che è possibile consultare in qualsiasi momento! Deruta era famosa nel Rinascimento per i piatti dipinti decorativi. Qui è interessante vedere come i vari temi si sono ripetuti nel corso dei secoli. Questo è stato uno degli argomenti della mia tesi di dottorato che riguardava i putti (quei bambini grassottelli che di solito sono rappresentati mentre ballano), che sono spesso dipinti su maioliche e, di conseguenza, sono spesso presenti nei musei che ho visitato.
 
Città della Pieve Uno dei comuni più graziosi di questa parte dell’Umbria (e quello che ha letteralmente stregato Rob e Jeroen) è Città della Pieve, la città natale dell’artista Pietro Vannucci, più conosciuto con il nome di Perugino. Come Bevagna, è un comune Bandiera Arancione, e merita davvero tale riconoscimento. Oltre ad essere naturalmente graziosa, la cittadina ha fatto un lavoro eccellente con la segnaletica, corredata da un app con QR code e wifi gratuito.
 
Se amate l’arte quanto me, dovete assolutamente vedere le tre opere che l’artista ha lasciato in questa cittadina: “L’Adorazione dei Magi” nell’Oratorio di Santa Maria dei Bianchi, “Il Battesimo di Cristo” nel Duomo e “La Deposizione dalla Croce” nel Museo Diocesano di Santa Maria dei Servi. Se soggiornate nell’area potrete facilmente riconoscere nei famosi paesaggi in tonalità pastello la Val di Chiana e la zona del Lago Trasimeno. L’Adorazione nell’Oratorio è stata dipinta per una confraternita fondata nel XIII secolo e che conta ancora oggi 40 adepti. La persona che vi accoglie (e che raccoglie 2 Euro per l’ingresso) è membro della confraternita e vi racconterà l’intera storia dell’affresco che Perugino ha dipinto nel 1504. Adoro questa storia che racconta del tipico valore italiano per la creatività e i soldi. All’epoca l’artista era già abbastanza famoso, avendo lavorato a Roma e Firenze, ma il priore della confraternita era suo padre, quindi si sentiva in dovere di farlo (questa è una mia interpretazione). Inizialmente chiese 300 fiorini, ma alla fine accettò 25 fiorini, una casa e un mulo! Fece un altro dipinto nella vicina Panicale, ma non venne mai pagato. Quindi meglio un mulo che niente?
Stufi del Perugino? Visitate la Collezione Lauro di arte contemporanea in un capannone postindustriale: una collezione privata di oltre 300 pezzi di arte contemporanea di nomi piuttosto importanti. Sfortunatamente è aperta solo il venerdì e il sabato (su appuntamento) quindi non ho potuto visitarla.
Non dimenticate di passeggiare nei numerosi vicoli della cittadina. Il più famoso e degno di fotografia è vicolo Baciadonna, così stretto che due persone che si incrociano non possono fare altro che conoscersi molto bene!
 
Lago Trasimeno Il Lago Trasimeno è il più grande lago del centro Italia (anche se per noi nordamericani è solo una specie di stagno). Quando lavoravo a Cortona, mi piaceva guardare questo lago dalla città, ma alcuni amici umbri mi hanno portato a visitarlo di persona (grazie a Linda e Steve del The Beehive di Roma, che vivono a Orvieto, e a Rebecca che ha appartamenti ad Assisi). Ci vuole circa un’ora e mezza in auto da Firenze per raggiungere un incantevole ristorante sul lago chiamato Rosso di Sera, nella cittadina di San Feliciano, dove ci incontriamo occasionalmente con i nostri amici per un lungo pranzo. Se andate, prendete fish and chips! L’ultima volta abbiamo preso il traghetto che porta all’Isola Polvese, che ospita un grazioso parco con castello (aperto solo in primavera ed estate). Ci mancano da vedere ancora le altre due isole.
 
Piegaro Il piccolo Comune nei pressi della nostra villa merita una menzione in quanto tranquilla e remota cittadina medievale, con una estesa sezione moderna che promuove la lavorazione del vetro, parte importante del patrimonio di questo borgo. Tale attività è praticata almeno dal XV secolo, come si può apprendere visitando il Museo del vetro, creato all’interno di una storica vetreria. Appena fuori dalla cittadina si trova una moderna vetreria che impiega oggi molti dei residenti.
 

Alexandra Korey

Con questo articolo pubblicato sulla testata online ArtTrav.com, Alexandra Corey ha partecipato all’edizione 2018 (per la sezione Turismo, ambiente e cultura) del Concorso Giornalistico Internazionale “Raccontami l’Umbria”, istituito dalla Camera di Commercio di Perugia con la partecipazione della Camera di Commercio di Terni.
Gli articoli di “Raccontami l’Umbria” sono consultabili sul sito: www.obiettivoimpresaweb.it

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17 maggio 2018 Alexandra Korey

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