Gubbio, il ritorno dei dinosauri

La ricostruzione di un cranio di Spinosauro della mostra Extinction (foto: D. Morelli)

GUBBIO – Celebre per l’affascinante teoria dell’impatto meteoritico, causa dell’estinzione di massa delle grandi creature che popolarono il mondo fino a 65 milioni di anni fa, Gubbio è ancora una volta protagonista della storia più antica del pianeta con “Extinction” e “Godzilland: dal Mondo Perduto a Jurassik Park”, due nuove mostre visitabili fino al 1 ottobre 2017.
 
“Extinction”, la parte scientifica del progetto curata dai paleontologi Maganuco e Stefania Nosotti, descrive le varie teorie sulle estinzioni di massa avvenute nel corso della storia del pianeta, mentre “Godzil- land”, curata da Fabrizio Modina, indaga il lato pop del tema e propone un excursus tra filmografia e letteratura sui grandi animali che continuano a vivere nel nostro immaginario grazie a intramontabili pellicole e intriganti romanzi.
 

Il chiostro del monastero di San Benedetto, sede delle mostre

Le esposizioni sono allestite negli spazi suggestivi dell’ex monastero di San Benedetto, che dal 2009 ospita il museo-laboratorio multimediale “Gola del Bottaccione – Archivio della Terra”, nato per illustrare le particolarità geologiche della Gola del Bottaccione, alle porte di Gubbio, alla quale è legata la teoria sull’estinzione di massa.
 
In questo luogo infatti, unico sull’intero pianeta, le rocce raccontano una storia che permette di spiegare la repentina estinzione dei dinosauri con l’impatto di un enorme meteorite sulla Terra. Tra gli strati rocciosi che affiorano lungo la gola, dichiarata sito scientifico di rilevanza mondiale, ce n’è uno che contiene Iridio, un elemento molto raro sul nostro pianeta ma comune nei frammenti di meteoriti che provengono dallo spazio. Fra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso, fu il giovane geologo americano Walter Alvarez a scoprire l’Iridio sui monti di Gubbio e a proporre la teoria che lega il luogo alla catastrofica fine dei dinosauri. Le sue ricerche e le sue intuizioni, talmente rivoluzionarie che per molti anni vennero rifiutate dalla comunità scientifica, nel 2008 gli valsero il prestigioso Premio Vetlesen, il più alto riconoscimento nel campo delle Scienze della Terra.
 
Il progetto è promosso e organizzato da Comune di Gubbio, Geomodel e Associazione paleontologica paleoartistica italiana, mentre la parte didattica è a cura della geologa Anna Giamborino.
 
Le mostre sono aperte il venerdì dalle 14,30 alle 19,00 e il sabato e la domenica dalle 10,00 alle 19,00, mentre nelle mattine dal lunedì al venerdì sono a disposizione di visite scolastiche su prenotazione. Info a didattica@paleoappi.it o al 3404690268. Biglietti: intero 10 euro, ridotto 6 euro.

Leggi anche: La gola dei dinosauri

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5 aprile 2017 Redazione UT

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