Gubbio, capitale del tartufo da trenta secoli

GUBBIO – Gubbio capitale del tartufo. Da almeno trenta secoli. Basta la parola: “tartùfro”. Così gli Antichi Umbri, gli uomini della pioggia sopravvissuti al diluvio universale, che i Greci chiamavano “ombrikoi”, chiamavano quel sasso profumato. Voleva dire “quello del terreno” (trifo).
 
Nelle Tavole Eugubine, il documento più importante per lo studio della civiltà dell’antico popolo, conservate nell’antico Palazzo dei Consoli, la parola non viene riportata, a differenza di altri prodotti della tavola, come vinu (vino), sal (sale), mefa (crescia) o toco (prosciutto).
 
Ma per i glottologi quella “f”, interposta tra altre vocali e consonanti è una specie di marchio di fabbrica, il segno di una appartenenza, la prova inconfondibile dell’origine umbra della parola.
 
Poi, con il tempo, il tar-tufero diventò tartufo. Per i Romani qualcosa che, come indica il verbo latino, tumere, si gonfia fino ad assumere una forma globosa: terrae tufer, escrescenza della terra. I dialetti di tutta la penisola insaporirono il modo di definire la meravigliosa scoperta che va scovata sottoterra. Uno scioglilingua gastronomico: tratufani, tartùfola, trìfula, tréffla, trìfola, trefula.
 
Così, appare normale che in qualunque stagione dell’anno a Gubbio sia impossibile trovare un ristorante che non proponga almeno un piatto al tartufo.
 
La vera festa poi arriva nei giorni della Mostra mercato nazionale del tartufo bianco e dei prodotti agro-alimentari, quest’anno giunta alla edizione n.36.
Quattro giorni da ricordare, dal 28 ottobre al 1 novembre. L’evento è arricchito da degustazioni guidate, dimostrazioni, una mostra dell’artigianato artistico locale, concerti e spettacoli.
 
Tra i tanti appuntamenti che l’Umbria dedica al tartufo, quello di Gubbio è uno dei più importanti. Non solo per la qualità straordinaria del locale tartufo bianco (Tuber Magnatum Pico) quest’anno più pregiato e ricercato che mai a causa di una estate torrida e povera di piogge, ma anche per le tante altre specialità alimentari presenti nei padiglioni espositivi di piazza Quaranta Martiri, ai piedi del centro storico medievale. Leccornie che arrivano anche da altre zone dell’Umbria, dall’Alto Chiascio e da varie regioni italiane: formaggi, funghi, norcinerie d’eccellenza, miele artigianale, olio fresco di frantoio, focacce, zafferano, cioccolato, salse, liquori, confetti e dolci tipici i vari territori.
 
Si comincia il 28 ottobre, a partire dalle ore 11.00 con la ormai tradizionale esibizione degli Sbandieratori di Gubbio. Subito dopo, intorno alle ore 12.30, uno degli appuntamenti più attesi: la pesatura dei tartufi con la premiazione del “tartufo più grande” tra quelli esibiti dagli espositori o dai cavatori presenti nei padiglioni della Mostra.
 
Molti gli eventi collaterali: la Mostra dell’Artigianato Artistico Eugubino , le gare per cani da tartufo, gli eventi di natura culturale e le attese degustazioni dell’Ais, l’associazione italiana dei sommeliers.
Gli stand rimarranno aperti dalle 9.30 alle 19.30.
 
Per maggiori informazioni: www.tartufodigubbio.it
Le degustazioni si possono prenotare presso lo IAT, l’ufficio di informazioni e accoglienza turistica: 075 9220693;- info@iat.gubbio.pg.it
 

Federico Fioravanti

 
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25 ottobre 2017 Federico Fioravanti

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