Gran festa a Costacciaro con la Corsa delle Botti

COSTACCIARO – Una corsa a perdifiato, trainando una botte per le vie del paese. Costacciaro festeggia la vinificazione con la tradizionale festa della “Corsa delle Botti”, l’11 e 12 novembre. Si corre la domenica ma si festeggia anche il sabato.
 
Per l’occasione si aprono le taverne: cene tipiche, sfilate in costume, tamburini, castagne e vino novello caratterizzano le due giornate, all’insegna dei sapori autunnali e della buona musica.
L’allegra competizione coinvolge in due distinte competizioni Costacciaro capoluogo (Hostaria de la Porta) contro le frazioni, rappresentate in particolare da Villa Col de’ Canali (Hostaria de la Rocca).
 
Le botti trainate dai giovani “bottaioli” rotolano attorno ad un asse al quale è attaccato un timone. Ogni squadra presenta un capo bottaiolo, un oste e un direttore di gara.
Trionfa la squadre che tra il primo e il secondo tempo della gara impiega il tempo minore.
 
La bella festa è l’occasione giusta per conoscere Costacciaro che nel Duecento era il castello che Gubbio usava come testa di ponte per meglio difendere il suo territorio dai nemici perugini della confinante Sigillo.
L’antico paese sorgeva infatti sopra un punto strategico, proprio sulla sommità di colle, il cui proprietario si chiamava Stacciaro. Castrum Collis Stacciarii (Castello del Colle di Stacciaro), ma già nel 1300, il suo nome cambiò in Castrum Costacciarii. Gli eugubini del Trecento, governati da un podestà, concedevano una certa autonomia ai loro castelli, il cui capitano aveva però diritto di vita e di morte sugli abitanti.
 
Alla fine del XIV secolo, Costacciaro si ribellò a Gubbio e scelse di sottomettersi alla nascente potenza dei Montefeltro, signori di Urbino che fecero del paese il più importante presidio meridionale della loro signoria. A partire dal 1384, il castello si rinforzò con mura più solide. Nel 1400, il territorio di Costacciaro era formato dal castrum (castello) e dalle villae (villaggi); ogni villa comprendeva dei vocaboli, gli appezzamenti di terreno abitati dai contadini che ancora oggi portano gli stessi nomi. Come ad esempio Villa Col de’ Canali, protagonista della “Corsa delle Botti” contro L’Hostaria de la Porta che rappresenta il capoluogo.
Alla fine del XV secolo venne chiamato a lavorare nel paese il grande architetto militare Francesco di Giorgio Martini da Siena il quale, a partire dal 1477, iniziò a costruire il rivellino, una fortificazione indipendente posta a protezione di una porta di Costacciaro e forse anche l’attuale Palazzo Fauni-Massarelli-Chemi.
 
Web: www.corsadellebotti.it
Fb: @Corsa Delle Botti
 
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30 ottobre 2017 Redazione UT

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