
La lingua degli antichi Umbri delle tavole iguvine risulta dalla sovrapposizione di due strati linguistici indeuropei: il paleoumbro parlato nell’Italia centrale a partire dalla tarda età del bronzo (XIII sec.a.C.), ed il safino, sovrappostosi qualche secolo dopo come lingua della classe dominante italica fino alla diffusione del latino. Non deve sorprendere se diverse voci prelatine persistono nel patrimonio linguistico attuale: si tratta di termini del “parlato” di epoca paleoumbra o safina, che sono stati adattati prima nel parlato “latino”, poi in quello “volgare”, e infine in quello “dialettale” locale, se non addirittura in quello “italiano”. Sono voci che appartengono alla sfera delle attività tradizionali, legate alla terra, o sono denominazioni di luogo, soprattutto nomi di corsi d’acqua, che sono i toponimi più resistenti nel tempo. La loro origine paleoumbra o safina è garantita dal fatto di avere un’etimologia indeuropea, senza però una possibile spiegazione latina o di altra lingua indeuropea nota.
Augusto Ancillotti











