Giornate FAI di Primavera, i 52 luoghi da visitare

UMBRIA – La Primavera arriva con il FAI. E il 25 e 26 marzo 2017 apre le porte a 52 luoghi dell’Umbria da visitare, per godere dell’immenso patrimonio storico, artistico, architettonico e naturale di un territorio che sembra avere infiniti tesori da rivelare.
 
Ecco l’elenco città per città di tutti i luoghi aperti, con le descrizioni e i collegamenti web per gli orari e le informazioni necessarie per partecipare.
 

AMELIA (Tr)

Palazzo Cansacchi ora Bona Galvagno
Una dimora caratterizzata dai segni della grande storia. Palazzo Cansacchi, costruito su un basamento di mura romane e altomedievali, è caratterizzato dagli stilemi del XV e XVI secolo. Nel cortile con loggiato a colonne viene esibito un vero e proprio antiquarium. Le sale presentano pregevoli fregi, affreschi e soffitti lignei e un ricco repertorio di decorazioni a grottesche. Il salone centrale presenta un alto soffitto a cupola e portali in travertino. Le scene mitologiche sono intervallate dai grandi stemmi dell’imperatore Carlo V, del re di Spagna Filippo II, delle famiglie Colonna e Gonzaga presso le quali avevano lavorato i Cansacchi.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/91077
 

ASSISI (Pg)

Acquedotto del Sanguinone
Si consigliano calzature comode e adatte a sentieri. La passeggiata, della durata di 45 minuti circa, percorrerà in superficie parte del tracciato dell’antico acquedotto.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90959
 
Bosco di San Francesco
Ai piedi della Basilica di San Francesco, una selva millenaria dove natura, storia e spiritualità si fondono in un percorso che conduce alla scoperta di una Assisi inedita, in cui rievocare il messaggio di San Francesco.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/79480
 
La cittadella di Assisi
La Pro Civitate Christiana fu fondata ad Assisi da don Giovanni Rossi nel 1939, una comunità di laici che ha come scopo la diffusione del Vangelo. E’ centro di importanti convegni a cui partecipano nel tempo alcuni tra i più importanti teologi, filosofi, sociologi e artisti. Attraverso, donazioni e l’opera dei suoi stessi associati diviene per Assisi un’importante emergenza architettonica nei pressi delle mura urbiche verso valle, vi si costituiscono una importante fonoteca, una ricca biblioteca, una galleria d’arte che conserva opere di Georges Rouault, Aldo Carpi, Giorgio De Chirico, Domenico Cantatore e Carlo Carrà. Vi sorge anche una grande sala teatro adatta anche ai convegni.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90972
 

BASCHI (Tr)

Chiesa di San Nicolò
Fu iniziata nel 1576: internamente è a navata unica, con pareti longitudinali con ordine principale a paraste che ne racchiude uno secondario ad arconi che ne espandono il volume, quasi si trattasse di una chiesa a tre navate. Sono aperti in cappelle solo gli arconi prima del presbiterio, a formare una sorta di transetto. Superiormente corre un attico aperto in finestre a cartoccio. La facciata anch’essa finge un interno a tre navate, con le due piccole porte laterali, ed è a due ordini che ricalcano esattamente le quote di quelli interni. Il progetto dello Scalza è stato spesso riferito alla chiesa di S. Salvatore al Monte a Firenze, di un secolo prima. Semplificazione controriformista?
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90776
 

CITTÀ DI CASTELLO (Pg)

Abbazia di Badia Petroia
L’abbazia benedettina di Santa Maria e Sant’Egidio di Petroia risale al X secolo,con largo uso di materiali di spoglio di epoca romana e altomedievale.L’edificio era composto di tre navate su tre livelli pavimentali con presbiterio sopraelevato su ampia cripta.L’attuale chiesa è stata ridotta agli inizi del XV secolo. La prima parte della struttura si presenta senza copertura e ciò le dona un fascino particolare. La navata sinistra è scomparsa mentre gli spazi dell’antico convento ospitano Villa Rossi,visitabile in occasione delle Giornate FAI. Di rilievo sono le formelle fittili e in pietra murate all’interno e all’esterno tra cui spiccano le raffigurazioni di grifi e sirene affrontate.
Oltre all’Abbazia sarà possibile visitare il giardino e gli ambienti sotterranei di Villa Rossi. Sorta a ridosso dell’edificio religioso, essa conserva tracce e reperti riconducibili all’antica struttura dell’abbazia.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/91033
 
Eremo di Buonriposo
Il nome Eremo di Buonriposo trae origine dall’espressione di San Francesco d’Assisi “Oh,che buon riposo”. La sua storia ha inizio nel 1213 quando Francesco ricevette da Cristiano Guelfucci una cappellina. Nel tempo il complesso si ampliò e ancora oggi sono visibili la chiesa con l’altare e il coro,caratterizzate dalla inequivocabile semplicità francescana, la stanza di Francesco, il refettorio,il chiostro e le Grotte del Diavolo, in cui si narra che il Santo abbia avuto apparizioni demoniache. Alla fine dell’Ottocento, l’eremo era noto per le proprietà benefiche delle sue sorgenti di acqua acidula che qui sgorgavano, mentre negli anni tra le due Guerre nel Novecento, fu rifugio per sfollati.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90528
 
Pieve di Canoscio
La Pieve romanica intitolata ai santi Cosma e Damiano, sorge sul sito di un precedente luogo di culto di VI secolo. L’edificio, agli inizi del Novecento è stato ripristinato nelle sue forme originarie e al 2014 risalgono gli ultimi interventi di restauro. Gli affreschi all’interno appartengono a varie epoche dal XIV al XX secolo e mostrano affinità con altre opere presenti nel territorio. Di rilievo la raffigurazione della Madonna della Misericordia con i santi sulla parete destra e il frammento che raffigura la processione della confraternita dei Bianchi, mentre sulla parete sinistra l’antiquario tifernate Elia Volpi dipinse al primi del ’900 una Madonna con Bambino.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90685
 
Oratorio di San Crescentino
L’Oratorio di San Crescentino, costruito nel 1420 e successivamente ampliato nel 1507, custodisce al suo interno un interessante ciclo di affreschi attribuiti al pittore cortonese Luca Signorelli e alla sua scuola.
Il ciclo pittorico, che la maggior parte della critica colloca in un periodo compreso tra 1507 e 1510, secondo alcuni studiosi potrebbe essere stato completato in tempi più lunghi.
Gli affreschi di questo oratorio rappresentano una sorta di “riconquista” del territorio altotiberino da parte del Signorelli che, impegnato ad Orvieto tra il 1499 e il 1504, offrì con la sua assenza un’opportunità di lavoro presso Città di Castello all’allora giovane pittore urbinate Raffaello.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/91005
 

CORCIANO (Pg)

Mostra “Terr’amata”
Nella chiesa gotica di San Francesco di Corciano sarà allestita una mostra corale sull’evento sismico che ha colpito il centro Italia e che si svilupperà in un percorso caratterizzato da installazioni materiche, visive e sonore. Cosa resta, oltre al silenzio tra le macerie, al dolore di chi si è salvato ma non ha più casa né paese?Cosa resta, oltre ai tanti affreschi, ridotti in polvere e alle immagini sacre,ispirate dall’umano bisogno di pietà? Un senso di appartenenza a questi luoghi, l’identificazione con questi paesaggi, la volontà di tornare ad ascoltare quel silenzio che non è dell’abbandono ma è del trascorrere naturale della vita in questa terra madre temuta ma profondamente amata.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/91069
 

FICULLE (Tr)

Chiesa di Santa Maria Nuova
Si tratta di una delle ultime opere progettate da Ippolito Scalza, a partire dal 1605. Si cimenta qui con un tema che sarà poi uno dei più importanti dell’architettura barocca, cioè il tentativo di unificare pianta longitudinale e centrale. Partendo da uno schema a quattro pilastri centrali con nove campate, come ad esempio a Mongiovino, toglie importanza alla copertura centrale, di solito risolta con una cupola, e anche planimetricamente la rende simile alle altre; e le campate esterne le tiene leggermente più basse, quasi a simulare delle navate laterali. Il risultato è uno spazio molto particolare, una sorta di commistione di pianta centrale con una chiesa a tre navate di eguale altezza.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90775
 

FOLIGNO (Pg)

Arca del Mediterraneo
L’Arca del Mediterraneo, struttura della Caritas diocesana, ospiterà una mostra interattiva sui terremoti che si sono succeduti a Foligno dal 1832 ad oggi. Si tratta di un antico molino ad acqua che si trova lungo il canale dei mulini, nel cuore della città, ristrutturato dopo il terremoto del 1997. L’evento sarà organizzato con la collaborazione dell’osservatorio sismico BINA di Perugia, Istituto che si occupa del monitoraggio dei terremoti a livello nazionale, e vedrà la partecipazione di Padre Martino Siciliani, decano responsabile dell’Istituto.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90917
 
Laboratorio di Scienze Sperimentali
Dalla microbiologia all’astronomia, un percorso alla scoperta del cibo del futuro, della qualità dell’aria che respiriamo, del cielo sopra di noi; i visitatori potranno inoltre riscoprire alcuni degli illustri scienziati che hanno dato lustro alla città di Foligno: Paolo Maffei, Pietro Ubaldi, Filiciano Scarpellini.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90863
 
Palazzo Andreozzi, sede della biblioteca Jacobilli
Palazzo Andreozzi è posto sul lato destro di Piazza San Giacomo, esternamente presenta una bella facciata angolare apparentemente incompiuta ed un bel portale bugnato.
Già residenza del ramo principale dell’antico casato Elmi, fu acquistato nel 1757 dagli Andreozzi, una famiglia patrizia di Bevagna. In passato ospitava l’Istituto delle Suore di San Giuseppe, attualmente è sede della Biblioteca Jacobilli. Nelle stanze del piano nobile si segnalano, un ciclo pittorico risalente ai secoli XVIII° e XIX° , non ancora studiato, ed un bel giardino interno su cui si affaccia il prospetto posteriore del palazzo a doppio ordine di loggiati sovrastanti il portico.
La biblioteca del Seminario vescovile di Foligno, tra le più antiche dell’Umbria, acquistò rilevanza nel 1662 per merito del dotto sacerdote folignate Ludovico Jacobilli che fece dono al Seminario (istituzione fondata nel 1649) della propria cospicua libraria., si trattava di 8.500 libri.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/83808
 
Palazzo Monaldi Barnabò
Il luogo della sapienza, fino al 1997 ha ospitato il Liceo Classico di Foligno ” Federico Frezzi”, domina la Piazza XX Settembre, la piazza architettonicamente più bella di Foligno, memoria storica dei folignati, in quanto fino agli anni cinquanta del 1900 vi si affacciava il dazio, la dogana di Foligno.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90923
 
Palazzo Vitelleschi
È il risultato di una ristrutturazione realizzata nella seconda metà del Seicento e successivamente rimaneggiato. Nella cornice della finestra a destra del portale compaiono intrecciate le lettere G e P, probabilmente le iniziali di Gregorio Piermarini. Il piano nobile del palazzo, oggi adibito a sede della Valle Umbra Servizi, presenta nell’atrio un’epigrafe celebrativa delle imprese del cardinale Giovanni Vitelleschi che, in qualità di legato pontificio, di Papa Eugenio IV, nel 1439 sconfisse l’esercito dei Trinci e ripristinò nel territorio di Foligno il governo della sede apostolica.
Quattro ambienti (la stanza di Giuseppe, la stanza di David, la stanza di Salomone e la stanza di Mosè) presentano decorazioni di autore sconosciuto eseguite nel sesto-settimo decennio del XVII secolo.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90751
 

GUALDO TADINO (Pg)

Abbazia di San Pietro e Castello di Frecco
Immersa in una tenuta di circa 550 ettari di estensione, tra colline, corsi d’acqua, vallate e zone boschive, sorge l’antica Abbadia di San Pietro in Val di Rasina, edificata nel 1006 dal nobile Radulfo per le monache benedettine e donata alla figlia Armingalda che ne fu la prima badessa. A sorvegliare il territorio venne eretto già nel X sec. il Castello di Frecco, mentre a guardia del borgo svetta la Torre del XV sec. Sono presenti ben due chiese, quella di San Pietro e quella di S. Anna, scrigni d’arte e storia; in particolare in San Pietro è presente un’opera di uno dei più importanti manieristi umbri: il Maestro Simeone Ciburri. Attualmente è sede di una grande struttura ricettiva.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/91052
 

GUBBIO (Pg)

Abbazia di Vallingegno
A pochi chilometri da Gubbio, sulla cima di una collina che domina due bellissime vallate, c’è l’Abbazia benedettina di Vallingegno, intitolata a San Verecondo di Spissis, un giovane cavaliere gallico convertitosi al cristianesimo e martirizzato nel VII secolo.
Il complesso attuale è costituito da un monastero, un campanile a vela, posto sulla muratura della torre, e da una chiesa abbaziale; quest’ultima insiste sopra una cripta a pianta quadrata con pilastro centrale, che potrebbe avere origini pagane (tempietto pagano dedicato al dio Genio). All’imponente struttura sono legati numerosi fatti della vita S Francesco.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/28316
 
Castello di Vallingegno
Questo magnifico castello domina la sottostante valle del fiume Chiascio ed è posto appena sotto l’Abbazia di Vallingegno. Il castello probabilmente risale a data antecedente al 1308. E’ circondato da mura e rivellini. Nel 1355 il castello si ribellò a Gubbio e poi venne rioccupato dalle truppe eugubine sotto la guida del capitano “el Bastardo di Ceccolo Montaini da Pergola”. Fu restaurato nel 1370 e dotato di un capitano. Prima fu proprietà dei nobili Balducci di Gubbio nel XV secolo e poi nel XVII secolo dei signori Filippetti. Il castello è stato dichiarato monumento nazionale dal 1987.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90761
 
Cappella del Rosario
La cappella del Rosario o dell’Assunta è situata lungo il lato meridionale dell’ex Convento di Santo Spirito; questo, sorto nella seconda metà del Quattrocento nell’area in cui nel XIII secolo si trovava l’ospedale dedicato allo Spirito Santo, viene costruito per accogliere le suore dell’ordine delle canonichesse regolari lateranensi in un luogo più sicuro all’interno delle mura. Il complesso era caratterizzato da un ampio spazio verde, probabilmente destinato ad orti, e da tre piccole cappelle, delle quali si conserva soltanto quella dedicata all’Assunta. Nella decorazione troviamo una bella immagine di Sant’Ubaldo benedicente che reca in mano il modello della città di Gubbio.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/91123
 

MAGIONE (Pg)

Castello dei Cavalieri di Malta
I documenti più antichi che menzionano la struttura ospedaliera gestita dai cavalieri gerosolimitani risalgono al novembre 1171. L’edificio si trova nel paese di Magione, in provincia di Perugia, vicinissimo al lago Trasimeno, ed è la residenza estiva (di solito in settembre) del principe e gran maestro dell’Ordine di Malta, soprattutto dagli anni sessanta con Fra’ Angelo de Mojana di Cologna e Fra’ Andrew Willoughby Ninian Bertie. Quando fu eretto era caratterizzato solo da due costruzioni collocate a “L”, sovrastate da una torre campanaria.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90764
 
Sala del Consiglio e Palazzo Comunale
Itinerario tra le opere di Fra Giovanni, Machiavelli, Dottori: architettura, arte e paesaggio a Magione tra Medioevo e Futurismo.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90785
 
Torre dei Lambardi
La Torre fu edificata tra il XII e XIII, dai Cavalieri Gerosolimitani, attuali Cavalieri del Sovrano Militare Ordine di Malta. In posizione strategica, la Torre del Pian di Carpine per il controllo delle derrate alimentari e sopratutto del pescato verso Perugia. Alta circa trenta metri, a pianta quadrangolare, in origine strutturata a tre piani in pietra e altri tre in legno ai quali si accedeva tramite scala a chiocciola. Al primo piano si conservano resti dell’architettura del piano di legno, delle volte a botte e della soffittatura a mattoni. In origine esternamente era dotata di un corpo avanzato che proteggeva la porta di ingresso, con un fossato al quale si accedeva da un ponte.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90821
 

ORVIETO (Tr)

Casa di Ippolito Scalza
Scelto come luogo-simbolo della vita e del lavoro professionale dell’architetto Ippolito Scalza (1532-1617), che qui ebbe casa e studio professionale, e dove morì. Casa a doppio portale simmetrico, per ingresso e per bottega; dalle sue finestre, l’architetto poteva veder due sue opere, entrambe (allora) incompiute: il Palazzo Clementini e la chiesa dell’Annunziata. Scelto come punto di appoggio principale, sul lato corto di una piazza m allungata, e per la quale è stato chiesto al comune di Orvieto il divieto di traffico veicolare per le Giornate FAI di Primavera 2017.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90886
 
Palazzo Comunale
Il Palazzo Comunale di Orvieto è una struttura del XIII sec. tipica del palazzo pubblico in Italia centrale, con loggiato aperto a pian terreno e grande sala comune al livello superiore. L’intervento dello Scalza mantenne, nelle linee generali, la tipologia medievale, ma divise in due il salone superiore e trasformò tutti gli elementi architettonici in segni rinascimentali: a partire dal rivestimento della loggia inferiore, e denotando il piano nobile in maniera “eroica”, alla michelangiolesca, inserendo finestre di forte impatto plastico dove attorno ai timpani, alternativamente circolari e triangolari e sollevati con l’inserto di mensole, si attorcigliano cartocci modellati come stucchi.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/87398
 
Chiesa di Sant’Agostino – Sede distaccata del Museo Modo e chiostro dell’ex convento
La chiesa di S. Agostino, oggi nella sua elegante veste settecentesca, ospita alcune delle opere scultoree che furono allontanate dal Duomo a seguito del restauro purista di fine ’800. Si tratta dell’intero Apostolato, con statue che coprono l’arco temporale di due secoli, ed il gruppo dell’Annunciazione di Francesco Mochi, ritenuta dalla critica la prima immagine scultorea davvero barocca per il movimento e la trasformazione del vortice che avviluppa specialmente l’angelo annunziante. Tra le statue dell’Apostolato, quella che più interessa è il san Tommaso, opera firmata dello Scalza che si ritrasse con gli strumenti tipici dell’architetto. Il volto è chiaramente un autoritratto.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/81921
 
Palazzo Caravajal
L’intervento dello Scalza su questo palazzo fu di ricomposizione immobiliare: la corte comitale fortificata che era stata dei Filippeschi e poi dei Simoncelli fu trasformata in palazzo urbano del cardinale spagnolo Caravajal. La facciata ha di interessante il portale, tipicamente scalziano per l’uso asintattico dei triglifi, con il “biglietto” di benvenuto del proprietario: Portus non porta, boni non mali; mentre nella cornice marcapiano, a sinistra, si sottolinea ancora: Caravajal de Caravajal por comodidad de sus amigos padron. Grandioso l’atrio, che sfrutta assimetrie e restringimenti precedenti per creare una sorta di doppia quinta al giardino dalla vista spettacolare.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90792
 
Palazzo Crispo Marsciano
Il Palazzo Crispo nacque un progetto di Antonio da Sangallo il Giovane del 1542: caratterizzato dall’uso del travertino per gli elementi architettonici principali, in antitesi con la norma orvietana che vedeva il basalto come pietra “principe”. Il palazzo rimase incompiuto e Ippolito Scalza vi mise mano intorno al 1580, con due interventi che ne definirono il carattere: prima di tutto il cornicione di coronamento, forte nello sbalzo e deciso dei suoi elementi (un altro palazzo sangallesco era rimasto senza coronamento, aggiunto da Michelangelo: il Palazzo Farnese a Roma!); e, sul fronte posteriore, un finto loggiato a serliane che alleggerisce il prospetto, aperto alla luce e al paesaggio.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90437
 
Palazzo di Cornelio Clementini
Il Palazzo di Cornelio Clementini rappresenta la prima realizzazione di palazzo urbano da parte di Ippolito Scalza. La data di riferimento è il 1567, anche se in realtà molti elementi architettonici furono completati solo attorno al 1940, in parte partendo dai modelli già in opera e in parte, come per il portale, ispirandosi a esempi simili. L’ideazione è interessante, perché il tema richiedeva di dare vigore di immagine ad un prospetto molto esteso in lunghezza: la scelta di dare un forte connotazione scultorea ai singoli elementi fu la chiave del successo della progettazione. Nel giardino, notevole il Ninfeo, che sviluppa il tema della finta grotta: Natura naturans e Natura naturata.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90818
 
Palazzo di Sforza Monaldeschi
Il palazzo, nel suo aspetto generale e nelle scelte dei partiti architettonici, è un progetto di Simone Mosca realizzato da Ippolito Scalza dal 1575. Da notare, nel portale, il disassamento a sguincio degli archi, per essere in simmetria con la visione dall’arrivo dalla chiesa di S. Francesco. Dello Scalza e del pittore Cesare Nebbia è la regia della sala principale al piano nobile, detta della Caminata, caratterizzata da un programma iconografico complesso dove le raffigurazioni della famiglia Monaldeschi si integrano con i segni zodiacali e momenti della storia civile e mitologica, in sottili interrelazioni atte celebrare i fasti della famiglia. Di mano dello Scalza il camino monumentale.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90790
 
Palazzo Gualtiero
Il riferimento a Ippolito Scalza, per quanto riguarda il Palazzo Gualterio, non è diretto ma è frutto di una disavventura! Il portale di Palazzo Gualterio, opera dello Scalza, nacque come portale del Palazzo Buzi (n. 7), e fu trasportato qui come oggetto di una vincita a carte alla fine dell’800, da parte di Aldobrando Netti. Infatti è evidente la forzatura essendo lo spazio troppo esiguo; davvero geniale il tentativo di trasformare in segni antropomorfi gli elementi dell’ordine architettonico.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90820
 
Palazzo Guidoni oggi Morichetti
Anche in questo palazzo Ippolito Scalza gioca sul fattore scultoreo del prospetto: usa un segno particolare, il frontespizio del portale e delle finestre interrotto dal motivo della conchiglia (che ritroviamo anche al piano nobile di Palazzo Clementini (n. 2). Per dare maggiore valenza ascensionale, innalza il timpano triangolare con un artificio, inserendo cioè un triglifo che funge da mensola. Ecco uno dei temi cari allo Scalza: giocare con gli elementi canonici per forzarli e dar loro un valore diverso per creare modalità nuove.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90911
 
Villa Ciconia
La villa prende il nome da Giaconia Marabottini, anche se l’intervento di Ippolito Scalza avvenne, verso il 1580, per conto della famiglia Buzi, per la quale aveva già costruito il palazzo di città. Originariamente la costruzione, più fattoria che villa, si presentava con la facciata principale verso il fiume Paglia e la rupe di Orvieto, ed aveva un’organizzazione legata all’agricoltura. Infatti particolarmente interessante, e rimasto come in origine, è lo scantinato, che accoglieva anche l’acqua di un canale di derivazione. Il piano terreno è caratterizzato da una sala centrale molto ampia, disimpegnata da due porte e con un grande camino, indubbiamente di spirito scalziano.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90793
 
Pozzo di Piazza dell’Erba
Il posizionamento attuale di questo pozzo è il frutto di uno spostamento avvenuto agli inizi del ’900: il suo sito originario era il livello superiore del giardino posteriore del Palazzo Comunale. Afferiva ad una cisterna che permetteva l’approvigionamento dell’acqua anche per gli utenti del livello superiore del palazzo stesso. Oggi in realtà non corrisponde a nessuna cisterna. Pur nel continuo peggiorare delle sue condizioni conservative, è un interessante esempio della tipologia di pozzo rinascimentale con vera ottagonale polilobata, doppia colonna a reggere una ben evidente trabeazione dove innestare le carrucole.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90791
 
Palazzo Buzi
Anche in questo caso la maestria progettuale dello Scalza è evidente (1588): in una via stretta, e avendo di fronte l’imponente Palazzo di Bonifacio VIII, abbassa i piani sul prospetto allungato, li comprime e li schiaccia, gioca tutto sul contrasto fra l’orizzontalità rigida delle cornici marcapiano e il verticalismo serrato delle finestre. Grossi bugnati d’angolo a cuscino sostengono paraste binate, che anch’esse con la loro duplicazione spezzano il motivo verticale. Il portale non è quello originale, che trasmigrò a Palazzo Gualterio (n. 4): quest’ultimo, momento plastico eroico che dava il senso dell’unitarietà di un prospetto altrimenti di difficile lettura, manca alla composizione.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90682
 
Chiesa della SS. Annunziata
Facciata incompiuta della chiesa dell’Annunziata (iniziata nel 1582: la navata fu trasformata in cinema negli anni ’50 del 1900). Restano il portale principale, le due finestre al piano terreno e l’oculo superiore. E’ comunque ben apprezzabile, dal segno della presa nella muratura, quale doveva essere l’ingombro della trabeazione principale e della continuazione, nell’attichetto superiore, della prosecuzione delle lesene: in pratica si sarebbe venuta a creare una maglia architettonica molto plastica, con tutti gli altri elementi interpretati come se fossero in via di compressione o di espulsione: un metodo organico di stampo michelangiolesco. I lavori risultano interrotti nel 1595.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90819
 
Convento di San Francesco e biblioteca comunale Luigi Fiumi
Ippolito Scalza, dal 1586 al 1600, fu l’artefice della “modernizzazione” del Convento di S. Francesco. Accanto all’enorme chiesa mendicante, anche il convento era (ed è) di dimensioni notevoli: lo Scalza incentrò percorsi e distribuzione a partire dal chiostro, sviluppando le ali del convento secondo assi ben percepibili anche dall’esterno anche attraverso le tipologie delle finestre. Di particolare interesse è la sala del refettorio maggiore, oggi sala centrale della Biblioteca Comunale, che corre parallelamente al prospetto che guarda verso la rupe. Ancor oggi, per l’intera struttura culturale, si può dire che il sistema ideato dallo Scalza si è rivelato perfetto nella sua elasticità.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90789
 
Il duomo: gruppo della Pietà di Ippolito Scalza e cantoria dell’organo
Ippolito Scalza ed il rinnovamento del Duomo di Orvieto è il tema storico-artistico della seconda metà del ’500 che si pone come paradigma di una serie di rinnovamenti ispirati dalla Controriforma che portarono alla creazione di un cantiere multidisciplinare dove le varie professionalità, dall’architetto allo stuccatore passando per il pittore e lo scultore, raggiunsero punte di qualità elevatissima.Lo Scalza fu il regista, per 50 anni precisi, di questa progettualità diffusa, con opere oggi scomparse o allontanate a seguito dei ripristini puristi di fine ’800. Restano la sua commovente Pietà, in cui la politezza del marmo risalta il dramma, e la mostra monumentale dell’organo.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/13053
 

PERUGIA

Fontana Maggiore
La Fontana Maggiore fu eretta nel 1275-1278 su disegno di Fra Bevignate a cui e per la parte idraulica di Boninsegna Veneziano e di Rosso Padellaio per la parte bronzea. È costituita da due vasche marmoree sormontate da una tazza bronzea. Da qui spuntano 3 ninfe che sorreggono un´anfora dalla quale sgorga l´acqua. La decorazione presenta 50 bassorilievi e 24 statue. Gli specchi delle vasche rappresentano personaggi, santi, simboli, scene della città e di fantasie medievale. Le visite a cura degli Apprendisti Ciceroni, con cenni dell’ultimo restauro, saranno affiancate da un approfondimento tenuto dal Prof. Franco Ivan Nucciarelli.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/21083
 
Palazzo Cesaroni
La costruzione di Palazzo Cesaroni fu commissionata da Ferdinando Cesaroni, influente borghese della città, che non vi abitò mai. Il progetto fu affidato all’architetto Guglielmo Calderini e i lavori si conclusero nel 1898, sotto la direzione dell’ingegner Rombaldoni. Fu costruito in stile neoclassico. Nel corso degli anni venne destinato a diversi usi: una delle sue sale ospitò i nuovi Uffici delle Regie Poste mentre il resto del palazzo divenne un lussuoso albergo con il nome di Palace Hotel. Nel 1925 il palazzo fu acquistato dall’Istituto Nazionale delle Assicurazioni (INA), che ne ebbe possesso fino all’inizio degli anni ’70, quando divenne sede del Consiglio Regionale (1977).
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/91051
 
Terremoto: emergenza, salvaguardia e prevenzione
Aula Magna del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali c/o Complesso monumentale di San Pietro. Borgo XX giugno, 74.
Saluto del Sottosegretario On. Ilaria Borletti Dell’Acqua Buitoni.
Relazioni ed interventi.
Aperitivo presso la Galleria dei Tesori d’Arte della Fondazione per l’Istruzione Agraria di Perugia.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/91001
 
Villa Monticelli
Villa Monticelli, situata su uno sperone roccioso, si affaccia sulla valle del fiume Rio godendo di un’ottima vista sull’acropoli perugina. La sua corte interna è caratterizzata da un arioso loggiato che sovrasta un giardino all’italiana e una limonaia; il lato orientale invece “nasconde” un giardino più raccolto, ricco di specie botaniche pregiate e di statue di marmo bianche. Il sito su cui sorge la villa è ricco di storia e lo stesso complesso ha conosciuto numerose fasi costruttive. Uno dei suoi ultimi proprietari fu Annibale Angelini, pittore perugino che nell’Ottocento la affrescò.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90986
 

SPELLO (Pg)

Mosaici della villa romana di Porta Sant’Anna
Gli ambienti all’interno della nuova struttura, che sarà a breve inaugurata, non sono che il settore centrale della villa, la cui reale estensione raggiungeva una superficie notevole, prolungandosi verso ovest, al di sotto delle abitazioni, fino alla strada romana proveniente da Fulginia.Tra le stanze spiccano per le dimensioni e le decorazioni musive il peristilio ed il triclinio,con decorazione a scansioni modulari “a cuscini” ed uno pseudo émblema di tradizione ellenistica, con la scena della mescita del vino. Si segnalano, inoltre, stucchi di altissima fattura, importanti sia per qualità che per messa in opera, non applicati direttamente alle pareti.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/86752
 

SPOLETO (Pg)

Deposito per i Beni Culturali di Santo Chiodo
Ideato dopo il sisma del 1997 e ultimato nel 2008 con l’obiettivo di dotare il territorio di una struttura antisismica fornita di adeguate attrezzature nella quale, al bisogno, ricoverare opere prelevate da situazioni di rischio per calamità naturali. Ospita 5.000 tra opere e cassette di materiale archeologico, provenienti dalla Valnerina. All’interno è attivo il cantiere di messa in sicurezza delle opere ricoverate in cui lavorano restauratori dell’Opificio delle pietre dure di Firenze.
La visita consente di apprezzare il grande patrimonio culturale di questo territorio; acquisire consapevolezza circa il lavoro svolto da Ministero dei Beni Culturali, Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco, Protezione civile; fare esperienza della cura, passione e competenza con cui ora si lavora per restituire ai territori feriti dal sisma i segni della propria identità.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/90445
 

TERNI

Borgo di Papigno – La porta della Valnerina
Passaggi di truppe, terremoti, mutamenti proprietari hanno segnato la storia del borgo di Papigno. Ultimo rivolgimento la grande avventura dell’industria, a soffocare la meraviglia di villa Castelli e del suo grande parco, dimora estiva di regnanti e dell’elite viaggiatrice del Grand Tour. Chiusa l’avventura industriale oggi il borgo di Papigno rivendica la sua dignità storica ed artistica e merita un esame accurato che consenta di rivedere con altro sguardo il suo tessuto storico. Ulteriori stimoli giungono dalla grande scoperta del 2016, la veduta leonardesca, interpretazione del contesto papignese e della cascata secondo l’ottica del grande maestro.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/91070
 
Camera di Commercio – Una istituzione in favore del lavoro e delle arti
A dominare Largo Don Mizoni sorge l’imponente mole del palazzo della Camera di Commercio di Terni, tipica costruzione del Ventennio, caratterizzato dall’emergere di una torre angolare che raccorda i due prospetti principali e culmina nella massa imponente di un orologio civico. Il progettista è l’ingegnere Angelo Guazzaroni, autore a Terni dell’Istituto Tecnico per Geometri, del Liceo Classico, della rete delle scuole delle borgate dell’epoca. Gli interni, caratterizzati da dimensioni monumentali, ospitano interessanti opere d’arte figurativa, una biblioteca specializzata e un ricco fondo fotografico.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/91072
 
Palazzo Giocosi Mariani – Musica e arte a palazzo
Il rinascimentale ed elegante Palazzo, oggi sede dell’Istituto Musicale Briccialdi, ospita affreschi opera di importanti artisti fiamminghi. Meritano una visita attenta la Sala dell’Olimpo, ornata da scene d’amore ispirate alle Metamorfosi di Ovidio, la Sala di David, dedicata al tema biblico del Re Saul che colpisce David, la Sala del Noli Me Tangere e la Sala di Mosè e Aronne. Interessanti le decorazioni della loggia voltata che conduce allo scalone nobile. Il luogo rappresenta un unicum per la rappresentazione fantastica e bizzarra del mondo alla rovescia, certamente di rimando al cognome dei committenti.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/91062
 
Villa Mattioni ora Giubilei – La villa dell’amicizia
Villa Mattioni ora Giubilei è adiacente alla vasta area residenziale di Villa Fongoli, a suggellare una vicenda esistenziale che vide lo svolgersi di una singolare amicizia e fratellanza tra Lodovico Fongoli (1870/1947) e Giovanni Mattioni (1870/1908), entrambi avvocati, entrambi impegnati nella vita pubblica, Lodovico Sindaco di Papigno, Giovanni per due volte Sindaco di Terni, una amicizia che sarà interrotta soltanto dalla morte prematura di Giovanni. La villa è caratterizzata dalle decorazioni pittoriche di inizi del Novecento, opera dell’allora giovane pittore reatino Antonino Calcagnadoro (1876/1935).
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/91042
 

TODI (Pg)

Palazzo Atti – Pensi
Visite guidate e concerto dell’Orchestra degli alunni della Scuola media “Aosta Cocchi” e del Liceo “Jacopone da Todi”.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/91003
 
 
 
 
 

UMBERTIDE (Pg)

Casa padronale Santini – Savelli
L’edificio è la casa padronale di uno dei poderi dei Santini/Savelli dove, grazie ai discendenti che tuttora la abitano, resistono al tempo affreschi dei primi del novecento, l’antica biblioteca con l’archivio di famiglia e una piccola collezione di quadretti rappresentanti costumi d’epoca. Inglobata al palazzo è la chiesetta di famiglia; esternamente resiste ancora lo stemma della famiglia Savelli in arenaria.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/91030
 
Palazzo Porrozzi (ex Reggiani)
Palazzo situato nel centro storico della città ingloba le vecchie mura ed un vecchio torrione di difesa, di forma circolare, consente una vista suggestiva sull’ansa del fiume Tevere dalle terrazze sul retro, mentre la bellissima terrazza più alta scopre sopra i tetti le colline permettendo una vista del castello della Serra Partucci, presenta al suo interno ambienti con pitture di abbellimento del secolo scorso.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/91036
 
Palazzo Burelli
Palazzo della famiglia Burelli, la più antica di Umbertide con discendenti diretti tuttora viventi, attualmente abitato.
Situato al centro della città a pochissimi passi dalla piazza centrale vi si trovano gli affreschi di anonimo dei primi dell’Ottocento i dipinti rappresentano allegorie delle quattro stagioni e Storie di Apollo.
Info: http://www.giornatefai.it/luoghi/91025
 
Web: http://www.giornatefai.it

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16 marzo 2017 Redazione UT

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