Fioritura a Castelluccio: natura da ammirare

CASTELLUCCIO DI NORCIA – A dispetto di una natura che si lascia inseguire e mai acchiappare, con la Fiorita di Castelluccio di Norcia proverbialmente imprevedibile, quest’anno più che mai con la stagione capricciosa, ci sono dei luoghi comuni da sfatare, per consolare gli ‘inconsolabili’ che ogni anno, da maggio a luglio, si danno alla caccia della fioritura più spettacolare del centro Italia. Pare, stando agli esperti, che non esista assolutamente un “culmine” di due o tre giorni per l’esplosione di fiori nelle valli della pianura incastonata tra i Sibillini, e che invece da fine maggio a luglio inoltrato il susseguirsi di colori sia costante; sembra inoltre che non tutti gli anni sia possibile ammirare il ‘rosso’, il ‘viola’, il ‘giallo, il ‘blu’, perché può darsi che per un anno un colore – ovvero, una delle tante specie floreali – dia forfait.
 
Conviene quindi essere fatalisti per un fenomeno naturale che ogni anno, a essere pazienti, premia l’occhio e lo spirito. Tanto da essere stata inserita tra i 101 paradisi naturali d’Italia dalla penna del giornalista Gabriele Salari, nel suo volume “Guida segreta ai paradisi naturali d’Italia” (edito da Newton & Compton). Fiorita in pole position insomma, comunque vada, e ogni anno si moltiplicano i fotografi professionisti o amatori che sui social media fanno competizione sul migliore scatto.
 
Per diverse settimane, il pascolo dei Piani (il Pian Grande e il Pian Perduto) si spezza in variazioni cromatiche che vanno dal giallo all’ocra al rosso al blu al viola, con variazioni che si susseguono anche nell’arco di una stessa giornata. Papaveri, lenticchie, narcisi, violette, genzianelle, trifogli, viola Eugeniae, ranuncoli, asfodeli, acetoselle, margherite e chissà cos’altro caratterizzano la tavolozza cromatica dei diciotto chilomteri di distesa complessiva vicino al borgo di Norcia, a 1300 metri d’altitudine.
 
Paradiso per l’occhio, per la macchina fotografica ma appunto anche per lo spirito (e il corpo), la Piana di Castelluccio offre svariate occasioni di relax, enograstronomico ma anche sportivo. Intanto con la possibilità, armati di scarpe da trekking e di una buona sveglia mattutina, di salire fino al vicino Monte Vettore, la vetta più alta dei Sibillini, che domina la catena e conserva il suo antico appeal di luogo magico, poco accessibile, stregonesco (le leggende in materia si sprecano); poi con il parapendio, che nei giorni di Fioritura più accesa attira parecchi aficionados; e anche con le escursioni a cavallo o a dorso d’asino (per il trekking con gli asinelli esistono vari pacchetti ad hoc sui siti turistici). Per i più pigri, un pic-nic in mezzo alla Piana, contenti di quello che comunque si è rivelato, perché si sta pur sempre in uno dei paradisi “segreti” d’Italia.
 

Laura Santi

 
www.comune.norcia.pg.it
www.castelluccionorcia.it

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21 maggio 2016 Laura Santi

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