Festival dei due mondi nel segno delle donne

SPOLETO – Musica, teatro, danza, letteratura, cinema e pittura: 110 appuntamenti e una sfilata di artisti da tutti i continenti. Di fama internazionale oppure emergenti. Il Festival dei due mondi (29 giugno -15 luglio) non tradisce le attese. La sessantunesima edizione è all’insegna delle novità.
 
Omaggio alle donne L’edizione 2018 si caratterizza per un omaggio alle donne. Dall’apertura della rassegna, commissionata a Silvia Colasanti, che ha composto la musica per l’opera “Il Minotauro”, ispirata alla ballata dello svizzero Friedrich Durrenmatt, con la regia di Giorgio Ferrara, fino alla serata conclusiva.
 
Il 15 luglio in piazza Duomo, al posto del consueto concerto, Marion Cotillard sarà la protagonista di “Jeanne d’Arc au bûcher” ovvero “Giovanna d’Arco al rogo”, un oratorio con le musiche di Arthur Honegger. L’attrice francese, diretta da un maestro del cinema come Benoît Jacquot, sarà accompagnata dal coro e dall’orchestra di Santa Cecilia. E darà voce all’eroina che ripercorre in punto di morte la sua straordinaria avventura. I testi dello spettacolo sono di Paul Claudel.
 
La coreografa americana Lucinda Childs, vera e propria icona della danza contemporanea, con “My ladies rock” rende omaggio a tre grandi interpreti: Aretha Franklin, Janis Joplin e Patti Smith, capaci di conquistare i palchi di tutto il mondo. Lo spettacolo è firmato dal coreografo Jean-Claude Galotta (sabato 7 luglio, ore 21.30, Teatro Romano).
 
Due omaggi anche per quanto riguarda il teatro. “Bells and Spells” con due stelle dell’arte circense, Victoria Thierrée Chaplin e sua figlia Aurelia Thierrée (venerdì 13 luglio, ore 21.30, Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti).
Adriana Asti con la la regia di Marco Tullio Giordana sarà la protagonista di “Donna Fabia”, uno spettacolo tratto da una poesia in dialetto milanese di Carlo Porta (sabato 14 luglio, ore 18.00,Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti).
 
Teatro d’autore Imperdibile, il 6 luglio (Ore 19.30, Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti) l’appuntamento con un’opera che gli storici della musica considerano come il primo esempio al mondo di commedia musicale. È “Beggar’s Opera” di John Gay, un lavoro inserito nella tradizione del teatro barocco dei primi del 1700. La famosa “Opera del mendicante” da cui Bertold Brecht con il compositore Weill nel 1928 trasse ”L’opera da tre soldi”. La versione spoletina di Ian Burton e Robert Carsen, che firma lo spettacolo anche come regista, propone una messa in scena immersa nella contemporaneità, con un tema musicale sviluppato dal barocchista William Christie.
 
Molti e variegati gli altri appuntamenti. Da Alessandro Baricco con la lettura del suo “Novecento” (dal 30 giugno) fino al ritorno del regista Romeo Castellucci con “La morte di Empedocle” di Friedrich Hölderlin (30 giugno, palestra della scuola media di San Giovanni di Baiano).
Lo stesso giorno va in scena “Decameron 2.0”, un’opera multimediale di Letizia Renzini nata in collaborazione con il Metastasio di Prato (ore 22.00, San Simone, Piazza Campello).
E il 5 luglio Rezo Gabriadze, mago del teatro di animazione, propone “Ramona”, uno spettacolo sull’amore che sboccia tra due vecchie locomotive a vapore (ore 21.00, San Simone, Piazza Campello).
 
La storia contemporanea trova spazio con le “Lettere a Nour” (6 luglio, ore 21.00, Teatro Caio Melisso) con l’attore Franco Branciaroli diretto da Giorgio Sangati.
 
Corrado Augias e Corrado Gentile sono gli autori di “Mussolini: io mi difendo!” (7 luglio, ore 21.00, Teatro Nuovo Giancarlo Menotti), con lassimo Popolizio nel ruolo del Duce: un Benito Mussolini che spiega la sua politica con scritti che lui stesso aveva redatto per una ipotetica difesa davanti agli americani, qualora lo avessero preso prigioniero.
 
L’attore Silvio Orlando il 12 luglio è il protagonista di “Si nota all’imbrunire” di Lucia Calamaro, un viaggio disincantato nella natura umana (ore 17.30, Teatro Caio Melisso).
Nella stessa data (12 luglio,) la regista e coreografa Marianna Kavallieratos, nello spettacolo “They” affronta il tema dell’identità sessuale (ore 15.00 Sala Convegni San Nicolò).
Il 13 luglio nell’anniversario della nascita, Ugo Pagliai e Manuela Kusterman rendono omaggio al regista Ingmar Bergman con “Dopo la prova”, un’opera allestita da Daniele Salvo ((ore 20.00, San Simone, Piazza Campello). Danza Per quanto riguarda la danza, ai due spettacoli classici con la Lucinda Childs Company  (29 giugno) e l’Hamburg Ballet di John Neumeier (13 luglio) si accosta il nuovo “My ladies rock”, una coreografia di Jean-Claude Gallotta (6 luglio), negli anni Ottanta padre della nouvelle danse française, con una turbinosa colonna sonora di rock al femminile.
 
Musica, danza, mostre e incontri culturali L’evento pop di questa edizione è lo spettacolo del 7 luglio con protagonista Francesco De Gregori. Il cantautore propone i suoi “classici” ma anche alcune canzoni “mai passate alla radio” (ore 21.45, Piazza Duomo).
 
Il festival dei due mondi ripropone anche i Concerti di Mezzogiorno a cura dei Conservatori italiani e i Concerti della Sera a cura del Conservatorio Morlacchi di Perugia.
Per quanto riguarda la danza, non solo l’omaggio alla carriera di Lucinda Childs ma anche l’Hamburg Ballet di John Neumeier con ”Old Friends”: una prima assoluta costruita su un collage di brani che esplorano le mutevoli condizioni delle relazioni umane tra momenti perduti e presagi futuri (13 luglio ore 21.30, Teatro Romano).
Attese, come sempre, le rassegne delle Prediche, gli Incontri di Paolo Mieli e I Dialoghi a Spoleto di Paola Severini Melograni.
 
Grandi mostre a Palazzo Collicola Arti Visive. Uno sguardo speciale merita I Capolavori del ‘300 – Il Cantiere di Giotto, Spoleto e l’Appennino con opere provenienti da prestigiose raccolte nazionali e internazionali che spaziano tra straordinari fondi oro e sculture di primo Trecento (Museo Diocesano, Basilica di Sant’Eufemia e Museo Nazionale del Ducato).
 
Appuntamenti dedicati alla scienza Una serie di eventi dedicati alla scienza sono stati organizzati dalla Fondazione Carla Fendi, ora guidata da Maria Teresa Venturini Fendi. Domenica 15 luglio alle 12, in chiusura del Festival, al Teatro Caio Melisso sarà conferito il Premio Carla Fendi, giunto alla sua settima edizione.
 
Il 1 luglio la figlia dell’astrofisico Stephen Hawking inaugura la mostra “Il mistero dell’origine. Miti, trasfigurazioni e scienza”, due installazioni che intendono esplorare l’anelito dell’uomo tra razionalità e spiritualità.
 
Domenica 15 luglio alle 12, in chiusura del Festival, al Teatro Caio Melisso sarà conferito il Premio Carla Fendi, giunto alla sua settima edizione. Per incoraggiare la la divulgazione del pensiero scientifico, la Fondazione Carla Fendi ha deciso di assegnare il suo tradizionale premio (90 mila euro complessivi destinati a scopi didattici) a tre illustri fisici: Peter Higgs e François Englert, Premi Nobel per la Fisica nel 2013 per la teorizzazione del bosone di Higgs e Fabiola Gianotti, fisico delle particelle, direttore del Cern.
Nell’Armeria Lucrezia Borgia il percorso espositivo Miti, trasfigurazioni con marmi occidentali classici di epoca greco-romana e antichi scisti orientali (II-IV sec. d.C), affronta invece il bisogno di ricerca interiore dell’uomo. Curate da Quirino Conti, le installazioni sono aperte gratuitamente al pubblico dall’1 al 15 luglio.
 
Il programma del Festival propone anche le letture da Vita di Galileo di Bertolt Brecht con gli attori Massimo Popolizio e Alberto Onofrietti e un incontro con l’antichista Silvia Ronchey.
 

Selvaggia D’Urso

Web: www.festivaldispoleto.com

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30 giugno 2018 Selvaggia d'Urso ,

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