Ecomuseo del Tevere

UMBERTIDE – Quasi 300 km quadrati di natura, storia, cultura. E’ l’Ecomuseo del Tevere, realizzato a cielo aperto lungo il corso del fiume, tra i Comuni di Umbertide e Perugia.

Un concetto di museo diverso da quello classico cui siamo abituati.
 
Il legame tra ambiente, tradizioni e patrimonio antropologico, troppo forte per essere separato, è stato allestito sul territorio, utilizzando gli antichi sentieri ed i luoghi dell’archeologia storica e industriale per proporre un’offerta turistica completa e dinamica, integrata dal contributo attivo degli abitanti, protagonisti nella progettazione e nella realizzazione dell’ecomuseo.
 
E’ nato così il progetto di conservazione, tutela e valorizzazione di sei aree in cui sono stati censiti ben 376 beni ambientali, storici e culturali, con lo scopo di recuperare il passato e valorizzare il futuro del patrimonio naturalistico e delle memorie e tradizioni di vita dei luoghi.
 
Gli itinerari naturalistici – 28 sentieri e itinerari percorribili consentono di ammirare la ricchezza paesaggistica della valle del Tevere e delle morbide colline che ne delimitano lo spartiacque naturale. Percorsi a contatto con la natura stimolano la sensibilità ambientale anche nei visitatori più giovani, che vengono coinvolti nella rievocazione di antichi giochi lungo le sponde del fiume. Il Bosco Didattico di Ponte Felcino e il Centro di Educazione Ambientale “Il bosco e il fiume” sono progettati come guide, per un apprezzamento consapevole della ricchezza naturalistica del territorio.
 
I siti archeologici storici e industriali – Tra i tanti itinerari proposti dall’Ecomuseo, c’è il sito archeologico delle cisterne romane di Civitella d’Arna e una passeggiata lungo il campo di scavi archeologici di Torre Certalda, dove vengono recuperati reperti della vita del borgo nei periodi medioevale e rinascimentale.
 
Un giro nella storia secolare degli ordini monastici e cavallereschi attraverso eremi e chiese, come l’Abbazia di San Giustino d’Arna, che hanno segnato profondamente la storia dell’intera regione. Ma anche un sentiero originale tra antichi mulini ad acqua, e un’escursione tra San Martino in Campo, Sant’Andrea d’Agliano e la Contea, alla scoperta delle vecchie miniere di lignite, ma anche dei pregevoli affreschi della scuola del Perugino.
 
Nell’ambito dell’archeologia industriale si può visitare anche un antico lanificio, valorizzato da una mostra documentaria che illustra i processi di tessitura dei primi del ’900.
 
I mestieri e le tradizioni culturali – L’Ecomuseo del Tevere porta anche alla riscoperta di antichi mestieri, come quello del barcaiolo, con visite ai luoghi di attracco di Montecastelli e di Solfagnano-Parlesca, ed alle imbarcazioni in metallo utilizzate nel secolo scorso. E si possono seguire “le orme dei banditi e dei briganti arnati”, con escursioni guidate ed animazioni teatrali che rievocano le antiche razzie nella zona di San Giustino d’Arna.
 
A Fratticiola Selvatica invece, si ripercorre l’antica cultura del mestiere dei carbonai, con le sue originali usanze e tradizioni, le storie, gli incontri e le avventure di un tempo passato, rievocato e rivissuto attraverso una passeggiata nel cuore del paese.
 
A Pretola, il sentiero delle lavandaie e la visita al centro di documentazione sul Tevere raccontano non solo il sistema messo in atto per offrire il primo servizio di lavanderia industriale della zona, ma anche le tradizioni popolari nate e cresciute in seno a questa attività, come canti popolari e tradizioni orali.
 
Tra gli antichi mestieri, anche quello dei raccoglitori di legna con l’uncinaia, attività che permetteva di recuperare dal fiume la legna trasportata durante le piene, raccogliendola per mezzo di un particolare uncino e di una corda.
 

Daniela Querci

 
Info: www.emft.it

9 marzo 2014 Daniela Querci ,

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