Concerto per sole voci nel più piccolo teatro all’italiana del mondo

MONTECASTELLO DI VIBIO – Solo 99 posti. Il centesimo spettatore resta fuori. Al Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio, uno spettacolo speciale attende turisti e residenti il giorno dell’Immacolata: alle ore 21.15 di venerdì 8 dicembre i “Cherries on a swing set”, un gruppo vocale “a cappella”, esalterà l’eccezionale acustica del teatro all’italiana più piccolo del mondo.
 
I cinque giovani artisti, freschi protagonisti del Festival Internazionale di Cultura Italiana a Bangkok, capitale della Thailandia, non useranno nessun tipo di strumento musicale per arrangiare i brani che presenteranno al pubblico.
 
Lo spettacolo natalizio vuole essere un omaggio ad alcuni grandi artisti della storia della musica da Edith Piaf a Mia Martini, fino a Sam Smith. Generi diversi (pop, rock, swing, folk), resi omogenei attraverso lo stile personale e caratterizzato di un gruppo che ha scelto la “voce concertata” come mezzo per esprimere la propria sensibilità artistica.
 
Il gruppo “Cherries on a swing set” nasce ad Orvieto nel maggio del 2009. E’ formato da cinque elementi: Stefano Benini, Sara Paragiani, Veronica Troscia, Chiara Dragoni e Daniele Batella e lo stesso direttore.
 
Il gruppo musicale riprende una tradizione antica di secoli, il cantare “punto – contro – punto”, linguaggio musicale che nasce nel Rinascimento e che nel Novecento è stato arricchito da nuove esperienze musicali, dal jazz e dai dondolamenti ritmici dello swing. Spostamenti musicali che hanno anche ispirato il curioso nome del gruppo: Cherries on a swing set , “ciliegie su una altalena”.
 
Cinque voci, nessuno strumento. Il minuscolo Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio è una garanzia dal punto di vista acustico. Fu progettato e costruito nel 1808 grazie all’iniziativa di nove famiglie del paese, nel clima particolare che seguì alla Rivoluzione Francese. E fu intitolato a quella utopica “concordia tra i popoli” vagheggiata in Europa all’inizio dell’Ottocento.
 
Concerti a parte, chi sale sulla dolce collina di Montecastello non può fare a meno di visitarlo. Per poi perdersi tra le stradine del borgo che dall’alto domina la valle del Tevere. Dalla terrazza di pietra di piazza Vittorio Emanuele II si può ammirare un amplissimo e spettacolare panorama che abbraccia il sud dell’Umbria fino ai monti del Lazio e dell’Abruzzo. Il centro storico riproduce in modo esemplare la struttura urbanistica di un borgo fortificato medievale.
 
Bastano pochi passi per visitare, con calma, le altre bellezze dell’affascinante paesino: la quattrocentesca chiesa di Sant’Illuminata che conserva un prezioso crocifisso ligneo, la torre merlata di Porta di Maggio, la Cappella della Madonna delle Carceri che risale al 1505 e un’altra, splendida chiesa, dedicata ai santi Filippo e Giacomo.
 
Un altro edificio religioso, San Lorenzo in Vibiata, mostra i resti di un’antica abbazia romanica. E ad appena 4 chilometri c’è Doglio, delimitato da due torrenti e immerso in un vasto e placido paesaggio. Ancora oggi conserva le sue forme di centro fortificato: è uno dei castelli che in età medievale delimitava il nervoso confine tra i guelfi di Orvieto e i ghibellini di Todi.
 

Selvaggia d’Urso

 
Per informazioni: 075 8780737 – prenotazioni@teatropiccolo.it
 
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28 novembre 2017 Selvaggia d'Urso

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