Collezione Marabottini, una passione illimitata per l’arte

Giovan Battista Paggi, Venere che bacia Amore (particolare)

PERUGIA – Una prestigiosa collezione d’arte è esposta in permanenza nella prestigiosa sede espositiva di Palazzo Baldeschi, proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.
 
Si tratta della ricchissima raccolta di opere messa insieme dallo studioso Alessandro Marabottini Marabotti (1926-2012), per molti anni docente di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università di Perugia e direttore, nello stesso ateneo, dell’Istituto di studi storico artistici. Un patrimonio d’altissimo valore, sia per le opere contenute che per le finalità espresse, frutto della lunga attività di studioso e collezionista.
 
Oltre che per la fruizione di appassionati d’arte la collezione, in primo luogo, è stata donata al fine di essere messa a disposizione degli studenti, consentendone l’accesso gratuito e predisponendo un’apposita sala studio. Qui, sotto la supervisione di personale addetto, si potrà visionare l’opera da vicino, anche toccandola ed analizzandola nelle parti non in vista, per approfondire la conoscenza attraverso il contatto diretto. L’insieme di opere va pertanto a costituire un vero e proprio nuovo spazio museale e prosegue l’impegno formativo perseguito da Marabottini nella lunga carriera di docente universitario. Il lascito, infatti, non si limita alle opere: comprende anche la sua immensa biblioteca (costituita da circa diecimila volumi) donata, in questo caso, all’Università di Perugia. Segno evidente di come lo studioso abbia omaggiato non solo le istituzioni, ma la città stessa e forse l’intera Regione. Di sicuro è un dono per il mondo della cultura e da oggi rappresenta un nuovo gioiello per tutti.
 

Palazzo Baldeschi, Collezione Marabottini, secondo piano

La collezione Oltre settecento tra dipinti, sculture, incisioni, arredi, disegni, porcellane, vetri e avori, caratterizzano il corpus di opere, prevalentemente comprese fra XVI e XX secolo, che costituisce la Collezione Marabottini, frutto di una passione per l’arte non limitata al “mestiere” dello studioso, ma estesa al culto dell’oggetto. Acquistate fra Italia, Francia e Inghilterra, nelle case d’asta o nei mercati dell’antiquariato, testimoniano la sensibilità di un uomo persuaso dal vivere immerso nell’arte, e mostrano la sua particolare inclinazione all’acquisto di opere il cui valore non sia da ricercare nel nome dell’autore (alcune di esse sono state attribuite dallo stesso Marabottini), quanto nella qualità dell’oggetto stesso. Collezionista attento, sapeva comperare con raffinata competenza. Non disponendo di ingenti somme di denaro, spesso era solito acquistare anticipando il gusto corrente, permettendosi il lusso di acquisire opere poco richieste, ma non per questo di inferiore valore artistico. Da ciò la genesi di una collezione dagli alti contenuti, costruita sulla scia di quei filoni tematici cui era maggiormente legato, come la serie di dipinti dedicati al tema della “figura nel paesaggio”, tante volte spiegata nelle lezioni universitarie, o il tema del ritratto, delle marine e le tante scene di genere come quelle legate agli studi d’artista o le scene di caccia con la presenza del cane, animale amato anche nella vita quotidiana. Presenti anche opere d’arte arte sacra, scultura lignea, baccanali, pittura di storia e oggetti legati a culture extraeuropee.
 
Opere che hanno rappresentato l’esclusivo arredamento della sua casa fiorentina, interessando ogni possibile spazio parietale, finanche gli spigoli e, quando possibile, le porte. L’ingresso della Collezione, non a caso, accoglie il visitatore come si trattasse di una vera e propria “casa-museo”, con dipinti settecenteschi affiancati ad arredi neoclassici, talvolta ospitando sculture e oggetti barocchi.
 
Le stanze Collocata al secondo e terzo piano del palazzo, la collezione è curata da Caterina Zappia e Patrizia Rosazza-Ferraris e ordinata seguendo un percorso tematico-cronologico suggerito dalle caratteristiche degli spazi espositivi, nonché dalle peculiarità filologiche d’insieme. Dopo l’ingresso-atrio si accede al percorso museale che inizia con opere del Cinquecento e Seicento, in cui si trovano dipinti ai quali Marabottini era particolarmente affezionato, come la Venere che bacia Amore, dipinta fra 1585 e 1595 da Giovan Battista Paggi, tenuta nella sua stessa camera da letto, o Paesaggio con Narciso che si rispecchia nell’acqua, dipinto da Pier Francesco Mola fra 1640 e 1645.
Su tutto aleggia lo spirito dello studioso, tanto da muovere le curatrici a compiere gran parte delle scelte espositive nel rispetto del suo pensiero. Una dimensione di scrupolosa filologia e rispettosa immedesimazione, esaltata dalla decisione di allestire, fra le prime stanze, il tema dei “colloqui”, una serie di dieci opere con cui lo studioso amava soffermarsi immaginando veri e propri dialoghi.
 

Palazzo Baldeschi, Collezione Marabottini, sala gialla

La necessità di mettere dipinti e sculture di specifiche epoche insieme ad oggetti di tutt’altra natura, ha portato le curatrici a distinguere alcune sezioni, separandole dal resto del percorso. Ne è esempio la Wunderkammer ricavata a destra dell’ingresso, dove sono esposte opere provenienti da Centro America, Sud Africa, estremo Oriente, accanto a manufatti della tradizione italiana, bronzi, avori, smalti, vetri policromi, ma anche strumenti astronomici ed in generale oggetti di varia natura. Il tutto evidenziato da un allestimento scenografico rigorosamente affidato alla suggestione delle pareti nere, sul cui sfondo campeggia una gigantografia raffigurante gli stessi oggetti ritratti nella casa fiorentina.
 
Al piano inferiore si aprono vere e proprie stanze, allestite con opere ed arredi, ognuna delle quali presenta una colorazione diversa: il distensivo “salotto azzurro”, con i dipinti del Settecento e Ottocento; l’intensa “sala rossa”, dove spicca l’elegante Ritratto di gentiluomo con cani da caccia; la spiazzante “stanza gialla”, detta anche “del paesaggio”, per la serie di deliziose opere dedicate a tematiche paesaggistiche. Un percorso che porta fino alle esperienze più recenti, con gli artisti del Novecento: tardi esponenti dei linguaggi impressionisti come il delicatissimo Paesaggio di Horsens, dipinto nel 1911 da Hugo Valdemar Larsen, o l’esperienza dell’avanguardia futurista con L’essayage à Paris di Ernesto Thayaht, senza trascurare la particolare presenza di artiste donne, come la raffinata Élisabeth Chaplin o la poco nota Enedina Pinti, una delle poche allieve di Giovanni Fattori all’Accademia di Belle Arti di Firenze.
 
Il catalogo La Collezione è corredata da una catalogo di altissimo pregio, edito da De Luca Editori d’Arte, dove sono riprodotte tutte le opere presenti, con schede scientifiche redatte da 97 specialisti, scelti fra Italia, Francia, Germania e Inghilterra in base alle singole competenze. Seicento le pagine totali, interamente a colori, con testi critici e immagini di repertorio.
 

Andrea Baffoni

 
Info
Palazzo Baldeschi, Corso Vannucci, 66, Perugia
Orario: Dal martedì al giovedì 15-19 | Dal venerdì alla domenica 11-19 | Lunedì chiuso
Fino al 31 marzo 2016 la Collezione Marabottini è visitabile ad ingresso gratuito

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16 febbraio 2016 Andrea Baffoni

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