Castel Ritaldi, un balcone sull’Umbria centrale

CASTEL RITALDI – Un balcone fiorito, affacciato sull’Umbria centrale. Quella più amena e solare.

Castel Ritaldi è uno di quei borghi dove l’Italia si percepisce subito, al primo spaziare dello sguardo.

Qui, sin da epoche remote, il paesaggio, è stato plasmato dall’uomo, con un uso sapiente, sostenibile della natura: un susseguirsi di morbide colline terrazzate ad ulivo e a vigneti pregiati. Una festa di tonalità del verde: vellutato e argenteo, quello degli oliveti, più scuro quello della macchia mediterranea ove trionfano il pino d’Aleppo, il corbezzolo, il leccio , mentre vira al rossiccio, d’autunno, quello delle vigne.

Anche il fitto reticolo di strade, denominate “dell’Olio” o del “Sagrantino”, sono legate alle attività umane, alla sapienza di manualità antiche, di gesti tramandati. Millenari percorsi che, oltre i vicini Monti Martani, collegavano le terre abitate dagli antichi Umbri del regno di Spoletium con i territori dominati dall’acropoli di Todi, Tular, “ il confine”, nella lingua degli Etruschi. E Castel Ritaldi è una specie di porta per quegli “ itineraria” ove è passata la storia e l’evoluzione delle tecniche agricole, del cibo e dell’alimentazione, dei primi commerci e delle ancestrali “contaminazioni” tra culture diverse.

È qui che è avvenuto quel connubio di ”sapori e saperi” che oggi definiamo “le eccellenze del gusto”. Grano, olio, vino: la triade virtuosa della cosiddetta “dieta mediterranea”: sono questi i prodotti di questa fertile porzione d’ Umbria.

Lo stupendo portale romanico della pieve di San Gregorio in Nido (1141)

Ma Castel Ritaldi è anche un luogo della Storia, dove alla sacrale levità degli affreschi delle pievi, fa da contraltare una cintura di scabre fortezze d’ uso militare e, nella campagna, le antiche case coloniche hanno ancora torri di avvistamento e di difesa del “podere”, più tardi divenute torri colombaie. Strutture che ci riportano ad un’epoca mistica e feroce, come quando i Normanni, nel 1078, per conquistare le terre del Ducato di Spoleto, si insediarono “ manu militari” nel vasto territorio dei castelli che va da Colle del Marchese, a Castel San Giovanni, per giungere fino alla piana di Trevi. Da allora quest’area fu anche chiamata “la Normannia”.

Secondo gli storici, i ritrovamenti archeologici nell’area, tra cui monete ed iscrizioni, suggeriscono l’ipotesi che l’origine dell’insediamento fu un “pagus”, un villaggio ubicato su di un’area ricca di primordiali, divinizzate foreste. Lo dimostra il ritrovamento di un cippo lapideo del I sec. a.C. riportante l’iscrizione della “lex luci”, “la legge del bosco sacro” poi chiamata “lex spoletina”, la prima legge “ecologica” dell’antichità.
In modo assai impreciso, se non erroneo, il reperto archeologico viene collegato al Monteluco spoletino, ove è stata posta , in epoche recenti, una copia della lex, incisa su pietra. In realtà la scoperta della straordinaria epigrafe, avvenne proprio nel territorio di Castel Ritaldi, e più precisamente nella chiesa di San Quirico, dove la lapide fu rinvenuta, murata, dall’archeologo spoletino Giuseppe Sordini nel 1876.

Entrata al castello vicina all’ingresso della chiesa di Santa Marina

La scelta di abitare questo colle, un tempo coperto dai boschi, fu quindi la ricchezza di legname, di pascoli, di acque sorgive, la salubrità dell’aria e, da quassù, la facilità di controllare a vista tutta la pianura e l’antico tratto della Flaminia che da Utriculum e attraversando Carsulae, valicava a nord le propaggini pedemontane dei Martani per raggiungere Mevania e Fulginium e riconnettersi con l’altro tratto viario che valicava la Somma, passando per Spoletiumattraverso l’ampia vallata. Un piano alluvionale che i Romani bonificarono con geniali tecniche di ingegneria idraulica e che restituì suoli di ottima resa agricola.

Nel Medioevo l’abitato di Castel Ritaldi divenne una cittadella fortificata attorno ad un edificio militare . Fu allora che esso prese il nome dal casato e dal castello che dominava un territorio vasto sulle cui alture sorgevano numerosi “castella”, alcuni ancora abitati, altri di cui restano solo suggestive rovine. Gli storici raccontano come, alla fine del XII secolo, l’area fu al centro della contesa tra Papato ed Impero e come il castello ne rimanesse distrutto, anche se poi, prontamente ricostruito (1213) .

La fortificazione attuale risale però al vasto piano di architettura militare realizzato dal cardinale Gil Alvarez Carrillo de Albornoz e finalizzato alla ricostruzione dello Stato della Chiesa sotto il papato di Innocenzo VI. In quell’epoca, al castello dei nobili Ritaldi furono rinforzate le mura, ancora oggi ben conservate; furono innalzate le torri esterne di forma quadrangolare, dotate di feritoie di di buche da bombarda.

Chiesa di Santa Marina

Dopo il XIV secolo, all’interno degli alti e poderosi bastioni si formò l’abitato con le sue caratteristiche viuzze pavimentale a ciottoli e intarsiate di mattoni. Qui il calcare compatto fa bella mostra nelle cornici di porte e finestre architravate a tutto sesto o ad angolo acuto. Ma più frequente è l’arenaria proveniente dalla cava di Casciolfo, a Roselli sui Monti Martani: la cosiddetta “caciolfa”. Sabbia pietrificata, facile da lavorare, ma altrettanto facile alla corrosione da parte degli agenti meteorici e del tempo. Talvolta color corda e più spesso verde salvia, la caciolfa è una pietra “meteoropatica”: assorbe i colori e gli umori delle nuvole e del cielo , come le mura della chiesa di Santa Marina (XIV-XV sec.), ove dipinsero Lattanzio di Niccolò di Liberatore detto l’Alunno e Tiberio di Assisi o quella di San Nicola, affrescata da pittori della scuola di Giovanni di Pietro, detto lo “Spagna” o San Pancrazio a Colle del Marchese ove Francesco Melanzio da Montefalco dipinse la “Vergine orante incoronata da due angeli”.

Vincenzo Cementi

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Informazioni e utilità
Comune di Castel Ritaldi
Centralino Tel. 0743 252 811
info@comune.castel-ritaldi.pg.it
www.comune.castel-ritaldi.pg.it
www.castelritaldi.eu

Ristoranti

  • GROTTA DELLA TORRE Ristorante

250 posti
Piazza Beato Bonilli, 2
Fraz. Castel San Giovanni
Tel. 0743 51 300
www.grottadellatorre.it
info@grottadellatorre.it
14 km da Spoleto
Chiusura: Lunedi

  • IL BOCCONE DEL RE Pizzeria Ristorante

Via Scigliano, 3 (presso Piscina Comunale)
Tel. 393 411 529 3
12 km da Spoleto
Chiusura invernale: Lunedì
Aperto solo a cena o su prenotazione

  • L’ INCONTRO Ristorante Pizzeria

20+40 posti
via Giacomo Matteotti 6 Fraz. La Bruna
Tel. 0743 51 677
11 km da Spoleto
Chiusura: Mercoledi (aperto a pranzo)

  • LA CUCINA Ristorante

44 posti
Via del Lavoro, 16 – Tel.0743 252 008
11 km da Spoleto
Chiusura: sabato e domenica
Aperto solo a pranzo dalle 12.30 alle 15.30

  • LOCANDA ROVICCIANO Ristorante

Loc. Rovicciano, 31
Tel. 0743 51 679
12 km da Spoleto
Chiusura: Mercoledì

  • MEZZALUNA Pizzeria

Via Pertini 7 – Fraz. La Bruna
Tel. 0743 51 310
11 km da Spoleto

  • IL FANTASMA Ristorante Pizzeria Pub

Viale Martiri della Resistenza, 48
200 posti
Tel. 0743/51949 331 8435742
12 km da Spoleto
Chiusura: martedì
Aperto solo a pranzo e a cena

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26 luglio 2016 Vincenzo Cementi ,

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