Cascia celebra Santa Rita, Avvocata dei casi impossibili

CASCIA – Un milione di pellegrini durante tutto l’anno e centinaia di migliaia solo nel mese di Maggio. Sono i numeri di Santa Rita, l’”Avvocata dei casi impossibili”, a Cascia. La città la festeggia con le Celebrazioni Ritiane, che culminano nel giorno del 22 maggio, data di morte della santa originaria di Roccaporena, uno scoglio roccioso a cinque chilometri da Cascia, nel cuore degli Appennini umbri.
 
Una grande festa Ed è a Cascia, nel santuario intitolato alla santa, che vengono venerate le sue spoglie, visibili nella splendida urna di cristallo all’interno di una cappella in stile neo bizantino.
 
Nel giorno della solennità, le celebrazioni liturgiche si alternano alle manifestazioni storiche, con il Corteo in costume che sfila per le vie della cittadina fino alla basilica. Si inscena la rievocazione della vita di Rita e della gente del suo tempo ed è uno spettacolo emozionante, in cui ogni pellegrino può riconoscersi in uno dei figuranti che rappresentano Rita, nelle vesti di figlia, moglie, madre, vedova e suora, ma anche nel suo popolo, fatto di gente comune, la stessa che tutti gli anni inonda i portici, i vicoli e le piazze di Cascia. Al corteo segue il Pontificale, solenne celebrazione liturgica in onore della santa, e la Benedizione delle rose, in cui i presenti alzano verso il cielo le rose in un gesto mistico, quasi a voler raccogliere quanta più grazia possibile dalla benedizione per condividerla, al ritorno a casa, con la famiglia e le persone più care.
 
La leggenda delle api e una stimmate particolare Sono molte le storie, le leggende e gli aneddoti affascinanti che ruotano intorno alla figura di Rita. Una delle più note è quella delle api: si narra che, mentre i genitori erano occupati a mietere, la neonata Rita era stata posta sotto un albero, dentro una cesta. Un contadino si ferì con la falce e abbandonò il lavoro per farsi medicare. Passò davanti alla bambina e, vedendo delle api intorno alla cesta, tentò di allontanarle con la mano ferita. La ferita si rimarginò subito e le api, invece di pungere la piccola Rita, le depositarono il miele sulle labbra. Secondo la tradizione devozionale, la santa di Cascia avrebbe ricevuto una spina dalla corona del Crocifisso conficcata in fronte nella sera del Venerdì Santo dell’anno 1432, mentre Rita era in preghiera per la Passione di Cristo. L’evento è uno dei pochi della vita della monaca esplicitamente ricordato nell’iconografia quattrocentesca che è giunta fino ai nostri giorni e nel breve testo dipinto sulla “cassa solenne” (1457), nel quale si legge “quindici anni la spina patisti”. Alla morte infatti, il suo corpo venne collocato dapprima in una cassa semplice, detta “cassa umile”, e non fu mai inumato a causa dell’immediata devozione dalla quale venne investito. In seguito ad un incendio, nel 1457, venne realizzata la cosiddetta “cassa solenne”, decorata con immagini della Santa e con un breve testo in dialetto casciano che riassume gli ultimi anni della sua vita. La cassa è ancora conservata nella cella dove morì, nella parte antica del monastero della città. Nel 1743 la salma fu traslata in un’urna in stile barocco, e nel 1947 nell’attuale teca all’interno della basilica.
 
Invocata per casi impossibili e matrimoni infelici Alla santa vengono ascritti quarantasei miracoli e, oltre che “avvocata dei casi impossibili”, viene chiamata in aiuto nei casi di matrimoni infelici, a causa delle vicissitudini che dovette sopportare in vita nel ruolo di moglie di un uomo violento. Nata nel 1381 da Antonio Lotti e Amata Ferri, genitori già anziani e molto religiosi nominati dal Comune “pacieri di Cristo” nei contrasti tra le fazioni dei guelfi e ghibellini, venne data in sposa giovanissima a Paolo di Ferdinando di Mancino, descritto dalla tradizione come un ghibellino orgoglioso ed irruento. Ucciso nel contesto delle lotte politiche e familiari che imperversavano sul territorio, Rita combatté a lungo con la forza della fede per sanare l’odio e la propensione alla vendetta che avvelenavano l’anima dei suoi figli e della famiglia del marito. Dopo aver perso anche i figli entrò in monastero, ma neanche lì la sua vita fu serena. La badessa mise a dura prova la vocazione e l’obbedienza di Rita, facendole annaffiare un arbusto di vite secco nel chiostro del monastero. Il legno, dopo un po’ di tempo, riprese vita e dette frutto. Oggi, nello stesso chiostro, c’è ancora una vite piantata nell’Ottocento a memoria di questo aneddoto.
Durante i quarant’anni di vita monacale, Rita non solo si dedicò alla preghiera, a penitenze e a digiuni nel monastero, ma uscì spesso per andare in servizio a poveri e ammalati di Cascia, persone che non avevano alcuna speranza di ricevere aiuto e conforto. Le intercessioni sono proseguite oltre la morte di Santa Rita, avvenuta il 22 maggio del 1447, e sempre a vantaggio dei più bisognosi, per i quali avrebbe realizzato miracoli prodigiosi ed eventi ritenuti irrealizzabili.
 
Ecco il programma delle manifestazioni dal 20 al 22 maggio 2017:
 
Sabato 20 maggio
Sala della Pace
ore 21.00 – Presentazione del Riconoscimento Internazionale Santa Rita.
 
Domenica 21 maggio
Basilica di Santa Rita
ore 16.30 – Solenne Concelebrazione Eucaristica della Famiglia Agostiniana,
ore 17.30 – Consegna del Riconoscimento Internazionale Santa Rita.
ore 18.30 – Solenne Celebrazione del Transito di Santa Rita,
 
Sagrato della Basilica di Santa Rita
ore 20.45 – Intrattenimento musicale con la Banda, gli Sbandieratori e i Tamburini medievali di Cascia, che sfileranno sul sagrato incorniciati dalle luminarie accese in tutto il paese.
ore 21.30 – Arrivo della Fiaccola della Pace,
 
Lunedì 22 maggio, Festa di Santa Rita da Cascia
Sala della Pace
ore 5.00: inizio delle Ss. Messe, con il suono festoso di tutte le campane di Cascia per onorare il giorno della Solennità di Santa Rita. Le Messe saranno celebrate anche alle ore 6.00, 7.00, 8.00, 9.00. La S. Messa delle ore 8.00.
 
Sagrato della Basilica di Santa Rita
ore 10.00 – Arrivo del Corteo Storico in costumi quattrocenteschi e della Processione che porta la statua di Santa Rita. Partiti da Roccaporena, città natale di Rita, alle ore 8.30, i due cortei si congiungono a quello di Cascia ai piedi della città (ore 9.30).
ore 11.00 – Solenne Pontificale, seguito dalla Supplica a Santa Rita e dalla Benedizione delle Rose (ore 12.30). La Celebrazione Eucaristica sarà animata dal Coro
 
Basilica di Santa Rita
ore 18.00 – Concelebrazione Eucaristica per i Benefattori del Santuario, animata dal coro delle Monache del Monastero Santa Rita.
 
Info
www.santaritadacascia.org
www.lavalnerina.it

19 maggio 2017 Redazione UT

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