“Burridocumenta” completa la più grande collezione del mondo dedicata a un singolo artista

CITTÀ DI CASTELLO – La città di Alberto Burri chiude il cerchio. A partire dal 12 marzo 2018 il grande museo interamente dedicato all’opera di uno dei maggiori artisti del Novecento, ospiterà la sezione “Burridocumenta“.
 
A 103 anni dalla nascita di Alberto Burri si completa il progetto dei Grandi Musei dedicati all’artista iniziato nel 2015. La nuova sezione integra e arricchisce la visita delle tre raccolte museali di Città di Castello. Un’area multimediale e documentaria capace, con innovativi strumenti visivi, di approfondire la conoscenza e la comprensione di uno dei maestri dell’arte del Novecento.
 
“Burridocumenta” ripercorre tutta la vita di Alberto Burri con documenti, riproduzioni, inviti, cataloghi, video, film che offrono un panorama completo sulla sua carriera, sulla sua produzione, sulle sue esperienze pittoriche, scultoree e architettoniche.
 
E completa le collezioni che rappresentano il più grande polo museale del mondo dedicato a un singolo artista e uno dei più prestigiosi a livello europeo.
 
Collezione Burri – Palazzo Albizzini La Collezione a Palazzo Albizzini, elegante edificio rinascimentale della seconda metà del XV secolo, è stata aperta al pubblico nel 1981 e comprende circa centotrenta opere, datate dal 1948 al 1989 e ordinate cronologicamente in venti sale. Oltre ai primi Catrami e alle Muffe, comprende una raffinata selezione di Sacchi, tra i più significativi dell’intensa attività degli anni ’50. Le sale ospitano inoltre Legni e Ferri, Plastiche e Cretti, fino ai grandi Cellotex. Presso la Fondazione si trovano anche la biblioteca, la fototeca e l’archivio che raccoglie un’esauriente bibliografia sul pittore. A Palazzo Albizzini è esposta anche una collezione di progetti e bozzetti delle opere architettoniche, tra le quali l’originale di Piazza Burri.
 
Collezione Burri – Ex Seccatoi del Tabacco Il complesso degli Ex Seccatoi del Tabacco, inaugurato nel 1990, completa l’organica Collezione Burri di Palazzo Albizzini con l’esposizione dei grandi cicli realizzati da Alberto Burri tra il 1979 e il 1993. Le ampie strutture della Fattoria Autonoma Tabacchi, costruite nella seconda metà degli anni ’50 per l’essiccazione del tabacco tropicale prodotto in zona, vennero dismesse negli anni ’70; l’artista nel 1978 ne ottenne l’uso come laboratorio per la realizzazione di opere di grande formato. I grandi padiglioni, completamente dipinti di nero per volontà dello stesso Burri, contengono 128 grandi opere suddivise per cicli: Il Viaggio (1979), Orsanmichele (1980), Sestante (1982), Rosso e Nero (1983-1984), T Cellotex (1975-1984), Annottarsi (1985-1987), Non ama il Nero (1988), Grandi Neri (1988-1990), Metamorfotex (1991) e Il Nero e l’Oro (1992-1993). Un corpus di 220 opere distribuite in ben 10 sale nel piano interrato degli ex Seccatoi del Tabacco, a Rignaldello, riguarda inoltre la collezione delle grafiche.
 
Cinquecento pezzi in tutto. Per ammirare quell’Arte Informale che non si cura di descrivere la realtà, ma che rappresenta l’essenza stessa della vita.
 

Giulia Cardini

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5 marzo 2018 Giulia Cardini

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