Burri: le opere grafiche in mostra permanente a Città di Castello

CITTÀ DI CASTELLO – La città di Alberto Burri chiude il cerchio. E con la mostra permanente dedicata alle opere grafiche del maestro dell’arte contemporanea, aperta dal 12 marzo 2017, inaugura il più grande polo museale del mondo dedicato a un singolo artista e uno dei più prestigiosi a livello europeo.

Ora, l’anno lungo delle celebrazioni del centenario burriano, partito nel 2015 per ricordare il grande artista, è davvero completo.
 
E le grafiche, che stimolano i sensi in altro modo rispetto ai quadri e alle architetture di Alberto Burri, sono un unicum tutto da godere, lungo un percorso cronologico che stupisce per la sua prorompente vitalità.
 
II cammino di Burri in questo particolare ambito dell’arte figurativa inizia nel 1950, con il Senza titolo. E viene poi declinato in numerose fasi: il bianco/nero e le tecniche dell’incisione, dell’acquaforte e dell’acquatinta, cui seguono l’impiego della litografia, della calcografia e del collage. Le Lettere del 1969 anticipano quindi la stagione della policromia, che irrompe nella produzione artistica intervallata da nuovi neri e oro e ancora dal bianco/nero. Il colore è fulgidamente rappresentato dalle sedici serigrafie policrome del Sestante (1989), frutto della collaborazione tra Burri e la Stamperia Multiplo serigrafico di Città di Castello, diretta dallo storico amico Nuvolo (al secolo Giorgio Ascani).
 
Un corpus di 220 opere distribuite in ben 10 sale nel piano interrato degli ex Seccatoi del Tabacco, a Rignaldello, la sede espositiva che già da tempo ospita una esaustiva raccolta delle opere, selezionate con cura dallo stesso artista. Il luogo dove Burri presentò, nel 1979, il primo vasto ciclo pittorico denominato “Il Viaggio “. E che ora, oltre alle grandi opere donate alla città natale (128 opere realizzate dal 1970 al 1993, comprendenti cicli pittorici e sculture monumentali, che sono collocate anche sul prato all’esterno del grande edificio), ospita anche la collezione delle grafiche.
 
Novità anche nella prestigiosa sede di Palazzo Albizzini che, insieme alle 130 opere di pittura, scultura, bozzetti per scenografie e teatri visitabili dal 1981, da oggi espone in pianta stabile anche una collezione di progetti e bozzetti delle opere architettoniche, tra le quali l’originale di piazza Burri.
 
Cinquecento pezzi in tutto, distribuiti su tre musei. Per ammirare quell’Arte Informale che non si cura di descrivere la realtà, ma che rappresenta l’essenza stessa della vita.
 

Giulia Cardini

 
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14 marzo 2017 Giulia Cardini ,

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