
L’idea fu di Livio Dalla Ragione che nello statuto dell’associazione “Archeologia arborea” volle scrivere una suggestiva proposta: quella di adottare una delle piante della collezione di San Lorenzo di Lerchi.
Con un contributo, una tantum, di 150 euro si adotta una pianta, a cui si può dare un nome. Si ha diritto di coglierne i frutti, in loco e di persona.
Isabella Dalla Ragione (nella foto) ricorda: “C’è un unico vincolo: lasciare sull’albero tre frutti. Come raccontano i contadini, uno è per il sole, uno per la terra ed uno per la pianta. Ma se non si fa visita alla pianta almeno una volta ogni 18 mesi si perde la qualifica di genitori adottivi”.
Isabella Dalla Ragione
Per informazioni: info@archeologiaarborea.org











