Acquasparta, il carnevale dei bambini

ACQUASPARTA – Tre giganti meccanici per portare i bambini a spasso nel centro storico di Acquasparta. La bella cittadina in provincia di Terni è pronta per la XXV edizione del Carnevale dei bambini, che avrà le sue giornate di spicco nelle domeniche del 28 gennaio, 4 e 11 febbraio 2018, sempre a partire dalle ore 15.00.
 
I grandi carri principali, Mazinger – la leggenda, Supereroi e il Circo, misurano 12 metri di lunghezza e 4 di larghezza e Mazinger – la leggenda sfiora gli undici metri in altezza. Oltre a questi, sfileranno lungo le vie principali di Acquasparta, da Via Roma a Via Cesare Battisti, anche i mini-carri: il Brucomela, il Trenino, la Diligenza, la Regina del mare e le Tazze girevoli, che proporranno giri ai più piccini.
 
Agli spettacoli parteciperanno anche majorettes, artisti di strada e bande che offirarnno musica dal vivo. Per i bambini, peluche, gadgets e palloncini. Tutto rigorosamente gratuito, come l’ingresso al centro storico.
 
I favolosi carri allegorici di Acquasparta vengono realizzati con la collaborazione di molti appassionati: c’è Luciano, il re della cartapesta; Giancarlo, che si occupa dei lavori elettrici e meccanici; Riccardo invece, è l’artista che crea i bozzetti dai quali prenderanno vita i protagonisti dei carri, Ilaria è la costumista che sistema gli abiti delle maschere in scena sui carri. Ci sono tante altre persone dietro le quinte delle tradizionali sfilate: ognuno ha il suo compito e tutti aiutano tutti. Il risultato finale è che l’eco di questo carnevale arriva oltre i confini regionali. Il Carnevale dei bambini di Acquasparta viene spesso contattato per acquistare i pezzi unici dei carri allegorici.
 
Il Carnevale dei bambini è anche un’ottima occasione per visitare la splendida cittadina, celebre per aver dato i natali a Federico Cesi, il fondatore dell’Accademia dei Licei. Di notevole bellezza è la piazza restaurata davanti al Palazzo Cesi, che ospita le fonti della celebre acqua “terme amerino” fatta sgorgare, secondo la leggenda, da San Francesco intorno al 1200.
 

 
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25 gennaio 2018 Redazione UT

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