A Terni le poetiche fotografie di Gianni Berengo Gardin

Venezia 1959, Piazza San Marco - Gianni Berengo Gardin

TERNI – Ventiquattro scatti, unici e irripetibili, di uno degli ultimi maestri italiani della fotografia. La Sala del Carroponte, uno degli spazi più suggestivi del Caos, ospita, fino al 30 aprile 2017, “Gianni Berengo Gardin: Vera fotografia con testi d’autore”.
 
Le immagini, scelte all’interno dell’immenso corpus fotografico che racchiude 60 anni di carriera, raccontano i momenti cruciali della recente storia italiana visti da uno degli esponenti più importanti della fotografia di reportage.
 
Le immagini sono accompagnate dai commenti degli amici e dei colleghi di Berengo Gardin. Un lungo elenco, che comprende, tra gli altri, i registi Marco Bellocchio e Carlo Verdone, gli architetti Stefano Boeri, Renzo Piano e Vittorio Gregotti, artisti come Mimmo Paladino, Alfredo Pirri, Alice Pasquini e Jannis Kounellis. Ma anche il critico Goffredo Fofi, il sociologo Domenico De Masi, gli scrittori Roberto Cotroneo e Maurizio Maggiani e altri eccellenti fotografi, da Ferdinando Scianna a Sebastião Salgado, fino a Luca Nizzoli Toetti.
 
I testi, accostati a ciascuna delle 24 foto selezionate, permettono di riflettere sulla testimonianza sociale ed estetica di immagini poetiche e ricche di umanità.
 

Una foto della campagna italiana di Gianni Berengo Gardin

Catturate dalla macchina fotografica, passo dopo passo, con pazienza. Spiega Berengo Gardin: “Quando fotografo amo spostarmi, muovermi. (…) Se devo raccontare una storia, cerco sempre di partire dall’esterno: mostrare dov’è e com’e’ fatto un paese, entrare nelle strade, poi nei negozi, nelle case e fotografare gli oggetti. Il filo è quello; si tratta di un percorso logico, normale, buono per scoprire un villaggio, ma anche una città, una nazione. Buono per conoscere l’uomo”.
 
La mostra nasce da un progetto espositivo di Contrasto. È prodotta da Civita mostre e promossa dal Comune di Terni, in collaborazione con Indisciplinarte.
 
L’esposizione è visitabile fino al 30 aprile 2017, dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Dal 26 marzo, l’orario pomeridiano di apertura e quello di chiusura saranno posticipati di un’ora.
 
Per informazioni è possibile chiamare il numero 0744/285946 o visitare il sito www.caos.museum.

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23 gennaio 2017 Redazione UT

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