A Brufa un museo all’aperto nel borgo e tra le vigne

TORGIANO – Le sculture di Cascella, Beverly Pepper, De Felice e tanti altri per le strade e le piazze dell’antico castello e tra le vigne delle dolci colline, quasi una terrazza che si affaccia tra Perugia ed Assisi. Siamo a Brufa, nel comune di Torgiano, sulla Strada dei vini del Cantico. Arte e natura in una frazione di poche centinaia di abitanti che è diventata un museo a cielo aperto con una trentina di sculture di artisti contemporanei che spuntano dovunque.

Questo grazie all’iniziativa “Scultori a Brufa, la strada del vino e dell’arte nata nel 1987 per iniziativa della Pro Loco con il sostegno degli enti locali. Quell’anno Massimo Pierucci, scultore di Brufa, era tornato dagli Stati Uniti nel suo paese per regalare una sua opera in bronzo e pietra, dal titolo “I bovi”, che fu collocata non in un museo ma nel borgo. Da allora, ogni anno, questo straordinario e unico museo all’aperto di arte contemporanea si arricchisce dell’opera di uno scultore con l’utilizzo di metalli e pietra, in un mescolarsi di materiali e stili che spuntano tra le vigne, i campi e tra le case dell’antico Castel Grifone (questo il nome originale del borgo a ricordare il suo ruolo di baluardo difensivo della vicina e potente Perugia, la città del grifo).  Dopo Pierucci sono arrivati in ordine cronologico altri scultori italiani come Marcello Sforna, Mario Pizzoni, Agapito Miniucchi, Giuliano Giuman, Carlo Lorenzetti, ma anche stranieri come il peruviano Joaquin Roca Rey e Beverly Pepper. Un catalogo che si aggiorna ogni anno con una nuova opera d’arte contemporanea.

Girasoli, maggesi e monti azzurri – L’ antico borgo contadino è a pochi chilometri da Perugia. Lasciata l’affollata superstrada E45 a Ponte San Giovanni, dopo centri commerciali, palazzi e capannoni torna la campagna. Quasi due chilometri di strada tortuosa che sale tra boschi verdi e campi di girasole. Poi le colline. La strada diventa ondulata tra il giallo dei campi, dove restano solo le presse del grano mietuto, e il profumo della maggese di quelli che invece sono stati appena arati. Spuntano anche le prime vigne dei pregiati vini Doc e Docg di Torgiano. Sotto il cielo limpido di una ventilata e gradevole giornata estiva con intorno una cornice di monti azzurri dominati dalla cresta ardita del Catria nelle Marche, dai 2.400 metri del Vettore tra Umbria e Marche, dal Terminillo nel Lazio e dalla vetta dell’Amiata in Toscana. Più vicini da una parte il profilo dell’acropoli perugina e dall’altra Assisi, come una macchia di pietra chiara nel verde del rotondeggiante Subasio. Un cartello avverte il visitatore che sta attraversando la Strada dei vini del cantico e i Sentieri del vino e dell’olio. Questi ultimi sono percorsi di pochi chilometri, che si possono fare a piedi o in bicicletta, tra i vigneti di Brufa, Miralduolo e Torgiano e gli uliveti Dop della stessa Torgiano e della vicina Signoria.

Dalla natura all’arte – Improvvisamente in un prato verde appare il profilo di un grande arco metallico, sormontato a una lamina che ricorda la coda di un aereo. E’ la scultura di Carlo Lorenzetti “Arc En Ciel” (1998). Per chi arriva da Perugia è l’ingresso in questa straordinaria Strada del vino e dell’arte. Sullo sfondo c’è Brufa con il campanile quadrato della Chiesa di S.Ermete. Una lapide avverte che è stato costruito nel 1896 per iniziativa del locale camarlingo Leopoldo Sforna. In piazza Mancini, la principale del paese, c’è la Fontanina di Pietro Cascella (2006). Dall’altra parte della piazza una grande statua, La Montanara, di Aurelio De Felice (1992). In quello che era l’antico castello si entra dalla Porta di Castel Grifone (2003), una grande struttura metallica dell’artista Eliseo Mattiacci. Passeggiando per il Vicolo Lungo e per il Vicolo Corto si possono ammirare altre sculture, come L’Equilibrista di Marcello Sforna (1988). Il museo continua fuori dal borgo. La strada asfaltata scende verso Torgiano con i suoi Musei del vino e dell’olio. Case coloniche ristrutturate, agriturismo e una grande e prestigioso Hotel-resort 4 stelle. E’ come tuffarsi tra vigne ed uliveti con una occhiata all’austera Bettona che sembra controllare dall’alto la verde e fertile Valle del Tevere. Il museo è alle spalle, ma il viaggio tra arte e natura dell’Umbria può continuare verso altre mete. C’è solo l’imbarazzo della scelta.

Enzo Ferrini

(2 agosto 2013)

Info: www.brufa.net

18 agosto 2013 redazione UT

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